WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa

I sindaci donne e la Svezia (Corriere della Sera, 27 aprile 2012) – Sarà che si è mossa pure l’ ambasciata italiana a Stoccolma, ma il presidente e Ceo della multinazionale Assa Abloy, leader mondiale nei sistemi di chiusura e apertura delle porte, Johan Molin, ha dedicato un’ ora ai sindaci di Quarto d’ Altino (Venezia) e Roncade (Treviso), Silvia Conte e Simonetta Rubinato, prima dell’ assemblea a cui hanno partecipato dopo aver acquistato un’ azione a testa per poter parlare.

Una lesbica sindaco di New York? (la Repubblica, 26 aprile 2012) – Christine Quinn non è ancora la sindachessa di New York: anche se tutti se lo prevedono aspettando le elezioni dell’anno prossimo. Democratica però fedele al repubblicano Mike Bloomberg. Cattolicissima però lesbica. Leggi il seguito di questo post »

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“Point” of view

“Esiste, non esiste… Quante storie! Ohhh, non lo so. Per me esiste. Le ho già detto tutto. Posso andare?”

Le sue risposte tendevano a farsi affrettate, purgate degli approfondimenti dovuti ai come e ai perché, ai flashback e agli esempi. L’unico desiderio che le ronzava in testa, come una zanzara agonizzante che ancora tenta di riprendersi, era quello di finire. Aveva già in mente il prosieguo ideale della sua giornata terrena. Ma le domande non cessavano: puntuali, concise, insinuanti, rompiscatole. L’obiettivo di quell’intervista era conoscere il suo punto di vista, la sua verità. Magari prendere un caffè sul viale dei ricordi, delle sue fantasie e passeggiare nel bosco della sua privacy, nell’intimità più intima di un essere umano. Accettando non si era resa conto di quello che l’attendeva. Spesso non pensava alle conseguenze delle sue azioni. E non era tanto una questione di superficialità, quanto di superbia: a livello teorico era sicura di saper fronteggiare ogni situazione meglio di chiunque altro. Balle! Superiore a chi? Sì, stava peccando per l’ennesima volta di superbia e – mettiamocelo pure – tracotanza. Ma tanto ormai il Giudizio Universale non la spaventava più.

“In uno studio recente è stato descritto a livello anatomico. Condivide quanto detto qui?” L’intervistatrice le passò un foglio di dimensioni A4. Leggi il seguito di questo post »

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Frodi d’amore

di Gaia Nina Marano

“E’ duro non essere più amati quando si ama,ma niente in confronto all’essere ancora amati quando non si ama più”, questo era il titolo shock del giornale: l’attricetta del momento aveva chiuso la storia con suo marito … Dopo una lunga e sofferente relazione clandestina, si poteva finalmente consolare alla luce del sole con la sua nuova guardia del corpo.

Sembra quasi che gli esseri umani siano tragicamente destinati a vivere alla ricerca della coppia, per poi fare tutto quanto in loro potere per fuggirne. E poi, alla fine, rifare  tutto per ricostruirla.

Ma perché  tutte queste fatiche, se si torna sempre al punto di partenza? Leggi il seguito di questo post »

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Di corsa. In treno. Milano e i suoi mille volti.


Duomo

Duomo di Milano

Ora ti vedo così: gli occhi gonfi e il trucco sbavato, i capelli disfatti e in desabillè. Decadente, un po’ provata. Sfilano i palazzi tutti uguali della periferia. E dai portoni vengono fuori donne con passeggini,uomini con le mani in tasca, bambini con lo zaino calcato sulle spalle… Poca gente stamattina, è sabato. In tanti stanno ancora dormendo. Tu, stanca per i bagordi della sera prima, sorseggi un caffè mentre dai uno sguardo alla tua pagina Facebook. Nuovi commenti, nuove registrazioni di stato, nuove richieste di amicizia… non ti lasciano mai in pace.

Ogni giorno qualcuno viene da te per i più disparati motivi: chi, curioso, vuole vedere ergersi dalla piazza del Duomo la tua popolarissima Madunina, chi, approfittando di un weekend libero o di un appuntamento fieristico, si perde nell’esplorazione dei tuoi negozi cool. C’è chi ti raggiunge per cercare fortuna, chi per inseguire l’amore o ancora chi vuole respirare solo un po’ di mondanità (e monossido di carbonio). Poi c’è chi solo ti invoca, chi ti sogna… Leggi il seguito di questo post »

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Honduras: carcere per la contraccezione d’emergenza

di Gaia Nina Marano

In Honduras è imminente il voto per approvare una legge che condannerà al carcere chiunque abbia assunto (venduto, prescritto o altrimenti distribuito) la pillola del giorno dopo, anche se in seguito ad una violenza sessuale.

L’Honduras non è nuovo ai provvedimento legislativi limitativi dei diritti delle donne. Attualmente, infatti, l’aborto è assolutamente vietato e punito con la reclusione in carcere fino a dieci anni.

In Honduras, la contraccezione d’emergenza è stata vietata, per la prima volta, nell’aprile 2009. Già un mese dopo, però, il Presidente in carica, Josè Manuel Zelaya, pressato dalla indignazione pubblica mondiale per questo provvedimento, è stato costretto a “congelare” il divieto. Ha così avuto inizio un acceso dibattito che, dal Congresso, è arrivato fino alla Corte Suprema honduregna. Leggi il seguito di questo post »

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Il Brunch – Rassegna stampa

L’inserto femminile dell’Osservatore Romano (Corriere della Sera, 7 aprile 2012) – L’ idea si è fatta concreta durante una passeggiata in campagna, un mese fa, e una chiacchierata tra la storica Lucetta Scaraffia, Ritanna Armeni e il direttore dell’ Osservatore Romano Giovanni Maria Vian. E così, dalla svolta rosa dell’ Osservatore – nata con la direzione di Vian e propiziata da Benedetto XVI – all’ idea di un inserto al femminile, il passo è stato breve. Almeno all’ inizio avrà quattro pagine e cadenza mensile, il titolo di lavoro è “Donne, chiesa, mondo”, anche se tutto è ancora allo stadio iniziale: si sta cominciando a lavorare al numero zero, la speranza è di debuttare a fine maggio.

Donne al comando, rischi e rendimenti (Corriere della Sera, 8 aprile 2012) – Secondo uno studio pubblicato un mese fa dalla Deutsche Bundesbank, l’ aumento della rappresentanza femminile nel top management spingerebbe le banche ad assumere rischi più elevati, il che significa maggiore sensibilità per i profitti. Una conferma viene dalla Borsa di New York dove la scorsa settimana è stata introdotta Annie’ s, una società alimentare “al femminile”. Leggi il seguito di questo post »

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I see you. Scoprire l’altro in un casco di banane nel carrello dell’Esselunga.

Dall'albero alla tavola all'arte.

Alta Brianza. Nonostante sia aprile, il tempo non fa assolutamente immaginare che siamo già in primavera: pioggia, vento, freddo… insomma, niente di diverso dai primi di marzo (quando era ufficialmente inverno). Andando a scavare nella tradizione popolare, c’è un proverbio che recita “D’Aprile non ti scoprire”, proprio a sottolineare la tipica altalena meteorologica di questo periodo.
Temperature su e temperature giù, “pioggia e sole cambiano la faccia alle persone”…

Il letto è stato il primo a scoprirsi: aveva indossato il suo completino primaverile e si vantava di essere così leggero e colorato, come un prato fiorito. La lavatrice aveva iniziato a sfornare piumini e maglioni da mettere via. Tutto si asciugava velocemente. Ma poi qualcosa è cambiato: il letto si è coperto nuovamente, tornando ad essere pesante e cupo, mentre piumini e maglioni sono tornati improvvisamente in voga. Il meteo dice che ci vorrà ancora un po’ prima di poter vivere giorni caldi e ritornare ad attingere dal guardaroba della bella stagione. E l’essere umano si adatta (“Che fretta c’era, maledetta primavera”). Leggi il seguito di questo post »

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Riforma del lavoro: ci basta?

E al capo V del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro, sotto la voce “ulteriori disposizioni”, arrivano le voci rubricate come “donne”: dimissioni in bianco, figli, baby sitter. Troppo poco? Un primo segno? Ne l’uno né l’altro. Perché per capire quello che la riforma significa per le donne, conviene guardare al tutto, non solo al ripristino del contrasto alle dimissioni in bianco, al mini-mini congedo di tre giorni continuativi di paternità obbligatoria, e ai buoni per pagare le baby sitter invece di prendersi le aspettative facoltative per maternità.

Togliamo subito di mezzo il Moloch: l’articolo 18 e l’accordo finale che lo ha avuto ad oggetto. Non perché non conti: sotto la voce “economici” potevano passare anche i licenziamenti discriminatori. Adesso i pesi sono stati un po’ riequilibrati, si sono rafforzate le tutele in uscita, buttando la palla nel campo dei giudici. Ma tutto questo dibattito ha continuato a oscurare l’altra faccia della riforma, la questione dell’entrata al lavoro. Su questo ci vogliamo concentrare. Perché a noi interessano quelle che l’art. 18 non ce l’hanno e non lo avranno mai, le non-posto-fisso, senza tutele. Era per loro la riforma, no? Allora qualche numero, e i nostri 4 punti.

Uno. Non tutti i disoccupati sono uguali. Ci sono quelli che hanno appena perso un lavoro e quelli che invece cercano il primo lavoro, o escono da un periodo in cui (vuoi per scoraggiamento, vuoi per altri accidenti della vita, tra i quali – per dire – un figlio) non l’avevano e non l’hanno cercato. Tra i primi (disoccupati ex-lavoratori) i maschi sono la maggioranza: 56%. Nel secondo gruppo (nuovi entranti sul mercato del lavoro) primeggiano le donne: 63%. (dati Istat, riportati nell’articolo di redazione di inGenere.it “Lavoro, una riforma che guarda al passato). Tutti gli ammortizzatori sociali oggi esistenti sono per il primo gruppo, gli ex. Motivo forte per sperare nella riforma. Che però non prevede niente per i nuovi entranti: hai un’indennità, di qualche tipo, in caso di disoccupazione, solo se hai perso un lavoro.

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