WOMAN's JOURNAL

Come rompo l’equazione maternità uguale carriera finita?

Il lavoro è la preoccupazione per il Paese e in particolare per le donne. Con un tasso di occupazione del 46% (ma che è la media di una percentuale oltre il 65% nelle regioni del nord e vicina al 30% in quelle del sud) non c’è da stare tranquille. Se il ministro del Lavoro, o meglio la ministra non fosse appunto una donna, Elsa Fornero, probabilmente il tema lo sentiremmo meno spesso declinato al femminile sui giornali nazionali, e invece, fortunatamente per tutte noi, si parla di disoccupazione femminile.

Non che sia, migliore o peggiore, di quella maschile ma è diversa perché comprende una condizione che è prerogativa solo delle donne, ovvero la gravidanza. Ed è su questo che la partita si gioca. Per le giovani, che si ritrovano a 30 a non avere ancora una carriera ben solida e a desiderare un figlio (che inevitabilmente manderebbe all’aria i piani di carriera fin lì sognati e stentatamente costruiti) e per le donne che i figli ce li hanno già e che devono sobbarcarsi i costi della “conciliazione” (brutta parola che significa: se il bambino sta male ci pensa lei, se è da andare a prendere a scuola ci pensa lei… e al lavoro di lei chi ci pensa?).

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Una corsia preferenziale per i reati di genere, perché no?

Leggo la notizia di una casalinga trovata morta in un centro commerciale del nord Italia e per il cui decesso è stato sentito il marito. Non c’è ancora nessun indagato ma colpisce leggere dell’ennesima morte di una donna e per cui non c’è una ragione apparente. È una tragedia che si consuma nel nostro Paese un giorno sì e uno no: sono quelle uccise dai propri compagni e mariti, fidanzati ed ex. Quelle donne troppo deboli per difendersi e che hanno scelto il proprio aguzzino. Si amavano, si scrive sempre, prima della “follia omicida”, prima del “delitto passionale”. Che passione o amore è quello che porta alla morte? Forse dovremmo riscrivere la definizione di amore se troppo spesso a quel sentimento è associata la sofferenza e infine, la morte.

Ha fatto molto scalpore in rete, sui giornali, tra le femministe, la decisione della Corte di cassazione di annullare la custodia cautelare in carcere per gli indagati di strupro di gruppo ma, come spiega bene l’avvocato e femminista Barbara Spinelli, sul suo blog la Cassazione non poteva fare altrimenti.

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Mentre prendo il sole

Dal blog Il ferro da stiro

Di solito le scene a cui assisto sulle spiagge mi rendono indifferente o mi fanno sbuffare di noia. C’è il solito quadretto familiare: mamma, papà, uno o più bambini. Il papà legge il giornale o è sdraiato a prendere il sole, la mamma sta dietro ai figli: gli mette la crema, li asciuga quando escono dal mare, va a prende la paletta dimenticata qualche metro più in là. Dà loro da mangiare.

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La doppia morale

dal blog Ferrodastiro

Pubblico il commento di un giornalista, Giampiero Canneddu a due importanti recenti fatti di cronaca. Uno è l’arresto di Dominique Strauss Kahn, ex capo del Fmi, accusato di stupro a New York, finito in carcere, quindi agli arresti domiciliari e poi, rilasciato in attesa del giudizio. L’altro, è della militante del Pd di una sezione locale, che ha partecipato a un film porno. Riconosciuta su Facebook si è dimessa dal partito (sembra le dimissioni siano volontarie) ed ha deciso di espatriare.

Alice ha 24 anni e una laurea in tasca, conseguita da pochi giorni all’università di Pisa. Nell’altra tasca ha il tagliando del check in dell’aeroporto, da cui si è imbarcata per la Danimarca, con il cellulare spento e un brusio insopportabile di voci dietro le spalle. Leggi il seguito di questo post »

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Più sicure grazie ai consigli di Alemanno?

Dal blog Ferrodastiro

Gianni Alemanno, sindaco di Roma, fa stampare un opuscolo con consigli e linee guida per migliorare la sicurezza delle donne in città (il video dell’iniziativa). Tra le raccomandazioni c’è “non vestirsi in modo succinto” (leggi l’articolo dell’Unità). All’estero le donne sono scese in piazza per difendere il diritto a vestirsi come meglio credono senza venire aggredite. E in Italia cosa succede? Nulla, probabilmente si condivide l’approccio di Alemanno. A quando un vademecum per prevenire la violenza maschile. Leggi: cosa fare se ti viene da alzare le mani, perseguitare, aggredire, violentare…? Vogliamo sapere qual è l’opinione del sindaco a riguardo. Siamo stanche di guardarci le spalle quando camminiamo, e se ci succede qualcosa sentirci dire “te la sei andata a cercare”.

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Siena e i fischi a Rosy Bindi

Dal blog Ferrodastiro

Siena, luglio 2011. Potrò dire: io c’ero, a veder nascere questo movimento, Se non ora quando? (SNOQ). Ancora, davvero, non si capisce quale forma possa prendere, però, a sentire gli interventi sul palco (3 minuti a testa, per tutti), c’è da essere positivi. Poche le politiche che si sentono di dire qualcosa e di avere qualcosa da dire a questa piazza che è molto preparata, che la discriminazione la vive tutti i giorni sulla propria pelle, meglio di “loro”, le parlamentari, con stipendi e uno status che permette non di sognare il futuro e di programmarlo.

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Quote rosa? Non sono poi così male

di Mycupoftea

L’Italia prova a cambiare. Dopo un iter legislativo durato 2 anni è stata approvata con un’ampia maggioranza una legge rivoluzionaria per il nostro Paese. Dal 2012 le aziende quotate dovranno avere una rappresentanza di donne, per legge. Questo, perché la Costituzione sancisce all’articolo 3 una parità di genere sostanziale che invece, rimane spesso solo formale.

Art 3.2 È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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Il vento? Sempre lo stesso scirocco

di Ferrodastiro

Il vento è cambiato”, non per le donne titola un intervento di Pierluigi Battista sul Corriere della sera e a guardare la campagna per la prossima Festa dell’Unità del Pd romano sembrerebbe proprio che è così.

Sono ormai tre anni, dal Corpo delle donne di Lorella Zanardo che le italiane stanno rialzando la testa (non che mai l’abbiano abbassata) ma adesso, dicono quello che non gli piace, lo urlano, da un palco, in piazza del Popolo a Roma, com’è accaduto lo scorso 13 febbraio. Sì, il 13 febbraio era contro Berlusconi e probabilmente se non fosse stato per gli scandali sessuali che hanno coinvolto il presidente del Consiglio le donne, in particolare quelle a sinistra, non avrebbero mai trovato occasione migliore, un collante più forte dell’avversario politico – nemico assoluto da abbattere.

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Un blog collettivo per condividere, approfondire, discutere delle donne, del femminile e del maschile. Siamo anche un motore di ricerca dove trovare collegamenti a gruppi femminili, istituzioni, consultori, ong, centri di ricerca che operano in Italia e all'estero e che si occupano di genere. Qui, le donne sono protagoniste e possono sentirsi a casa. Per segnalazioni e collaborazioni: redazionewj@gmail.com

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