WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa

I sindaci donne e la Svezia (Corriere della Sera, 27 aprile 2012) – Sarà che si è mossa pure l’ ambasciata italiana a Stoccolma, ma il presidente e Ceo della multinazionale Assa Abloy, leader mondiale nei sistemi di chiusura e apertura delle porte, Johan Molin, ha dedicato un’ ora ai sindaci di Quarto d’ Altino (Venezia) e Roncade (Treviso), Silvia Conte e Simonetta Rubinato, prima dell’ assemblea a cui hanno partecipato dopo aver acquistato un’ azione a testa per poter parlare.

Una lesbica sindaco di New York? (la Repubblica, 26 aprile 2012) – Christine Quinn non è ancora la sindachessa di New York: anche se tutti se lo prevedono aspettando le elezioni dell’anno prossimo. Democratica però fedele al repubblicano Mike Bloomberg. Cattolicissima però lesbica. Leggi il seguito di questo post »

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L’inserto femminile dell’Osservatore Romano (Corriere della Sera, 7 aprile 2012) – L’ idea si è fatta concreta durante una passeggiata in campagna, un mese fa, e una chiacchierata tra la storica Lucetta Scaraffia, Ritanna Armeni e il direttore dell’ Osservatore Romano Giovanni Maria Vian. E così, dalla svolta rosa dell’ Osservatore – nata con la direzione di Vian e propiziata da Benedetto XVI – all’ idea di un inserto al femminile, il passo è stato breve. Almeno all’ inizio avrà quattro pagine e cadenza mensile, il titolo di lavoro è “Donne, chiesa, mondo”, anche se tutto è ancora allo stadio iniziale: si sta cominciando a lavorare al numero zero, la speranza è di debuttare a fine maggio.

Donne al comando, rischi e rendimenti (Corriere della Sera, 8 aprile 2012) – Secondo uno studio pubblicato un mese fa dalla Deutsche Bundesbank, l’ aumento della rappresentanza femminile nel top management spingerebbe le banche ad assumere rischi più elevati, il che significa maggiore sensibilità per i profitti. Una conferma viene dalla Borsa di New York dove la scorsa settimana è stata introdotta Annie’ s, una società alimentare “al femminile”. Leggi il seguito di questo post »

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Hai un figlio? Niente lavoro (l’Unità, 1 aprile 2012) – Rinunciare ad avere figli. O perdere il lavoro. Questa la realtà che Chiara Valentini ci racconta nel suo ultimo libro. A parole è una scelta che tutti respingono. I fatti dicono però il contrario e il ricatto cui le donne sono sottoposte coinvolge ogni tipologia di lavoro, ogni condizione professionale. Un problema drammatico, dunque, che riguarda tutto il Paese, a partire dalle sue classi dirigenti, politiche e imprenditoriali.

Donne afghane, diritti lontani (Il Fatto Quotidiano, 1 aprile 2012) – Qualche giorno fa l’associazione Human Rights Watch ha riportato l’attenzione sul dramma delle donne afghane, spiegando che oltre 400 di loro sono oggi detenute per crimini contro la morale.Quali sono questi reati? Fuggire di casa quando vengono picchiate o stuprate dal marito, avere rapporti sessuali fuori dal matrimonio o essere accusate di adulterio. Cos’è l’adulterio? Il rapporto sessuale tra persone non sposate. Pena: dai 5 ai 15 anni di carcere. Dal 2009 esiste una legge che punisce la violenza sulle donne. Come si vede è lettera pressoché morta. Leggi il seguito di questo post »

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Il sogno di Giorgio (la Repubblica, 25 marzo 2012) – Dopo di me una donna. Il diluvio può attendere, e con l’auspicio semiconfidenziale dell’odierno presidente della Repubblica il sogno in rosa di una donna al Quirinale fa un altro passettino nella sua lunga, ma al dunque assai povera storia politica e di civiltà. Perchè frugando nel passato remoto si scopre che agli albori della Repubblica, per la precisione il 28 giugno del 1946, quando cioè Enrico De Nicola venne eletto alla suprema magistratura dello Stato, 32 parlamentari dell’Uomo Qualunque avevano in realtà votato per una donna.

Al bando la moglie di Assad (Il Sole 24 Ore, 24 marzo 2012) – L’Ue ha approvato nuove sanzioni contro il regime siriano. Stavolta nel mirino sono finite le donne della cerchia ristretta del presidente Bashar el-Assad: la moglie, Asma, la madre del presidente, la potente Anissa, ma anche la sorella Bushra e la cognata. Alle quattro sono stati congelati i beni e proibiti i viaggi nei Paesi dell’Ue. Leggi il seguito di questo post »

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Una saudita a Londra 2012 (la Repubblica, 22 marzo 2012) – La rivoluzione silenziosa delle donne musulmane si prepara a un nuovo passo avanti: ancora una volta protagonista della svolta è l’Arabia Saudita, paese guida della regione e nazione simbolo sul tema dei diritti femminili nell’area, essendo quella dove le donne subiscono le maggiori discriminazioni. Dopo aver concesso alle sue cittadine diritto di voto e la possibilità di sedere a pieno titolo nella Shura, l’assemblea che dà consigli al re, Riad si prepara a mandare per la prima volta un’atleta di sesso femminile alle Olimpiadi di Londra l’estate prossima.

Lavoro, cosa cambia per le donne (Il Messaggero, 22 marzo 2012) – Sono due le misure che incideranno direttamente nella vita delle donne: l’eliminazione della pratica delle dimissioni in bianco in vigore fino al governo Prodi, cancellata e poi introdotta di nuovo dall’ultimo governo Berlusconi; e la sperimentazione dei congedi di paternità obbligatori che saranno finanziati dal ministero del Lavoro. Leggi il seguito di questo post »

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Dossier Quote Rosa (la Repubblica, 8 marzo 2012) – La commissione Affari Costituzionali della Camera ha votato la legge (d’ accordo tutti i gruppi tranne la Lega) che oltre ad introdurre l’ obbligo di inserire nelle liste un 30% di candidate donne nei Comuni sopra i 5 mila abitanti, offre anche la possibilità di esprimere una seconda preferenza purché a favore di un candidato di genere diverso (un uomo e una donna, o viceversa).

Le donne pitbull sfidano i partiti (il Riformista, 8 marzo 2012) – L’arcipelago delle “non necessariamente famose” si mette in moto. Dal basso, senza le firme celebri a fare da traino, l’8 marzo parte dalle donne della “Rete delle reti” pronte a fissare le regole ai partiti. Non un movimento e neppure un’organizzazione, ma uno strumento collettivo che lancia come prima iniziativa una lettera aperta ai partiti. Con due proposte difficili da rifiutare: liste con il 50 per cento delle candidature alle donne e i profili dei candidati, uomini e donne, dettagliati e trasparenti.

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Giovani donne co.co.pro, le meno pagate d’Italia (Il Sole 24 Ore, 1 marzo 2012) – Le donne hanno in genere tassi di istruzione più elevati degli uomini. E invece sul fronte salariale continuano a subire una forte disparità di genere. Sia se inquadrate come co.co.pro. che come lavoratrici dipendenti. Nel primo caso il gap di stipendio è di circa la metà rispetto a quanto percepito da un collega parasubordinato (7.420 euro contro 12.735 euro). Mentre nel confronto con la busta paga di un dipendente la differenza di stipendio è di circa 3.600 euro (a tutto svantaggio della collega donna).

“Più bagni pubblici per le donne” (la Repubblica, 25 febbraio 2012) – Ogni dinastia cinese, come insegna la rivoluzione di Mao, è sempre bruciata da scintille accese nelle campagne. L’ obiettivo oggi appare meno impegnativo, ma per scuotere il potere Li Tingting ha scelto di partire da un water. Con una ventina di compagne dell’ università di Guangzhou, nota in Europa con il nome di Canton, ha espugnato un gabinetto e ha lanciato il suo slogan: “Occupy Wc”. Passa per una frivolezza, occupare una toilette può sembrare meno decisivo che impossessarsi di Wall Street. Ma i leader di Pechino hanno un senso speciale per le minacce: e già sospettano che, da uno sciacquone, il passo verso diritti più essenziali sia meno lungo di quanto appaia in Occidente. Leggi il seguito di questo post »

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Al Sud disoccupazione rosa al 30% (Il Messaggero, 18 febbraio 2012) – In Italia in due anni, dal 2008 al 2010, oltre 100mila donne hanno perso il posto di lavoro. Il Mezzogiorno è un caso unico: il tasso di occupazione femminile raggiunge appena il 30,4%, rispetto al 54,8% del Centro-Nord. Un divario dal resto d’Europa di quasi trenta punti (la media europea nel 2010 e’ 58,2%).

Primo sì al divorzio breve (Il Secolo XIX, 24 febbraio 2012) – Dopo 9 anni e circa tre tentativi andati a vuoto, la proposta di legge sul divorzio breve riceve il suo prima via libera dalla commissione Giustizia della Camera. Il testo unificato messo a punto dal relatore Maurizio Paniz (Pdl), che riceve sostanzialmente un consenso `bipartisan´, prevede che il tempo della separazione, prima di ottenere il divorzio, sia di un anno (non più tre), che diventerebbero due in presenza di figli minori. In più stabilisce che la comunione tra i coniugi cessi nel momento in cui il magistrato li autorizza a vivere separati. Leggi il seguito di questo post »

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