WOMAN's JOURNAL

“L’ASPIRANTE” una performance di Giovanna Lacedra. In novembre, a Cesena.

 

“Io sono legata a te indipendentemente dalla mia volontà, anche se

quando ho promesso a me stessa di vivere per te non sapevo

 che sarei stata ferita, ferita, ferita per l’eternità…”

 

[Sylvia Plath – DIARI – 6 marzo 1956]

 

La violenza.

Nascosta come un cuore nero in una nuvola d’ovatta.
Un cuore nero pulsante
in una noce di bianca perfezione.
L’Amore.

Quando è un inganno tradisce il sogno.

Lo lacera piano. E poi lo strappa.

Prima a colpi di silenzio. Poi di parole, affilate e taglienti.

Infine, arrivano le mani.

Ma cosa accade se quella noce di porcellana all’improvviso cade,
frantumandosi al suolo?

Silence…
Nessuno deve sapere.
Si tace nella gioia.
Si tace nel dolore.
Si tace il dolore
di non aver mai vissuto.

 

Alle privatissime pagine dei suoi diari, Sylvia Plath – poetessa americana del filone Confessional – confidava il timore di cadere nella trappola di una unione matrimoniale che, attraverso l’adempimento passivo ad un ruolo servile, avrebbe potuto costarle il caro prezzo delle proprie velleità, della propria identità e della propria dignità.

 

“L’ASPIRANTE” Performance nasce da una riflessione sul tema del maltrattamento domestico – psicologico e fisico – usato sulle donne, ieri come oggi, e subito da queste ultime in fragilissimo silenzio. È frutto di una mia personale reinterpretazione in chiave contemporanea della omonima poesia, scritta dalla Plath nell’autunno del 1962, subito dopo il fallimento del suo matrimonio con il poeta Ted Hughes. Quel blocco creativo che l’aveva asserragliata e indotta in una sorta di apnea depressiva, con la separazione si tramutò in un getto di versi e liriche. Quell’autunno infatti Sylvia partorì la sua più celebre raccolta di poesie, Ariel, di cui L’Aspirante fa parte.

“Sono una scrittrice geniale, ora lo so. Me lo sento, sto scrivendo le poesie più belle di tutta la mia vita, mi renderanno famosa…”, scrisse a sua madre il 16 ottobre 1962. Sentiva di essersi in qualche modo liberata da una violenza molto più sottile e affilata delle percosse. Una violenza intima, psicologica, emotiva e incessante. Quella di una quotidianità fatta di parole smarrite e parole affilate. Parole taciute e parole graffiate. E in cui lei stessa aveva assunto un ruolo di assoluta sudditanza.

Nonostante questo, l’11 febbraio 1963 Sylvia Plath si suicidò. Aveva appena trentun anni.

Vent’anni dopo la sua morte, suo marito scelse di pubblicarne i Diari. Disse che aveva preferito attendere che i loro figli fossero cresciuti, così da poter affrontare la cosa con maggior consapevolezza. Di fatto, però, prese in mano pagine di vita che erano appartenute a Sylvia e decise di pubblicarle postume. Pagine intime date alla stampa. E non certamente senza censure e omissioni. Censure contro le quali Sylvia non avrebbe mai potuto, e mai potrà, muovere obiezioni. E nessun lettore saprà mai quali parole siano state tagliate via.

Parole omesse per sempre. Parole perse per sempre.

Verità taciute. Per sempre.

Ho letto in tutto questo molta violenza. La ferocia di una prepotenza agita su una donna che non potrà mai più difendersi. E ho immaginato di sentire la voce di Sylvia giungere dall’altra parte della notte… e dire:

 

Perchè, hai finto di darmi voce quando ormai non potevo più parlare?
Perchè hai atteso il mio silenzio-per-sempre
per lasciarmi esistere?
Perchè, Ted, mi hai tagliato le parole?
Perché, ancora una volta, mi hai sottratto la dignità?

 

[Testo di Giovanna Lacedra]

Photo: Pablo Peron

 “Prima di tutto ce li hai i requisiti?

Ce l’hai

Un occhio di vetro, denti finti o una gruccia,

un tirante o un uncino,

seni di gomma, inguine di gomma,

 

Rattoppi a qualcosa che manca?”

 

 [Sylvia Plath – L’aspirante]

 

 

In occasione di “CONTRO QUESTA MATTANZA”, la Galleria Comunale Ex Pescheria

con il Patrocinio del Comune di Cesena, Assessorato Politiche delle Differenze, Forumdonne e  Associazione Atera è lieta di invitarVi ad un doppio appuntamento:

 

Sabato 23 Novembre 2013

 

ore 17.00:

“READING OF SYLVIA PLATH”

a  cura del Gruppo di Lettura Libriamoci – ad Alta Voce

musiche a cura di Francesco Fagioli e Marta Ghezzi

ore 18.00:

Giovanna Lacedra in

“L’ASPIRANTE”

una performance in cui l’azione comportamentale

diviene riflessione sui diversi volti della violenza di genere.

 

 

Galleria Comunale Ex Pescheria

via Pescheria 23  –  47023  –   CESENA

Info-press:

Ufficio Cultura:  0547355730 – 3358177851

info@atera.itbarducci_cr@comune.cesena.fc.it – lacedra.press@libero.it

 

 

 

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