WOMAN's JOURNAL

Vietato l’accesso agli uomini

Il più grande ateneo dell’Arabia Saudita riservato alle donne, la Princess Nora bint Abdulrahman University di Riyad, che quest’anno è stata lo scenario di una protesta studentesca in seguito alla bocciatura del 70% delle candidate all’esame di inglese, aprirà tra due mesi il nuovo campus inaugurato a maggio alla presenza del re Abdullah Bin Abdul-Aziz. La nuova area accoglierà 30.000 studentesse e impiegherà solo dipendenti donne. I pochi docenti uomini faranno lezione attraverso video e gli spostamenti saranno garantiti da una monorotaia automatizzata per rispettare il divieto di guidare imposto alle donne nel paese (leggi Manal non è sola al volante, le iniziative contro il divieto saudita su Woman’s Journal). Leggi il seguito di questo post »

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La legge anti-velo sbarca in Australia

Dal blog Donne…col velo

Dopo Francia e Belgio la polemica sul velo islamico arriva anche nella terra dei canguri. Una nuova proposta di legge dal governo di New South Wales (che include anche Sidney) prevede che le donne musulmane si debbano togliere il velo e mostrare il loro volto ogni qualvolta venga loro richiesto dalla polizia pena un anno di carcere e 5.900 dollari di multa. La proposta sarà votata dal parlamento in Agosto, ma ovviamente è già polemica.

Il governo si difende rispondendo che la legge serve a tutelare i cittadini da possibili attacchi terroristici nascosti proprio sotto un velo.
Secondo i critici, invece, i musulmani non sarebbero ben voluti in Australia e la proposta sarebbe soltanto una discriminazione in quanto su 23 milioni di abitanti, in Australia soltanto 400mila sono musulmani e secondo alcuni calcoli sono meno di duemila le donne che indossano il niqab.

Come al solito la questione è sempre la stessa: dove inzia la legge e dove finisce la religione? Sopratutto quando in diverse culture, in quella musulmana in particolare, la religione è la legge.
Deve una donna musulmana fare quello che la sua legge le vieta? Non si potrebbe raggiungere un compromesso secondo il quale la donna si scopre solo davanti ad un ufficiale donna?
Dall’altra parte, però, non è forse giusto far rispettare la legge, senza sconti, a tutti i cittadini, indipendentemente dalla cultura alla quale appartengono?

Dite la vostra!

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