WOMAN's JOURNAL

Un’italiana nei Paesi Bassi, dove il sesso (a sorpresa) è tabù

di Giovanna Boglietti
I capelli neri ordinati in un caschetto scalato, lo sguardo pungente e vivace, due graziosi nei sotto la coda dell’occhio destro. Sara è un’artista, studia all’Accademia delle Belle Arti di Torino e sta preparando la tanto agognata tesi; ma è il suo viso a parlare per lei, a farne un quadro.
Racconta a Woman’s Journal la sua esperienza Erasmus nei Paesi Bassi, dove è rimasta per 6 mesi; un percorso coinvolgente e talvolta “accidentato” non solo di artista, ma anche di giovane donna.
La sua vita è stata trasferita all’Accademia d’Arte Minerva di Gròningen, per i forestieri Groninga (nella foto Flickr by Bert Kaufmann), uno dei centri più rinomati dell’arte contemporanea in Europa. Cittadina del nord, a due ore da Amsterdam e a 45 minuti dal mare, è la meta degli studenti che affollano le sue due università, 40mila in tutto su una popolazione di oltre 180mila abitanti. Gli olandesi la chiamano “la città dei talenti”, perché è la città “più giovane” del Paese. Soprattutto è vivibile, verde, poco caotica, a metà fra la Stad (la città, appunto) e il Groot Loug, un grande villaggio.
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“Cerco il miracolo. Vado dal fotografo”. Il fenomeno delle modelle per un giorno

di Giovanna Boglietti

La ragazza comune davanti all’obiettivo. Sì, proprio quella che non ti aspetti. La “non-modella”, la studentessa, il tipo meno avezzo a giocare a colpi di ciglia e pose ammiccanti. Eppure, è la ragazza comune, che modella non vuole diventare, a rivolgersi sempre più spesso a un fotografo per fissare la propria immagine come non si è mai vista.

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Francia: dopo lo spot oscurato, il sito dell’adulterio punta sulle affissioni pubbliche

di Giovanna Boglietti

L’avevano pensato in molti: “Non esiste, qualcuno dovrebbe proprio inventarlo”. Ed eccolo, nel 2009 ancora in fasce oggi con più di 830mila iscritti nel mondo e addirittura un fresco spot pubblicitario (il video), in tutta la sua sorprendente carica provocatrice: il sito dell’adulterio.

Proprio così, è il portale fatto apposta per chi ha voglia di vivere una storia “extra-coniugale”. Gleeden, radici francesi, si è imposto in questi due anni come la nuova frontiera del tradimento, che supera di gran lunga la chat e i luoghi virtuali di incontro; qui, si fa sul serio.

Oltralpe, il dibattito su Gleeden in questi giorni si è riacceso: una prima volta quando il canale di informazione francese BFM ha deciso, sotto pressione del CSA (Conseil Supérieur de l’Audiovisuel, il garante delle comunicazioni francesi), di sospendere la pubblicità televisiva e una seconda volta, galeotte le affissioni ai box delle edicole (in foto) che, a Parigi come in tutte le più grandi città francesi, invitano a “tradire la noia”.

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Un’italiana a Londra, dove la proverbiale “British politeness” non è più d’ufficio

 di Giovanna Boglietti

Il profilo di un cammello, nero, al tramonto. Un vecchio mahatma, le palpebre socchiuse, che riposa lungo una delle vie di New Delhi. Gli occhi curiosi di due bambini che si stringono di fronte alla macchina fotografica, in un villaggio del Kenya.

Ilaria è ognuno di loro, perché loro fanno parte di lei. Di quel suo essere frastagliata, scomposta in tanti pezzettini che, una volta riuniti, ridisegnano una sfera, il mondo. “Una ventiseienne senza-radici”, come lei orgogliosamente ama definirsi, non si ferma troppo a lungo, non vuole fare presa nel terreno. Un mese qui, altri otto là: il ricordo è fissato in immagini, attaccate alla parete con clip a forma di stella, su un telo azzurro (in foto).

Ma cosa c’è oltre quel telo, dall’altra parte della parete? C’è King’s Cross Station, la stazione ferroviaria e metropolitana di Londra, vicina al centralissimo distretto di Camden. Quella che fu colpita dai sanguinosi attentati del 2005; quella il cui simbolo è una grande “x”, la croce di Sant’Andrea; “quella che il maghetto Harry Potter, nella letteratura contemporanea, usa come passaggio verso un mondo fantastico, al binario 9 e ¾”.

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Un’italiana a Shanghai, dove le donne non hanno paura

di Giovanna Boglietti

Ogni mattina, dalla finestra del salotto al 31esimo piano di un palazzo nel cuore di Shanghai (nella foto la veduta dal balcone), i suoi occhi corrono lungo i contorni dei grattacieli e delle casupole che spuntano, timide, ai loro piedi. Si infilano curiosi nelle arterie a tre corsie per senso di marcia, che tagliano la città per una superficie di oltre 6mila chilometri quadrati, e poi dentro il nugolo di vicoli che si attorcigliano tutt’intorno, tra le case popolari, spoglie e diroccate.

Da due anni, quella finestra riflette lo stesso paesaggio, ma ogni volta Shanghai le si presenta in veste nuova, spesso incomprensibile, talvolta eccitante, per sua natura curiosa. Allegra è la protagonista di questa avventura quotidiana, che racconta a Woman’s Journal appena rientrata in Italia, per una breve vacanza. Piemontese, 27 anni, un diploma linguistico alle spalle: dal 2009 si è trasferita nella città più popolosa della Cina, per aprire con il suo compagno alcuni eleganti locali nel centro di Shanghai.

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Violenza domestica: in Francia la prima campagna tv. In Italia dati fermi a 5 anni fa

di Giovanna Boglietti

“Non lasciate più che il vostro compagno parli per voi”. La raccomandazione corre sulla rete e sugli schermi da questa mattina. In Francia è partita infatti la prima campagna interattivo-televisiva contro la violenza coniugale. Si tratta di uno spot di 30 secondi (guarda il video), che condensa la drammaticità dello stupro entro le mura domestiche. Un crimine sempre più diffuso e che poche donne hanno la forza di denunciare.

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Francia: cartoline pornografiche a piede libero. Le Poste contro un artista

di Giovanna Boglietti

In Francia lo chiamano l’affaire des cartes postale de seins. Un affare, quello delle “cartoline con i seni” (nella foto), che potrebbe essere destinato a fare tendenza, un po’ come tutte le esportazioni chic francesi. La notizia è apparsa per la prima volta su Libération ben due anni fa, l’affaire nel frattempo è andato avanti fino a raggiungere in questi giorni l’epilogo, o quasi. Il punto da cui partire è uno: è possibile inviare una cartolina a sfondo erotico senza ritrovarsi una diffida, e venire poi incolpati di oltraggio alla dignità umana? La sottrazione della posta, in Francia, è illegale. Tuttavia, racconta sul suo blog Agnès Giard, le cose non stanno proprio così.

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2 giugno 1946 – 2 giugno 2011: non solo Repubblica. La ricorrenza sbiadita

di Giovanna Boglietti

L’anniversario nell’anniversario. Il 2 giugno 2011 non si festeggia solo la Festa della Repubblica italiana, ma anche i 65 anni del voto alle donne nel nostro Paese. Un anniversario – in verità – passato in sordina, oggi superato da tante altre questioni, ma che è bene non dimenticare, come tutte le vere conquiste.
In pillole. Nel lontano 2 giugno 1946 le donne italiane andarono a votare per la prima volta e, per la prima volta, poterono anche essere elette. Le cronache riportano la leggera preminenza ai seggi degli uomini (83 per cento) rispetto alle donne (81,7 per cento). I voti rosa furono 14 milioni 610mila 845: riportare la cifra fino all’ultima unità è d’obbligo.

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