WOMAN's JOURNAL

Gina Pane. La ferita che divarica il silenzio / blog woman’s art

Ferirsi come offrirsi. Come schiudersi e divaricarsi. Come donarsi.
Nel candore di una concentrazione quasi chirurgica, aprirsi. E mostrarsi. All’altro.
La ferita è un varco nel silenzio. Perentorio e incisivo. Ma anche tenue. E sottile. È un taglio sottopelle. Un dialogo da aprire. Una fenditura ricamata sulla propria carne e nella coscienza dello spettatore. Operata con dolcezza e decisione. Stilla sangue come stilla sgomento. Creando crepe nella quiete dell’altro.
La resistenza al dolore è mistificazione di un gesto capace di mozzare distanze.
“Se apro il mio corpo affinché voi possiate guardarci il mio sangue, è per amore
vostro: l’altro.”
Sono le parole che Gina Pane scrive nell’ottobre del 1974, in Lettera a uno/a sconosciuto/a Leggi il seguito di questo post »

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Crudeltà e buongoverno di una donna lucidamente avida

Agrippina minore

Agrippina era una donna bella, sensuale, ambiziosa e astuta.

Accecata dalla brama di potere, riuscì a diventare una delle figure femminili più influenti nella storia dell’Impero romano. Le monete coniate tra il 4 e il 13 dicembre del 54 d.C, per esempio, presentano l’effige (o effigie) di Nerone e Agrippina, dove Nerone era il dedicatario in quanto sovrano, ma Agrippina era colei che aveva dato l’ordine di farle circolare. Nonostante la corona fosse in testa al suo giovane Enobarbo, lo scettro era ufficialmente nelle mani di Agrippina.

Infanzia difficile per lei: niente coccole, ma scene di guerra all’esterno dell’accampamento dove visse i primi anni. Perse la sua famiglia a causa di Tiberio, sposò per volere del fratello Caligola un uomo che detestava e, ormai madre, fu inviata in esilio con l’accusa di congiura: Agrippina aveva solo 14 anni e già tanti drammi, tante sofferenze alle spalle. Ma non si diede per vinta. Leggi il seguito di questo post »

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Cambiare sesso

di Gaia Nina Marano

La legge 164/1982 disciplina il percorso legale che le persone “affette” dal cosiddetto Disturbo dell’Identità di Genere (DIG) devono intraprendere, in Italia, per ottenere l’autorizzazione a modificare i propri dati anagrafici, in relazione al  sesso prescelto.

La Legge 164/1982 prevede che, per procedere all’intervento chirurgico di riattribuzione sessuale e, successivamente, alla rettificazione anagrafica (sostituendo, così, al nome di nascitaun nuovo nome e, soprattutto, modificando il sesso di nascita con il sesso corrispondente al genere di elezione della persona), si debbano, preliminarmente, attivare due distinti procedimenti innanzi all’autorità giudiziaria civile. Leggi il seguito di questo post »

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Virtuose: quello che si fa per le donne e quello che non si fa

Venerdì scorso, al fresco di una sala dell’hotel Abano Ritz si sono riunite professioniste e rappresentanti di associazioni femminili chiamate a raccontare che cosa si sta facendo per affrontare alcuni problemi delle donne italiane. L’incontro, denominato V-Day e patrocinato da Ferpi Triveneto, è stato organizzato da Ida Poletto, direttrice dell’hotel, ideatrice de ilsitodelledonne.it e direttrice editoriale della rivista Virtuose. Leggi il seguito di questo post »

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Speak Out! Combattere la violenza dando voce alle donne migranti

“Tra le donne che si rivolgono ai centri antiviolenza, il 35% è costituito da migranti, ma quasi mai il centro dispone di una persona con il ruolo di mediatrice, così le donne migranti restano senza voce”. Con queste parole Franca Bimbi ha inaugurato il seminario conclusivo del progetto Speak Out!, svoltosi il 15 e 16 giugno a Padova. Coordinato dalla professoressa Bimbi, docente di sociologia all’Università di Padova, e organizzato nell’ambito del programma Daphne dell’Unione Europea, il progetto ha riguardato 4 paesi Europei (Italia, Spagna, Olanda, Finlandia) ed è stato pensato per formare donne migranti, di origine migrante o rifugiate nel ruolo di mentor di comunità. Leggi il seguito di questo post »

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Sosteniamo la candidatura di Lorella Zanardo al Cda Rai

Anche Woman’s Journal sostiene la candidatura di Lorella Zanardo al Consiglio di amministrazione della Rai. Una candidatura proposta dai cittadini, insieme a quella di altri professionisti – da Milena Gabanelli a Concita De Gregorio –, in seguito all’appello di MoveOn Italia, sostenuto da Articolo21 e da numerose personalità e associazioni.

Lorella Zanardo è blogger, autrice del celebre documentario Il corpo delle donne, ideatrice del progetto educativo Nuovi occhi per la tv e ha una lunga esperienza come manager, maturata soprattutto all’estero.

Il web è in fermento. Segnaliamo il sostegno di Giovanna Cosenza, Loredana Lipperini, Marina Terragni, Giorgia Vezzoli. Per discuterne su Twitter l’hashtag è #zanardoinrai.

Foto: ilcorpodelledonne.net

 

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“Non voglio cancellare il porno, ma creare un nuovo genere”, Erika Lust e il suo nuovo film

L’ha rifatto. Erika Lust ha vinto i Feminist Porn Awards che si sono svolti a Toronto (Canada) ad aprile, con il suo nuovo film Cabaret Desire, un’ora e mezza di sesso esplicito, ma anche erotismo, romanticismo, fantasie. Erika è la prima regista di film porno per donne. Il suo vero nome è Ellinor Allqvist, ha 35 anni e vive a Barcellona ma è svedese. Ha una casa di produzione, ma è anche scrittrice e sul suo sito, Erikalust.com vende gadget erotici. Woman’s Journal l’ha intervistata sul suo nuovo film e sul suo lavoro, apprezzato in Europa e negli Stati Uniti ma anche in Italia.

Cabaret desire, il tuo nuovo film, è più erotico che porno, i personaggi e la trama hanno una grossa importanza e la telecamera è meno “curiosa”. Era la tua intenzione e perché?

Considero i miei film più erotici che porno, il mio cinema non è solo sesso ma parla anche di sentimenti, emozioni, passione. Ed è proprio questo che lo differenzia dal porno tradizionale. Mi piace raccontare storie, il “prima” e il “dopo” dell’atto sessuale che di solito non viene rappresentato. Ovviamente tutto ciò senza smettere di mostrare il sesso esplicito.
I miei lavori sono indirizzati prettamente ad un pubblico intelligente, che ha un’intelligenza emozionale, culturale e sessuale. È un pubblico trendy, che vive l’erotismo in maniera diversa, vuole immedesimarsi nella storia, apprezza la fotografia, la buona musica, i costumi dei miei film. Leggi il seguito di questo post »

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Welfare aziendale: una mano tesa alle donne?

In Italia il welfare pubblico è ancora carente nel settore dei servizi alla maternità e alla famiglia, i servizi di cura pesano quasi esclusivamente sulle donne e la disoccupazione femminile è al 46% (media europea: 35,7%). Tuttavia anche qui si comincia a parlare di welfare aziendale. Vodafone, Sap, Intesa San Paolo, General Electric e Mellin sono alcune delle imprese che lo hanno già implementato.

Nelle ultime settimane il tema è stato trattato dai quotidiani e affrontato in due convegni nazionali: Company Welfare. Produttività e benessere, promosso in aprile dal Gruppo Donne Manager di Manageritalia, e Un nuovo welfare per liberare le donne, organizzato a maggio dall’associazione Pari o Dispare con Edenred. Ma in che cosa consiste il welfare aziendale? Leggi il seguito di questo post »

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Un blog collettivo per condividere, approfondire, discutere delle donne, del femminile e del maschile. Siamo anche un motore di ricerca dove trovare collegamenti a gruppi femminili, istituzioni, consultori, ong, centri di ricerca che operano in Italia e all'estero e che si occupano di genere. Qui, le donne sono protagoniste e possono sentirsi a casa. Per segnalazioni e collaborazioni: redazionewj@gmail.com

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