WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa

Il sogno di Giorgio (la Repubblica, 25 marzo 2012) – Dopo di me una donna. Il diluvio può attendere, e con l’auspicio semiconfidenziale dell’odierno presidente della Repubblica il sogno in rosa di una donna al Quirinale fa un altro passettino nella sua lunga, ma al dunque assai povera storia politica e di civiltà. Perchè frugando nel passato remoto si scopre che agli albori della Repubblica, per la precisione il 28 giugno del 1946, quando cioè Enrico De Nicola venne eletto alla suprema magistratura dello Stato, 32 parlamentari dell’Uomo Qualunque avevano in realtà votato per una donna.

Al bando la moglie di Assad (Il Sole 24 Ore, 24 marzo 2012) – L’Ue ha approvato nuove sanzioni contro il regime siriano. Stavolta nel mirino sono finite le donne della cerchia ristretta del presidente Bashar el-Assad: la moglie, Asma, la madre del presidente, la potente Anissa, ma anche la sorella Bushra e la cognata. Alle quattro sono stati congelati i beni e proibiti i viaggi nei Paesi dell’Ue. Leggi il seguito di questo post »

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SINAPSI NOTTURNE

di Gaia Nina Marano

Quante volte riusciamo a fermarci veramente e a riflette durante il giorno? La quotidianità è fatta di orari, tempistiche brevi, sempre più brevi, parcheggi, insulti, panini e caffè… Il tempo per pensare non lo si trova nemmeno quando si va a dormire, perché si è troppo stanchi e non si ha voglia di mettere in moto il cervello, meglio ricaricare le pile per affrontare la maratona del giorno dopo.

Certe volte nove ore di volo potrebbero sembrare una eternità… Altre, invece, appena sufficienti.

E se riflettere è quello che vuoi, l’aereo può essere molto confortante: non ci sono vie di fuga, le persone accanto a te dormono, il video trasmette film troppo lunghi e noiosi per essere seguiti davvero. L’unica cosa che resta è pensare. Leggi il seguito di questo post »

Archiviato in:UNA STANZA TUTTA PER SÉ

Il Brunch – Rassegna stampa

Una saudita a Londra 2012 (la Repubblica, 22 marzo 2012) – La rivoluzione silenziosa delle donne musulmane si prepara a un nuovo passo avanti: ancora una volta protagonista della svolta è l’Arabia Saudita, paese guida della regione e nazione simbolo sul tema dei diritti femminili nell’area, essendo quella dove le donne subiscono le maggiori discriminazioni. Dopo aver concesso alle sue cittadine diritto di voto e la possibilità di sedere a pieno titolo nella Shura, l’assemblea che dà consigli al re, Riad si prepara a mandare per la prima volta un’atleta di sesso femminile alle Olimpiadi di Londra l’estate prossima.

Lavoro, cosa cambia per le donne (Il Messaggero, 22 marzo 2012) – Sono due le misure che incideranno direttamente nella vita delle donne: l’eliminazione della pratica delle dimissioni in bianco in vigore fino al governo Prodi, cancellata e poi introdotta di nuovo dall’ultimo governo Berlusconi; e la sperimentazione dei congedi di paternità obbligatori che saranno finanziati dal ministero del Lavoro. Leggi il seguito di questo post »

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Interruzione volontaria di gravidanza

di Gaia Nina Marano

Il 22 maggio del 1978, in Italia veniva approvata la Legge n. 194 recante le “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”. Il successo della 194 lo si deve, principalmente, all’impegno del Partito Radicale che, in collaborazione con il Centro sulla sterilizzazione e sull’aborto (CISA), ha combattuto con forza affinché le donne italiane potessero riacquistare una dignità sociale ed umana, persa durante il ventennio fascista.

I militanti radicali, in particolare, condussero una dura campagna volta ad arginare il fenomeno degli aborti clandestini, creando così i primi consultori in Italia, nonché un ambulatorio specialistico nella sede fiorentina del partito. Leggi il seguito di questo post »

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Stai zitta, (sorridi) e lavora

Premetto questo è uno sfogo, quindi non c’è nessuna volontà di provare a essere politically correct. Avete mai provato a sentirvi totalmente fuori posto, la persona sbagliata nel momento sbagliato e per qualunque sforzo proviate a fare, le cose non funzionano? Ho come l’impressione, anzi la certezza, che il problema siano le aspettative. Le aspettative che in quanto giovane donna (non poi più così tanto giovane, insomma ho passato i trenta) gli altri hanno su di me e io su di loro. Vorrei un lavoro che mi consenta di essere indipendente economicamente (e non ce l’ho), una famiglia con dei figli (e non ci sono, nonostante un compagno che amo tantissimo), vorrei potere esprimere come persona il mio potenziale ed è proprio quest’ultimo elemento di cui voglio parlare. Nel contesto aziendale nel quale mi trovo ho spesso l’impressione che ci si aspetti da me delle cose solo perché sono una donna e per di più giovane.

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Sovrappeso quindi più povere, anche questa è violenza sulle donne

Di Angela Ferracci, presidente Cido (comitato italiano per i diritti delle persone obese) ed esperta in patient advocacy

Da uno studio del Journal of applied psychology, e, poi ripreso da Forbes, le donne “molto magre” guadagnano circa 22mila dollari (circa 15mila euro) in più delle loro “colleghe normopeso”, e inoltre, più i chili aumentano, più diminuiscono i salari. Timothy A. Judge della University of Florida, e Daniel M. Cable della London Business School hanno messo in relazione il reddito al peso corporeo. Da questa analisi è emerso che non solo le donne guadagnano meno se pesano “il giusto” ma sono addirittura punite se in sovrappeso. Quello che rende questo studio ancora più triste è il fatto che l’aumento di peso influisce molto sul reddito femminile, mentre su quello maschile non ha effetti rilevanti. In pratica, i chili di troppo, discriminano anche sul luogo di lavoro. Al tradizionale “gender wage gap”, il differenziale salariale fra maschi e femmine, ora bisogna parlare anche il “gender and weight wage gap”. Gap , influenzato, non solo dalla differenze di genere, ma anche da quelle di peso.

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150 persone per assumere una giovane libraia

Tra i luoghi in cui le donne fanno cultura, politica, comunità, ce n’è uno che sta vivendo una rivoluzione, e tenta il salto generazionale in un modo del tutto inedito. È la Libreria delle donne di Bologna (via San Felice 16/a), che ha lanciato la campagna Un’assunzione collettiva per creare un posto di lavoro, formare una libraia, garantirsi un futuro. Ce ne parlano Rita Borgioli e Alessandra Casarini (entrambe a destra nella prima foto). Leggi il seguito di questo post »

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Il nudo rivoluzionario

#NudePhotoRevolutionary. Un hashtag che è espressione di una forma di mobilitazione, di lotta, emancipazione e resistenza. All’indomani della festa della donna, “Credo nell’uguaglianza uomo/donna” e “i miei pensieri, il mio corpo, la mia scelta” sono due dei messaggi che alcune donne hanno lanciato in un video che le vede protagoniste. I 30 secondi di girato affiancano un calendario di nudo artistico dedicato all’attivista egiziana Aliaa Magda Elmahdy che l’anno scorsò si spogliò “contro le discriminazioni sessuali nel mondo islamico” e a Golshifteh Farahani, l’attrice bandita dall’Iran per aver posato per una rivista francese. Leggi il seguito di questo post »

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Un blog collettivo per condividere, approfondire, discutere delle donne, del femminile e del maschile. Siamo anche un motore di ricerca dove trovare collegamenti a gruppi femminili, istituzioni, consultori, ong, centri di ricerca che operano in Italia e all'estero e che si occupano di genere. Qui, le donne sono protagoniste e possono sentirsi a casa. Per segnalazioni e collaborazioni: redazionewj@gmail.com

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