WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa

Il sogno di Giorgio (la Repubblica, 25 marzo 2012) – Dopo di me una donna. Il diluvio può attendere, e con l’auspicio semiconfidenziale dell’odierno presidente della Repubblica il sogno in rosa di una donna al Quirinale fa un altro passettino nella sua lunga, ma al dunque assai povera storia politica e di civiltà. Perchè frugando nel passato remoto si scopre che agli albori della Repubblica, per la precisione il 28 giugno del 1946, quando cioè Enrico De Nicola venne eletto alla suprema magistratura dello Stato, 32 parlamentari dell’Uomo Qualunque avevano in realtà votato per una donna.

Al bando la moglie di Assad (Il Sole 24 Ore, 24 marzo 2012) – L’Ue ha approvato nuove sanzioni contro il regime siriano. Stavolta nel mirino sono finite le donne della cerchia ristretta del presidente Bashar el-Assad: la moglie, Asma, la madre del presidente, la potente Anissa, ma anche la sorella Bushra e la cognata. Alle quattro sono stati congelati i beni e proibiti i viaggi nei Paesi dell’Ue.

Il suicidio di Fakhra (il Giornale, 24 marzo 2012) – L’ex danzatrice pakistana sfregiata dal marito con l’acido, ha deciso di mettere fine alla propria esistenza: si è lanciata da una finestra del sesto piano a Roma. Fakhra Younas, diventata famosa nel 2005 per aver scritto il libro Il volto cancellato, era un’icona per molte donne islamiche e viveva in Italia dal 2001, assieme al figlio Nauman (17 anni).

Comunali a Palermo, obbligo di donne in lista (la Repubblica – ed.Palermo, 27 marzo 2012) – Se in una delle liste che sostengono Orlando, quella dei Verdi e della Federazione della sinistra potrebbe trovare posto la fotografa Letizia Battaglia, agli sportivi e alle giovanissime atlete, come Federica Sorbello, 20 anni, si rivolge invece l’ex presidente del Coni Massimo Costa, il candidato sindaco sostenuto da Pdl, Udc e Grande Sud. Sono le donne in questo momento al centro dell’attenzione, in segreterie e comitati elettorali, impegnatissimi a raggiungere la quota del 30 per cento delle liste che la nuova legge approvata dall’Ars vuole riservata alle quote rosa.

Violenza sulle donne, “nessun passo indietro” (l’Unità, 28 marzo 2012) – È arrivato a Montecitorio il dramma taciuto e troppe volte sminuito della violenza sulla donne, un argomento difficile con cui la società, e quindi la politica, per troppi anni hanno avuto problemi a misurarsi anche perché gli oscuri protagonisti troppo spesso si sono trincerati dietro una colpevole negazione. Ci è arrivato con la storia e le immagini del film diretto da Liliana Cavani, il primo di una serie di quattro, che “finalmente”, come ha detto Rosy Bindi introducendo la proiezione, la Rai ha deciso di mandare in onda.

Il maschilismo della Buba (Corriere della Sera, 28 marzo 2012) – La Bundesbank si scopre maschilista. Quando nel consiglio di amministrazione aumenta il numero delle donne, la banca assume più rischi. E lo stesso accade se nella squadra esecutiva entrano dirigenti più giovani. Al contrario, se nel board cresce la quota di chi, oltre alla laurea, possiede anche un dottorato di ricerca, la condotta rischiosa dell’ istituto diminuisce. Sono i risultati sorprendenti di uno studio commissionato dalla Bundesbank, in contrasto con l’ opinione comune che attribuisce proprio alle donne maggiore prudenza.

Kabul, le donne e i reati “morali” (Avvenire, 29 marzo 2012) –  Le donne afghane continuano ad essere pesantemente discriminate. Un rapporto dell’organizzazione per i diritti civili Human Right Watch, presentato ieri a Kabul, ha evidenziato che almeno 400 donne rimangono imprigionate per «reati morali»: un’incriminazione che comprende l’adulterio e l’abbandono del tetto coniugale.

Tra Sarkozy e Hollande decidono le donne (Il Fatto Quotidiano, 29 marzo 2012) – Cecilia, Carla, Ségolène e Marine: quattro donne, quattro storie che potrebbero decidere il destino delle elezioni presidenziali francesi.

Arriva la medicina di genere (Avvenire, 29 marzo 2012) – Passa alla Camera una mozione bipartisan sulla medicina di genere che impegna il Governo a inserire tra gli obiettivi del piano sanitario nazionale 2013-2015 la sua promozione, al fine di delineare migliori criteri di erogazione del servizio sanitario che tengano conto delle differenze tra uomini e donne.

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