WOMAN's JOURNAL

Bambole in carne e ossa

di Luisa Perona

Chi è Natasha Walter? È una giornalista inglese che negli ultimi dieci anni si è occupata di femminismo. Per Virago UK ha pubblicato Bambole viventi. Il ritorno del sessismo, tradotto in Italia da Ghena. Il libro è nato dall’esigenza dell’autrice di

mettere in discussione la promozione dell’esasperata femminilità tra le donne dell’attuale generazione […] la cultura claustrofobica che insegna a molte ragazze che è soltanto attraverso lo sfruttamento della loro attrattiva sessuale che avranno modo di affermarsi”

come si legge su Books Blog.it. Walter aggiunge: “Certamente ogni donna deve poter scegliere se accollarsi ogni aspetto dello stereotipo femminile”. Il suo saggio nasce da conversazioni e interviste con donne di cultura anche diversa, con vite ed esperienze talvolta opposte. Chissà cosa sarebbe stato Bambole viventi se la scrittrice avesse incontrato Anastasiya Shpagina, Dakota Rose, Venus Palermo e Valeria Lukyanova. Leggi il seguito di questo post »

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Virtuose: quello che si fa per le donne e quello che non si fa

Venerdì scorso, al fresco di una sala dell’hotel Abano Ritz si sono riunite professioniste e rappresentanti di associazioni femminili chiamate a raccontare che cosa si sta facendo per affrontare alcuni problemi delle donne italiane. L’incontro, denominato V-Day e patrocinato da Ferpi Triveneto, è stato organizzato da Ida Poletto, direttrice dell’hotel, ideatrice de ilsitodelledonne.it e direttrice editoriale della rivista Virtuose. Leggi il seguito di questo post »

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Se scegliere i ricci è un atto politico

Se negli Stati Uniti le vendite di acidi per la permanente liscia crollano del 17% in cinque anni (dal 2006 al 2011) significa che qualcosa sta cambiando? Sì, secondo Zina Saro-Wiwa, filmaker, scrittrice e reporter.

Molte donne afroamericane stanno vivendo una transizione dai capelli lisci, ottenuti con appositi trattamenti chimici, a un look naturale fatto di ricci e volume. Secondo Zina Saro-Wiwa, che oggi ha pubblicato sul New York Times un video sul tema, non si tratta di una scelta ideologica consapevole, in opposizione a un ideale di bellezza eurocentrico, ma di un fenomeno caratterizzato dalla riscoperta di sé e da una maggiore attenzione alla salute. Leggi il seguito di questo post »

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“La Rai non rispetta gli impegni”, il comitato Donne e Media alla Commissione di vigilanza

Dopo la mobilitazione in rete con migliaia di click su Youtube e di firme raccolte con l’appello promosso dall’associazione Pulitzer (e appoggiato da molti gruppi tra cui Woman’s Journal) anche il Comitato “Appello donne e media” chiede conto del comportamento della Rai, questa volta alla Commissione parlamentare di vigilanza in una lettera rivolta al suo presidente (leggi la lettera all’Onorevole Sergio Zavoli sul sito Donne della realtà).

Il Comitato è stato il primo a chiedere ai dirigenti dell’emittente pubblica, una maggiore e migliore rappresentanza femminile in tv, e a promuovere la modifica del contratto di servizio (firmato ogni tre anni dalla Rai con il Ministero delle telecomunicazioni, chiarisce le attività che la Rai deve svolgere per per assolvere il compito di servizio pubblico, e regola le tipologie di programmi, deginendo obiettivi e parametri di qualità del servizio).

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Lo sguardo maschile sui maschi

Arrivata l’estate, giornali, telegiornali e approfondimenti trovano finalmente vita più facile: in spiaggia le donne si spogliano per forza, scovare corpi seminudi da mettere in copertina è molto più semplice. Così la Repubblica può titolare Dive alla prova costume e Il Corriere della Sera aprire la rubrica Vip al mare in cui mandare in scena una sfilata fotografica di corpi femminili, famosi o appena noti, con il costume fuori posto dopo una nuotata o con qualche centimetro di grasso, finora nascosto dai vestiti, a portata di obiettivo.

È così che le donne vengono impaginate nelle riviste, in bella posa o riprese in movimenti goffi che svelano parti solitamente coperte. È con questa funzione che appaiono in tv e sui giornali, quella di corpi giovani e seducenti a ogni costo, cibo pronto per soddisfare la fame dello sguardo maschile. Non solo così, ma prevalentemente così. Leggi il seguito di questo post »

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Il ritardo della Germania nella parità di genere e lo stereotipo che persiste

Con il 2% di donne nei consigli di amministrazione aziendali, un tasso di natalità tra i più bassi d’Europa (1,39 per donna), appena il 14% di madri che tornano a lavorare a tempo pieno dopo la nascita del primo figlio (6% dopo il secondo), la Germania sembra lontana dalla parità di genere nel mercato del lavoro. Katrin Bennhold descrive su The New York Times un paese ancorato a una visione tradizionale del ruolo femminile, nonostante un pacchetto di leggi approvate negli ultimi anni miri a un riequilibrio. Leggi il seguito di questo post »

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Donne ai margini nel mondo del lavoro: uno spreco di talenti, un freno per l’economia

di Clarissa Monnati

Se le donne fossero presenti nel mercato del lavoro in numero maggiore, l’economia italiana girerebbe meglio. È questa la tesi che Alessandra Casarico e Paola Profeta, entrambe professoresse alla Bocconi di Milano, sostengono in Donne in attesa. L’Italia delle disparità di genere (EGEA). Lasciare le donne ai margini, confinarle o rimandarle a casa, è uno spreco di talenti.

Il libro, uscito nel 2010, non ha perso d’attualità. Infatti il basso tasso di occupazione femminile in Italia, e la sua ulteriore diminuzione in seguito alla nascita dei figli, è stato il tema di una delle tracce che gli studenti del liceo linguistico hanno dovuto affrontare il 23 giugno nella seconda prova degli esami di maturità. Leggi il seguito di questo post »

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Donna moderna, donna normale

di Clarissa Monnati

Qualcosa in Italia sta cambiando se Donna Moderna annuncia un rinnovamento e da domani esce con copertina e contenuti dedicati alle donne “normali”: studentesse, mamme, professioniste, lavoratrici di ogni età. Quasi contemporaneamente, la Rai decide di ragionare sulla rappresentazione della femminilità nella tv pubblica attraverso un workshop organizzato con Donne in quota, che si terrà il 27 giugno.

A proposito della pubblicità, Annamaria Testa spiega che Leggi il seguito di questo post »

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Un blog collettivo per condividere, approfondire, discutere delle donne, del femminile e del maschile. Siamo anche un motore di ricerca dove trovare collegamenti a gruppi femminili, istituzioni, consultori, ong, centri di ricerca che operano in Italia e all'estero e che si occupano di genere. Qui, le donne sono protagoniste e possono sentirsi a casa. Per segnalazioni e collaborazioni: redazionewj@gmail.com

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