WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa

Una saudita a Londra 2012 (la Repubblica, 22 marzo 2012) – La rivoluzione silenziosa delle donne musulmane si prepara a un nuovo passo avanti: ancora una volta protagonista della svolta è l’Arabia Saudita, paese guida della regione e nazione simbolo sul tema dei diritti femminili nell’area, essendo quella dove le donne subiscono le maggiori discriminazioni. Dopo aver concesso alle sue cittadine diritto di voto e la possibilità di sedere a pieno titolo nella Shura, l’assemblea che dà consigli al re, Riad si prepara a mandare per la prima volta un’atleta di sesso femminile alle Olimpiadi di Londra l’estate prossima.

Lavoro, cosa cambia per le donne (Il Messaggero, 22 marzo 2012) – Sono due le misure che incideranno direttamente nella vita delle donne: l’eliminazione della pratica delle dimissioni in bianco in vigore fino al governo Prodi, cancellata e poi introdotta di nuovo dall’ultimo governo Berlusconi; e la sperimentazione dei congedi di paternità obbligatori che saranno finanziati dal ministero del Lavoro.

Per uomini e donne vecchiaia allineata (Il Sole 24 Ore, 21 marzo 2012) – Il quotidiano di Confindustria risponde alle domande inviate dai lettori al forum TuttoPensioni.

Una donna nel futuro della Cattolica (il Giornale, 21 marzo 2012) – Si tratta di Antonella Sciarrone Alibrandi, docente molto vicina a Comunione e Liberazione oltre che all’attuale rettore dell’università, il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi.

Miss Wisconsin e le donne afghane (Corriere della Sera, 21 marzo 2012) – Il caso di Gulnaz ha suscitato reazioni di sdegno in tutto il mondo. È una ventunenne afghana che era stata condannata a 12 anni di carcere per adulterio, dopo aver denunciato di essere stata stuprata dal cugino del marito. Meno noto è il nome dell’ avvocato che ha seguito il caso fino a che la ragazza ha ottenuto la grazia lo scorso dicembre dal presidente Karzai. Quell’ avvocato è Kimberley Motley: trentaseienne americana, ex reginetta di bellezza oggi madre di due figli.

Usa, il capofamiglia è donna (la Repubblica, 19 marzo 2012) – Ciao maschio: da oggi il pane a casa lo porta lei. Nel giorno della festa del papà dagli Usa non poteva arrivare regalo più gradito: o meno. Dipende dai punti di vista: quanti maschietti si sentiranno sollevati scoprendo che nel giro di una generazionea mantenere la famiglia ci penserà la signora? I dati messi in fila dai sociologi Usa non lasciano dubbi. Già oggi 4 donne su 10 guadagnano più del marito: e la quota è raddoppiata nel giro degli ultimi vent’ anni.

La compagna Ombra (Corriere della Sera, 21 marzo 2012) – Il Sessantotto è iniziato nel Quarantatré. Una guerra di liberazione dentro la Guerra di Liberazione. La prima volta che una ragazza, partigiana, si è rifiutata di cucire un bottone a un ragazzo, partigiano. La prima volta che una diciassettenne si è assunta la responsabilità di un turno di guardia in montagna; o ha saputo domare il suo imbarazzo nel dormire, unica donna, in una stalla, assieme a venti compagni di battaglia. Venticinque anni prima che la promiscuità nelle aule universitarie occupate suscitasse scandalo o, al contrario, vanità rivoluzionarie. “La Liberazione aveva liberato molte cose” scrive, convinta, Marisa Ombra, con una preoccupazione fissa lungo i 23 capitoli e le 82 pagine del suo libro: non fare prediche, non dare consigli, non diventare paternalistica, “come una vecchia zia saccente”.

La fiction della discordia (la Repubblica, 21 marzo 2012) – Ritratto di famiglia borghese in un interno, ma niente è come appare. Il marito (Alessio Boni), stimato chirurgo, è l’ aguzzino della moglie (Stefania Rocca), una donna che chiusa in se stessa sceglierà il suicidio. Solo dopo la morte della madre, la sedicenne Teresa (Nina Torresi, bravissima), capirà la scelta estrema della donna, privata del bene più grande: l’ autostima. La fuga di Teresa girato da Margarethe Von Trotta a Trieste, fa parte della collezione Mai per amore dedicata alla violenza sulle donne che finalmente – dopo le polemiche e un’ interrogazione parlamentare – andrà in onda su RaiUno da martedì.

Goodbye Italia, successo rosa a stelle e strisce (Europa, 20 marzo 2012) – L’ex senatrice Cinzia Dato e la sociologa Silvana Prosperi hanno scritto un libro intitolato Goodbye Italia. La repubblica che ripudia il lavoro delle donne. Si tratta di un contributo delle due studiose ai problemi riattualizzati dai 150 anni dell’unità e dalla crisi economico-finanziaria. La sua originalità consiste nell’osservare il nostro paese attraverso lo sguardo di donne che, nate e formatesi in Italia, hanno scelto (o dovuto scegliere) di vivere e lavorare in un paese diverso.

 

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