WOMAN's JOURNAL

“Vogliamo le scuse della Rai” le femministe contro la tv di Stato

Potere della rete e delle donne che in rete si incontrano e mobilitano. Un video (in alto) con il servizio del Tg1 su Sanremo, prima indigna e poi scatena la ribellione tra coloro che sono attente alla rappresentazione femminile sui media italiane, convinte che sia la “cifra”, la misura, del grado di libertà e parità che si respira nel Paese. Così, prima parte il mailbombing nei confronti dei giornalisti Rai che hanno confezionato il servizio e adesso, l’associazione Pulitzer, per la difesa della libertà di stampa, scrive alla direttrice della Rai Lorenza Lei, affinché prenda posizione contro il servizio e obblighi i giornalisti a scusarsi.

La lettera:

Gentile Direttrice generale della RAI Lorenza Lei,

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Nasce la Rete delle reti per una rappresentanza femminile più forte

Sabato si è svolto il primo incontro della “Rete delle reti“, un’iniziativa nata dalla volontà di diversi gruppi femminili che da anni lavorano per migliorare la condizione della donna in Italia e che ritengono arrivato il momento di darsi una rappresentanza più forte e obiettivi politici più chiari.

Nella sede romana dell’FNSI, il sindacato dei giornalisti italiani, si sono ritrovate a discutere della nascita di questa rete e degli obiettivi da perseguire, un centinaio di donne arrivate da tutta Italia.

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Papillomavirus, vaccinazione a buon punto. Efficace anche per lesioni precancerose

Secondo dati del ministero della Salute sono il 65% le italiane nate nel 1997-1998, che si sono vaccinate dal papillomavirus umano (Hpv), grazie alla campagna di vaccinazione prevista dal Ministero e implementata dalle regioni. Siamo in attesa di conoscere la copertura che ciascuna regione è riuscita a dare con il vaccino, una possibilità che consente per le donne di ridurre drasticamente l’incidenza dei tumori al collo dell’utero.

In Italia, nel 2008 i casi di tumore sono stati 8.02 su 100.000 con un tasso di mortalità di 2.01 su 100.000 persone. Numeri molto ridotti se si confrontano con un paese come la Romania, dove lo screening, cioè l’attività di vaccinazione e controllo attraverso il pap test è inesistente e che ha registrato, sempre nel 2008, 29 casi di tumore su 100.ooo abitanti e 16.02 decessi. L’Italia, con il 65%, si colloca tra i primi posti in Europa per copertura vaccinale, preceduta solo da Regno Unito e Portogallo anche se è lontana dall’obiettivo del 95% fissato dall‘intesa Stato-Regioni del 2007.

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Il Brunch – Rassegna stampa

Emergenza carceri (Il Mattino, 24 gennaio 2012) – In Italia le detenute sono 1600, 70 quelle internate con i loro figli. “Un bambino non si può svegliare la mattina e vedere davanti a se le sbarre di un carcere – ha detto il ministro della Giustizia Paola Severino -. Non si può pensare che al compimento dei tre anni venga strappato dall’unico luogo che ha conosciuto e dalla madre, con la quale ha vissuto i primi tre anni della sua vita, e portato via”.

Anm, una donna alla presidenza? (Panorama, 27 gennaio 2012) – Nell’Anm un posto su tre sarà di una donna. La proposta originaria ne prevedeva una su due, ma è stata bocciata. E per la presidenza dell’associazione di categoria c’è anche una donna, Ezia Maccora, che però dovrà vedersela, tra gli altri, con Spataro e Davigo. Leggi il seguito di questo post »

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La ministra Fornero su occupazione e pari opportunità

L’hanno descritta in modi coloriti, folkloristici. Prima per le lacrime durante la conferenza stampa sulla riforma delle pensioni, poi, quando i sindacati le hanno dato della “maestrina”. Ha accennato all’articolo 18 e ha dovuto fare marcia indietro, quasi chiedendo scusa di aver pronunciato quelle due parole. Insomma, non proprio un trattamento di favore.

A coloro che hanno avuto la possibilità di ascoltarla dal vivo, non sarà sfuggita la fermezza con cui espone le sue tesi. Ieri, al Senato, in un incontro pubblico sull’occupazione femminile ha parlato del ciclo economico di Modigliani, economista italiano, premio Nobel per l’economia che ha messo a punto una rivoluzionaria teoria a inizio Novecento. La ministra ci invita  a riflettere su cosa significa quella teoria per le donne e se oggi è ancora applicabile. Ai giornalisti, che l’aspettavano a conclusione del suo intervento, non ha concesso nemmeno un minuto. GUARDA GLI ALTRI VIDEO

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Un’unità di donne combattenti contro il regime di Assad

Le ribelli siriane si organizzano: ieri hanno annunciato in un video la formazione di un’unità militare femminile, che diventerà parte dell’esercito per la Siria libera. Lo riporta oggi il Post, riprendendo le frammentarie notizie che arrivano sulle rivolte contro il regime di Bashar al Assad. L’esercito dei ribelli scrive il Post, sarebbe composto da disertori delle forze di sicurezza siriane, e ne farebbero parte 49mila persone. Leggi il seguito di questo post »

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Garantire sufficienti fondi ai centri antiviolenza, la richiesta dell’Onu e delle associazioni italiane

Si è svolto un importante incontro ieri, alla Sioi, la società italiana per l’organizzazione internazionale che ha sede a Roma. La relatrice Onu contro la violenza verso le donne, la sudafricana Rashida Manjoo, ha esposto ai giornalisti parte dei risultati del suo viaggio esplorativo in Italia. Il viaggio, iniziato il 15 gennaio, si è concluso ieri ed ha avuto lo scopo di verificare sul campo la reale condizione di vita goduta dalle italiane e dalle donne che risiedono, anche solo per un periodo, perché in carcere o clandestine nel nostro Paese. Ha analizzato la violenza in tutte le sue forme, fisica, economica, psicologica, visitando case rifugio, carceri, ospedali, ministeri, parlando con le forze di polizia. Potete leggere un mio resoconto della sua conferenza stampa qua. Nella foto, un momento della fiaccolata contro la violenza verso le donne organizzata ieri sera, in diverse piazze italiane, da Se non ora quando. Foto: se non ora quando

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Come partorire in sicurezza in Italia: le strutture e i consigli per difendersi

Dopo l’ultimo, drammatico, fatto di cronaca, dove una ragazza diciannovenne di Crotone, Jessica Rita Spina è muorta in seguito a un parto cesareo cerchiamo di capire qual è il grado di sicurezza dei parti in Italia. I dati che abbiamo a disposizione sono tanti e aggiornati. La “Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e le cause dei disavanzi sanitari regionali” ha stilato un rapporto (scarica la sintesi), pubblicato lo scorso dicembre, in cui analizza la condizione dei “punti nascita” italiani, raccogliendo i dati inviati da 344 strutture ospedaliere, su 570 totali.

Sono la maggioranza, non la totalità e in particolare, salta all’occhio l’assenza della Calabria, tra le zone analizzate, proprio la regione in cui è morta Jessica Spina. Nel rapporto si legge: “Non sono pervenuti i questionari delle regioni Umbria, Calabria e Sardegna. I punti nascita valutabili sono in numero di 344 (75% del totale dei questionari ricevuti), distribuiti su 16 regioni (nessuno dei punti nascita della Liguria è valutabile)”. Abbiamo chiesto alla Commissione di chiarire quale sia stata la procedura di raccolta dati, perché è chiaro che è necessario avere una visione d’insieme della situazione Italia, nessuna regione esclusa. Appena ci sapranno dire qualcosa vi aggiorneremo.

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