WOMAN's JOURNAL

GLI UOMINI E LE DONNE SONO UGUALI. CAPITOLO SEI / blog mipiace

6.

Ore 8,00

Difficoltà a prendere sonno.  E al mattino mi sento come uno zombie. Il telefono che continua a squillare… Non ho voglia di rispondere.

Il caffè sta eruttando dalla moka. Che profumo! Come si chiamano le dita dei piedi? Non devo distrarmi. Accendo una sigaretta e… mi concentro. Le dita dei piedi… Bollente! Amarissimo. Ha un retrogusto pessimo, come di bruciato. Maledetto caffè!

Dove ero rimasto? Ah sì, lei è in treno. E la signora dei cruciverba ha preferito cambiare vagone: il silenzio è d’oro. Ma non tutti lo sanno. E lui? Lui… Leggi il seguito di questo post »

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GLI UOMINI E LE DONNE SONO UGUALI. CAPITOLO CINQUE / BLOG MIPIACE

5.

Ore 6,45

Titititi… titititi…

Gl

La sveglia. Come tutte le mattine. Lei la preferiva analogica, di quelle tonde con il gallo sul quadrante dell’orologio. Le ricordava un tempo in cui tutto era magico: poche responsabilità, preoccupazioni spicciole, grandi sogni, desideri realizzabili con un sorriso ben dosato e una buona azione. L’infanzia, un tempo vissuto senza consapevolezza, di cui ora restava l’odore dei biscotti appena sfornati e quella sveglia con il gallo sul quadrante un po’ sbiadito dell’orologio.

Il giorno li sorprese di spalle l’uno all’altra, ma tanto vicini da toccarsi e scambiarsi il sudore notturno. Era stata una notte piovosa. Si stimavano circa 500 millimetri di pioggia caduti nel corso della notte. Ed era già mattina. Una giornata nuvolosa cercava di ferire lo sguardo di lei.  Leggi il seguito di questo post »

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Gli uomini e le donne sono uguali. Capitolo quattro / BLOG MIPIACE

4.

Ore 22,00

«E quindi hai forato proprio qui sotto!» esclamò lei dopo aver ascoltato il racconto dell’avventura pomeridiana del suo compagno.

Seduti a tavola con i piatti ormai vuoti e sporchi di pomodoro, i due stavano conversando in tranquillità quando l’anta della libreria iniziò a tremare. E così anche il lampadario. L’acqua nei bicchieri si agitò,  un’onda nel lago.

I loro sguardi si incrociarono, il silenzio invase la stanza. Nessuno dei due si mosse. Fuori pioveva già da mezz’ora. Lui rimase con la forchetta nella mano destra e il tovagliolo di carta stropicciato nella sinistra. Lei stringeva forte i bordi del tavolo. Leggi il seguito di questo post »

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Gli uomini e le donne sono uguali. Capitolo tre / BLOG MIPIACE

3.

Ore 20,30

Farina, acqua, sale, lievito istantaneo (fortuna che ci sia!): c’era tutto.

Dopo aver introdotto tutti gli ingredienti nel recipiente in acciaio firmato Ikea, impastò con lo sbattitore fino ad ottenere una massa appiccicosa. Il forno, intanto, si stava riscaldando. Lui… ancora chiuso in camera. Forse guardava la TV o navigava sul suo tablet. Venti minuti più tardi la prima teglia era già in forno. Era giunto il momento di andare a far visita al recluso. Fu allora che si accorse della lavatrice: bisognava stendere il bucato! E lui se ne era dimenticato! La focaccia era in forno e ci sarebbe rimasta per un po’, c’era tutto il tempo per disporre lo stendino sul balcone e preparare un’altra teglia. Si stava asciugando le mani quando lui fece capolino in cucina. Un rapido sguardo al forno acceso e al ripiano della cucina imbandito e… Leggi il seguito di questo post »

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Gli uomini e le donne sono uguali. Capitolo due.

2.

Ore 17.00

Stava ripassando sottovoce le cose da fare, mentre si accingeva a fare manovra per uscire dal parcheggio. Percorse qualche metro e, improvvisamente, si accorse che lo sterzo della sua autovettura tirava un po’ a sinistra.

«Ma cosa… » Accostò immediatamente la macchina e scese a vedere cosa fosse successo. La ruota anteriore sinistra aveva uno squarcio. «No! No, no, no!» Imprecò, tirò calci, e intanto il tempo passava. Doveva recarsi al supermercato, ritirare il pantalone della sua compagna in tintoria, passare da un Asian Market per gli ingredienti del sushi, dal pescivendolo… No, prima di tutto c’era la sua auto da sistemare. Cercò sulle pagine bianche online il numero di un gommista. Il più vicino risultava comunque lontano, ma non si diede per vinto.

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Gli uomini e le donne sono uguali. Una storia a puntate.

Capitolo 1

Ore 7,30

«Caro, passi tu dal supermercato oggi? Ho bisogno solo di due cosine…»

Non terminò la frase perché improvvisamente fu distratta dalla sua immagine riflessa nello specchio della camera da letto. Si stava sistemando la giacca quando si accorse di un ciuffo di capelli che pareva impazzito. Le andava proprio davanti agli occhi e terminava all’insù. Era la voce fuori dal coro in quel caschetto liscio e biondo. Ma non c’era tempo di sistemare la piega. Il treno non l’aspettava mica! Aveva solo 10 minuti. Così si abbottonò la zip e cercò di nascondere quel ciuffetto dietro l’orecchio, tanto per conservare l’ordine della (e nella) sua testa.

Lui l’aspettava sulla porta con l’aria assonnata e già pronto per una nuova giornata di lavoro.

«Ti invierò un sms con la lista.» Continuò lei con tono pacato mentre già varcava la soglia e si apprestava a scendere la prima rampa di scale.

Lui non rispose, tirò la porta e fece due giri di chiave. Una volta in macchina, seduti l’uno accanto all’altra, l’elenco proseguì. Leggi il seguito di questo post »

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Crudeltà e buongoverno di una donna lucidamente avida

Agrippina minore

Agrippina era una donna bella, sensuale, ambiziosa e astuta.

Accecata dalla brama di potere, riuscì a diventare una delle figure femminili più influenti nella storia dell’Impero romano. Le monete coniate tra il 4 e il 13 dicembre del 54 d.C, per esempio, presentano l’effige (o effigie) di Nerone e Agrippina, dove Nerone era il dedicatario in quanto sovrano, ma Agrippina era colei che aveva dato l’ordine di farle circolare. Nonostante la corona fosse in testa al suo giovane Enobarbo, lo scettro era ufficialmente nelle mani di Agrippina.

Infanzia difficile per lei: niente coccole, ma scene di guerra all’esterno dell’accampamento dove visse i primi anni. Perse la sua famiglia a causa di Tiberio, sposò per volere del fratello Caligola un uomo che detestava e, ormai madre, fu inviata in esilio con l’accusa di congiura: Agrippina aveva solo 14 anni e già tanti drammi, tante sofferenze alle spalle. Ma non si diede per vinta. Leggi il seguito di questo post »

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Disparità di genere: una storia antica

Tintoretto, Tarquinio e Lucrezia

La donna è soggetta all’uomo: un’idea che affonda le sue radici nell’antichità, quando ancora i termini democrazia e politica avevano un significato letterale e venivano utilizzati con parsimonia, per timore che si fraintendesse e il popolo insorgesse. La famiglia di tipo patriarcale era propria a Greci, Romani, Persiani, tutte popolazioni che, con la loro inventiva e intelligenza, hanno fatto fare un salto in avanti (più di uno in molti casi) all’umanità. Ma le donne non stettero lì con le mani in mano, con la testa china a servire e riverire i loro padri e mariti, non tutte almeno, e non sempre.

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Un blog collettivo per condividere, approfondire, discutere delle donne, del femminile e del maschile. Siamo anche un motore di ricerca dove trovare collegamenti a gruppi femminili, istituzioni, consultori, ong, centri di ricerca che operano in Italia e all'estero e che si occupano di genere. Qui, le donne sono protagoniste e possono sentirsi a casa. Per segnalazioni e collaborazioni: redazionewj@gmail.com

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