WOMAN's JOURNAL

“Qualsiasi cosa pur di non pensare al cibo” intervista ad Angela Ferracci

Angela Ferracci è presidente del Cido, il comitato italiano per i diritti delle persone affette da obesità e altri disturbi alimentari. Si batte affinché l’obesità sia riconosciuta come malattia, al pari di anoressia o bulimia. Oggi non è così, l’obesità è considerata un fattore di rischio, una pre-patologia, per il Servizio sanitario nazionale ma non una malattia di per sé. Gli obesi hanno così minori diritti sanitari. Per loro, a volte mancano le macchine per fare gli esami diagnostici, com’è capitato ad Angela.

Qui pubblichiamo un’intervista apparsa sulla rivista del master di giornalismo di Torino e che racconta la sua storia personale, la pratica agonistica interrotta, i chili che diventano sempre di più, l’incontro con medici poco comprensivi e la discriminazione. Perché è questo che Angela e quelli come lei devono subire: continue discriminazioni, sul lavoro, negli sport, nelle relazioni.

Angela è tra le nuove collaboratrici di Woman’s Journal, insieme a Giovanna Lacedra, che conoscerete presto. Anche Giovanni  ha molto da dire sul problema peso e del rapporto con il cibo. Guarda le foto di Angela

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Il Brunch – Rassegna stampa

Al Sud disoccupazione rosa al 30% (Il Messaggero, 18 febbraio 2012) – In Italia in due anni, dal 2008 al 2010, oltre 100mila donne hanno perso il posto di lavoro. Il Mezzogiorno è un caso unico: il tasso di occupazione femminile raggiunge appena il 30,4%, rispetto al 54,8% del Centro-Nord. Un divario dal resto d’Europa di quasi trenta punti (la media europea nel 2010 e’ 58,2%).

Primo sì al divorzio breve (Il Secolo XIX, 24 febbraio 2012) – Dopo 9 anni e circa tre tentativi andati a vuoto, la proposta di legge sul divorzio breve riceve il suo prima via libera dalla commissione Giustizia della Camera. Il testo unificato messo a punto dal relatore Maurizio Paniz (Pdl), che riceve sostanzialmente un consenso `bipartisan´, prevede che il tempo della separazione, prima di ottenere il divorzio, sia di un anno (non più tre), che diventerebbero due in presenza di figli minori. In più stabilisce che la comunione tra i coniugi cessi nel momento in cui il magistrato li autorizza a vivere separati. Leggi il seguito di questo post »

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Scende la neve

“Hai preparato tutto?” … “Sì… Credo di sì…” … “I guanti?”

“Sì, sì li ho presi… se trovi il mio quaderno, quello rosso, beh … Allora significa che mi sono scordata quello! Cerca di mangiare, chiamami… Chiamami capito? E non fare quella faccia preoccupata…” … “Ti amo.”

“Anch’io…” Leggi il seguito di questo post »

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Reati violenti ed intenzionali: la tutela risarcitoria

di Gaia Nina Marano

La Corte di Appello di Torino ha statuito un principio innovativo e destinato a far discutere: nel caso in cui gli autori di un omicidio, di lesioni dolose o di violenza sessuale non siano stati individuati, siano irrintracciabili ovvero non abbiano i mezzi economici per pagare, sarà lo Stato a dover indennizzare la vittima.

La Corte ha così deciso in favore di una diciottenne –rumena di origine, torinese di adozione- che, nel 2005 era stata sequestrata e violentata da due connazionali. I due aggressori, resisi latitanti immediatamente dopo la condanna, infatti, non hanno mai scontato la pena detentiva inflitta dal Tribunale di primo grado (pari a dieci anni e sei mesi di carcere) e, tantomeno, hanno adempiuto alla aggiuntiva condanna pecuniaria pari ad Euro 90.000. Leggi il seguito di questo post »

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Ala: un magazine con il velo

In Turchia sono molte le donne interessate alla lettura di magazine femminili, lo dimostrano le vendite di alcuni di questi come Elle, Vogue e Marie Claire. Tuttavia circa il 60% della popolazione femminile turca è molto legata alla tradizione e alle regole dettate dal credo islamico e non si riconoscono nell’idea di stile che queste riviste propongono. E’ nata proprio in Turchia la prima rivista per donne conservatrici. Si chiama Ala, ha ormai un anno e ha l’ambizione di spiegare alle donne come essere belle e alla moda senza infrangere le regole religiose. La rivista tratta anche di stile di vita e temi importanti come il lavoro. Molte sono infatti colte e ambiziose. Link all’articolo originale http://www.worldcrunch.com/turkey-new-muslim-women-s-magazine-comes-covered-headscarf/4713

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Come rompo l’equazione maternità uguale carriera finita?

Il lavoro è la preoccupazione per il Paese e in particolare per le donne. Con un tasso di occupazione del 46% (ma che è la media di una percentuale oltre il 65% nelle regioni del nord e vicina al 30% in quelle del sud) non c’è da stare tranquille. Se il ministro del Lavoro, o meglio la ministra non fosse appunto una donna, Elsa Fornero, probabilmente il tema lo sentiremmo meno spesso declinato al femminile sui giornali nazionali, e invece, fortunatamente per tutte noi, si parla di disoccupazione femminile.

Non che sia, migliore o peggiore, di quella maschile ma è diversa perché comprende una condizione che è prerogativa solo delle donne, ovvero la gravidanza. Ed è su questo che la partita si gioca. Per le giovani, che si ritrovano a 30 a non avere ancora una carriera ben solida e a desiderare un figlio (che inevitabilmente manderebbe all’aria i piani di carriera fin lì sognati e stentatamente costruiti) e per le donne che i figli ce li hanno già e che devono sobbarcarsi i costi della “conciliazione” (brutta parola che significa: se il bambino sta male ci pensa lei, se è da andare a prendere a scuola ci pensa lei… e al lavoro di lei chi ci pensa?).

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“Sul lavoro passi indietro”, l’opinione della consigliera di parità del Lazio

Da oggi incominciamo una serie di approfondimenti sul tema del lavoro. Cercheremo di proporvi molti punti di vista diversi, dando spazio soprattutto alle esperienze delle giovani donne che si trovano a dover conciliare un lavoro precario con il desiderio di un figlio. Il tema del lavoro sarà anche al centro del prossimo incontro nazionale del gruppo Se non ora quando, che si riunirà a Bologna i prossimi 3 e 4 marzo. Qui il programma.

Questo primo intervento è della Consigliera di parità alla regione Lazio, Alida Castelli. Le consigliere di parità si occupano di monitorare l’applicazione della normativa sul lavoro e le pari opportunità su tutto il territorio nazionale, dipendono dal ministero del Lavoro. L’articolo apparirà sul prossimo numero di marzo del mensile Noidonne. Per inviarci i vostri commenti e testimonianze sul tema del lavoro scrivete a redazionewj@gmail.com

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Emma vince il festival di Sanremo, il suo intervento a Se non le donne chi?

È la vincitrice del festival di Sanremo 2012, in finale con Arisa e Noemi. Tre donne giovani e di carattere.

Qui vi riproponiamo Emma e il suo discorso dell’11 dicembre scorso durante la manifestazione in piazza del Popolo a Roma, “Se non le donne chi?”.

Racconta degli inizi, quando per il suo sogno prendeva i treni della notte per arrivare a Roma da un paesino della Puglia, quando lavorava in nero per 300 euro e 10 ore di lavoro. “I soldi sono importanti ma bisogna saperli usare, ancora oggi aiuto la mia famiglia a pagare il mutuo”. “Non sono lo stereotipo che vuole che le donne della tv siano tutte banali. Devono smettere di giudicarci solo dalla tv” dice, e conclude: “Se si vuole qualcosa bisogna trovare il coraggio di andarsela a prendere”.

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