WOMAN's JOURNAL

Milano e Napoli, le giunte al femminile

Il nuovo sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, e il suo omologo neoeletto di Napoli Luigi De Magistris promettono  che metà delle rispettive giunte saranno al femminile. Sono tra i privi provvedimenti annunciati dai due politici a poche ore dalla loro elezione. Gli amministratori di De Magistris oltre al criterio del genere, saranno scelti, ha fatto sapere il sindaco, in base all’onestà e alla credibilità.

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Dieci elette nelle liste di Giuliano Pisapia, una sola tra le fila del Pdl

Via Il Salvagente

Tante le donne elette nelle liste che sostenevano la candidatura di Giuliano Pisapia. Sui sessanta consiglieri che siederanno a Palazzo Marino, le dieci elette provengono tutte dal centro-sinistra. Cinque sono del Pd: Maria Carmela Rozza Maria Elisa D’amico, Paola Bocci, Maria Grazia Guida, Maria Anna De Censi. Due su tre le elette con Sinistra e Libertà, Ines Quartieri e Daniela Benelli, mentre sono entrambe di sesso femminile le nuove consigliere elette con la Lista civica per Pisapia, Anna Scavuzzo ed Elisabetta Strada. Eletta infine con Sinistra per Pisapia Anita Sonego.

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Egitto, arriva la conferma dei militari: “Test di verginità sulle manifestanti”

A tre mesi dalla caduta del presidente egiziano, Hosni Mubarak, è arrivata la conferma che manifestanti arrestate durante le proteste sono state costrette a fare il test di verginità. L’agghiacciante accusa, lanciata alla fine di marzo da Amnesty International, era stata inizialmente respinta dalle autorità militari. Ora invece un generale, in condizione di anonimato, l’ha confermata all’emittente americana Cnn, difendendo l’operato delle forze armate che hanno voluto così evitare accuse a posteriori di violenza da parte delle manifestanti fermate. Leggi il seguito di questo post »

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L’indagine dei dottori romani: una donna medico su quattro ha ricevuto molestie

I risultati parlano chiaro: quasi la metà delle donne medico (46,4%) afferma di aver subito molestie in generale. Addirittura tra le “over 65” solo il 25% dichiara di non aver subito un qualche tipo di violenza.

Via Corriere della Sera

Per il 6,8% delle donne l’episodio di molestia è avvenuto negli ultimi 12 mesi, per il 24,7% negli ultimi tre anni e per il 68,5% oltre tre anni fa. Nel 57,5% dei casi si tratta di episodi sporadici, nel 30,6% di casi ripetuti e nell’11,9% di episodi molto frequenti. Ad essere più spesso vittime sono soprattutto le donne dai 35 ai 54 anni, le nubili e le separate o divorziate. La gran parte delle molestie si verificano sul posto di lavoro. Non a caso nella maggior parte dei casi (41%) il molestatore è il datore di lavoro o un superiore. Seguono un estraneo (23,7%), un collega (25,4%), un amico (4,1%), compagni o fidanzati (3,2%).

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Le donne che partoriscono gemelli sono più sane

di Sabrina Roglio

Secondo uno studio dell’Università dello Utah le donne che partoriscono i gemelli sono più longeve. Come spiega il professore Ken. R. Smith, autore senior della ricerca e professore di studi sulla famiglia e dei consumatori, i risultati ottenuti non dimostrano che avere due gemelli migliora la salute le donne, ma che le donne sane hanno una maggiore probabilità di avere una gravidanza multipla, vivono più a lungo e sono in realtà più fertili.

Lo ribadisce anche Shannen Robson, primo autore dello studio “Avere due gemelli non vi renderà più forti o sani, ma sono più forti e più sane, le donne con maggior probabilità di avere dei gemelli”.

La ricerca si è basata su dati relativi a 58.786 donne non poligame dello Utah che sono nate tra il 1807 e il 1899, vissute fino all’età di 50 anni, sposate una sola volta. Di queste, 4.603 hanno avuto gemelli, 54.183 un solo bambino alla volta.
La ricerca è stata possibile grazie al database genealogico dello Utah che è tra i più completi al mondo. Il database include informazioni su 6,4 milioni di persone dal 1800 ad oggi.
Il campione di 4.603 madri di gemelli è “il più grande analizzato, 18 volte più grande dei campioni analizzati negli studi precedenti”, ha detto Robson.

Via EurekAlert!

The study also distinguished women who were born between 1870 and 1899 from those born before 1870, when the start of modern urbanization in Utah eased pressures for farm wives to start bearing children at a young age to help with chores. Twin moms were more physically fit in both groups than singleton-only moms.
The researchers didn’t study triplets or other multiple births because there were too few to analyze, even in such a large population sample. The study didn’t distinguish fraternal from identical twins because the database didn’t either. Identical twins are rare.
The researchers also adjusted the data to statistically control for various factors, including the fact twinning increases at older maternal ages and religious affiliation, since Mormons in Utah historically have more children than non-Mormons.

Foto tratta da Wisconsin Historical Images (Flickr.com)

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Donne soldato: 5 falsi miti

di Sabrina Roglio

 Platone diceva “Non essendoci differenze esteriori di nascita, anche le donne sono chiamate, ognuna secondo la propria inclinazione, ad assolvere le stesse funzioni degli uomini, comprese la guerra e il governo, avendo i loro stessi diritti-doveri”. Non tutti però la pensano così. Il Maggiore Jane Blair, riservista del Corpo dei Marines, ha individuato in un articolo uscito sul Washington Post, 5 falsi miti legati alle donne in combattimento:

  1. Le donne sono emotivamente troppo fragili per combattere:
  2. Le donne sono troppo deboli fisicamente per il campo di battaglia;
  3. La presenza delle donne provoca tensione sessuale nella formazione e nella battaglia;
  4. I soldati di sesso maschile saranno distratti dai loro compiti al fine di proteggere i loro compagni di sesso femminile;
  5. Le donne non possono essere buoni leader.

Via  Washington Post  

Distance running is one such arena, and it’s relevant because combat can be as much about physical endurance (sustaining activity over time) as physical strength. According to a study analyzing track-and-field records and published in the journal Nature in 1992, the gaps between male and female performance narrow as the distance is extended, and some studies show that at ultramarathon distances (100 milesor more), women with equal training as their male counterparts outperform men. Researchers theorize that women’s ability to metabolize fat more efficiently contributes to their endurance and success in longer runs. Women also tolerate hot and humid racing conditions better than men because of their smaller body size, according to a 1999 article in the European Journal of Applied Physiology and Occupational Physiology.

Foto tratta da Beverly & Pack (Flickr.com)

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Le atlete di badminton non saranno obbligate a indossare la gonna

Nella foto un’atleta iraniana, Getti Images

di Clarissa Monnati

Ad aprile la Federazione Mondiale di Badminton (BWF) ha cambiato il codice di abbigliamento delle atlete, introducendo l’obbligo di indossare la gonna. Dopo le proteste, capeggiate dalla Federazione danese di badminton, l’organismo di autogoverno della disciplina ha deciso di fare marcia indietro e ha annunciato che la norma non entrerà in vigore.

Il provvedimento, votato dal consiglio formato da 15 membri, solo due dei quali donne,  era stato pensato per far fronte al calo d’interesse nei confronti di questo sport: in sostanza, si è puntato ad attirare l’attenzione di fan e sponsor rendendo le atlete più “femminili”. Il New York Times riporta le parole con cui Paisan Rangsikitpho, presidente della BWF, ha spiegato la scelta:

TV ratings are down. We want to build them up to where they should be. They play quite well. We want them to look nicer on the court and have more marketing value for themselves. I’m surprised we got a lot of criticism.

La norma, la cui entrata in vigore, prevista per il 1 maggio, è stata poi posticipata al 1 giugno (data di inizio dell’Open di Singapore), ha scatenato proteste ovunque, soprattutto nei paesi islamici, ma non solo. Già all’inizio di maggio la Federazione Danese di Badminton si è dichiarata contraria per voce del suo presidente, Peter Jensen. Come si legge sul Copenaghen Post, Jensen ha affermato senza mezzi termini: “Faremo tutto quello che è in nostro potere per impedire che questa regola entri in vigore”. Alla modifica del codice di abbigliamento, definita da molti sessista, si sono opposte anche Cina, India, Indonesia e Malesia (Time of India, 29 maggio).

Benché molte atlete già usano la gonna e non tutte si siano dette contrarie alla novità, la regola permettava di indossare i pantaloni per motivi religiosi, ma imponeva di metterci sopra una gonna. Per le donne islamiche sarebbe arrivata almeno sotto il ginocchio, risultando d’intralcio.

Adesso, ritirato il regolamento la Federazione sta studiando nuovi provvedimenti per rilanciare lo sport. E questa volta riguarderanno sia gli uomini che le donne.

Via BWF

“There have been various feedbacks from many quarters and after taking into account all these comments, especially those from the Athletes Commission, it is our recommendation to Council to do further study before implementing new clothing regulations. It is still our intention to focus on a better presentation of the game, but we will like to broaden the scope to include both men and women, and the feedback will also include views from various stakeholders such as the clothing manufacturers” ha affermato Nora Perry, a capo del Women In Badminton Committee.

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Mamma si nasce o si diventa? In Germania la maternità passa attraverso un giocattolo

di Giovanna Boglietti

Puppen, bambole. Pupazzi di plastica delle dimensioni originali, che tutte le femminucce imparano ad accudire per gioco; quasi un richiamo all’impegno biologico che sarà loro richiesto in futuro, e che sentono di coltivare dentro dalla tenera età.

Eppure, non tutte le donne percepiscono il sentimento materno farsi pressante al punto da decidere di avere uno o più figli. In Germania, addirittura, qualcuna si affida, semplicemente, ai bambolotti. Il gioco segue le stesse regole dell’infanzia, come spiega il curioso video pubblicato dallo “Spiegel” sul suo sito d’informazione. Il titolo la dice lunga: “Der Plastik-Nachwusch: falsche Babys für echte Muttergefühle”. La generazione di plastica: neonati finti per un vero sentimento da madre.

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