WOMAN's JOURNAL

La Finanziaria sottrae al welfare femminile i 4 miliardi del tesoretto

Donne sempre più povere nei prossimi dieci anni. Il Governo, infatti, con la Finanziaria prevede di sottrarre tutti i fondi accantonati dal risparmio pensionistico delle donne nel pubblico impiego (il tesoretto rosa) per destinarli ad altro. Così si legge nel testo del Decreto

6. Interventi in materia previdenziale

La dotazione del fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera b-bis), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e successive modificazioni, come integrato ai sensi dell’art. 22-ter, commi 1 e 3, del decreto legge 78/2009, convertito dalla legge n. 102/2009, così come modificato dal decreto legge 78/2010 convertito dalla legge n. 122/2010, e successive modificazioni, è ridotta di 252 milioni di euro nell’anno 2012, di 392 milioni di euro nell’anno 2013, di 492 milioni di euro nell’anno 2014, di 592 milioni di euro nell’anno 2015, di 542 milioni di euro nell’anno 2016, di 442 milioni di euro nell’anno 2017, di 342 milioni di euro nell’anno 2018, di 292 milioni di euro nell’anno 2019 e di 242 milioni di euro a decorrere dall’anno 2020.

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L’azienda che licenzia solo donne: “Così pensano ai bambini”

L’azienda licenzia, ma solo donne. “Così possono stare a casa a curare i bambini”, dicono i dirigenti della MaVib di Inzago, produttrice di motori elettrici per impianti di condizionamento.

Via Repubblica Milano

Dieci mesi fa 14 lavoratori erano finiti in cassa integrazione ordinaria: tutte donne, tranne uno. “Un’anticipazione di quello che stava per accadere”, dice ora Fabio Mangiafico della Fiom rileggendo i fatti. Mercoledì pomeriggio, nella sede di Api (Associazione piccole medie imprese), al tavolo delle trattative ci sono tutti: sindacati, associazioni di categoria e proprietà. È qui che l’amministratore delegato della società comunica la decisione. “Dopo la cassa integrazione – fa sapere la Fiom Cgil – hanno annunciato il licenziamento di 13 lavoratori scegliendoli rigorosamente di sesso femminile”, precisando che “quello portato a casa dalle donne è comunque il secondo stipendio”.

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Il ritardo della Germania nella parità di genere e lo stereotipo che persiste

Con il 2% di donne nei consigli di amministrazione aziendali, un tasso di natalità tra i più bassi d’Europa (1,39 per donna), appena il 14% di madri che tornano a lavorare a tempo pieno dopo la nascita del primo figlio (6% dopo il secondo), la Germania sembra lontana dalla parità di genere nel mercato del lavoro. Katrin Bennhold descrive su The New York Times un paese ancorato a una visione tradizionale del ruolo femminile, nonostante un pacchetto di leggi approvate negli ultimi anni miri a un riequilibrio. Leggi il seguito di questo post »

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Donne ai margini del mondo del lavoro

di Clarissa Monnati

Se le donne fossero presenti nel mercato del lavoro in numero maggiore, l’economia italiana girerebbe meglio. È questa la tesi che Alessandra Casarico e Paola Profeta, entrambe professoresse alla Bocconi di Milano, sostengono in Donne in attesa. L’Italia delle disparità di genere (EGEA). Lasciare le donne ai margini, confinarle o rimandarle a casa, è uno spreco di talenti.

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La procreazione assistita? È roba per quarantenni

Sempre più donne e sempre più quarantenni fanno ricorso alla procreazione assistita per fare figli: è quanto emerge dalla relazione annuale sulla legge 40 inviata dal ministero della Salute al parlamento. Crescono tutti gli indici: il numero di coppie, cicli e gravidanze che, nel 2009, hanno portato in totale alla nascita di oltre 10mila bambini.

Via La Stampa

Il dato che più fa pensare è l’aumento dell’età media delle donne italiane che si sottopongono a procreazione medicalmente assistita. Nel 2009 è stata di 36,2 anni contro i 35,9 del 2008 e contro una media europea di 34. E ben il 28,2% dei cicli è stato effettuato su pazienti over40enni. Una fascia d’età in cui le percentuali di successo calano drasticamente. Tra i 40 e 42 anni infatti si arriva al 6,9% dei parti e dopo i 43 anni all’1,7%, anche se c’è una buona parte di queste gravidanze sfugge ai controlli successivi e non vengono dichiarate come legate alla procreazione assistita. Quindi potrebbero essere molte di più.

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Quote rosa? Non sono poi così male

di Mycupoftea

L’Italia prova a cambiare. Dopo un iter legislativo durato 2 anni è stata approvata con un’ampia maggioranza una legge rivoluzionaria per il nostro Paese. Dal 2012 le aziende quotate dovranno avere una rappresentanza di donne, per legge. Questo, perché la Costituzione sancisce all’articolo 3 una parità di genere sostanziale che invece, rimane spesso solo formale.

Art 3.2 È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

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Cristine Lagarde è il nuovo presidente del FMI

Christine Lagarde, ministro dell’Economia francese, è il nuovo presidente del Fondo Monetario Internazionale. Lagarde, nominata oggi, prende il posto di Dominique Strauss-Kahn uscito di scena dopo l’accusa di stupro nei confronti di una cameriera newyorkese. Parigina, 55 anni, Lagarde ha alle spalle una carriera legale negli Stati Uniti, dove ha vissuto circa vent’anni, e in Europa. Dal 2005 ha deciso di impegnarsi direttamente in politica.

via il Post

Christine Lagarde è stata nominata martedì nuovo direttore del Fondo Monetario Internazionale, rimasto per più di un mese senza guida dopo la scelta di Dominique Strauss-Kahn di abbandonare la direzione in seguito alle accuse di stupro e violenza sessuale a suo carico negli Stati Uniti.

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Quote rosa nei Cda, la legge passa alla Camera

E’ stata approvata oggi alla Camera la legge sulle quote rosa nei Cda delle società quotate in borsa e di quelle a parrtecipazione pubblica. Il provvedimento è passato grazie a una maggioranza bipartisan di 438 voti, a fronte di 27 voti contrari e 64 astenuti, tra i quali gli esponenti radicali. Le nuove norme, che entreranno in vigore dal 2012, prevedono che i Cda dovranno essere composti a partire da quell’anno per il 20% di donne, e da un terzo dal 2015 (33,3% dal secondo mandato). In caso di inadempienza sono previste sanzioni della Consob e, dopo un termine di 7 mesi, la decadenza del consiglio di amministrazione o degli organi di controllo.

via Corriere.it

MILANO – L’Aula della Camera ha dato il via libera definitivo alla legge che introduce le quote rosa nei consigli di amministrazione delle aziende quotate in Borsa e delle società a partecipazione pubblica.

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