WOMAN's JOURNAL

Il ritardo della Germania nella parità di genere e lo stereotipo che persiste

Con il 2% di donne nei consigli di amministrazione aziendali, un tasso di natalità tra i più bassi d’Europa (1,39 per donna), appena il 14% di madri che tornano a lavorare a tempo pieno dopo la nascita del primo figlio (6% dopo il secondo), la Germania sembra lontana dalla parità di genere nel mercato del lavoro. Katrin Bennhold descrive su The New York Times un paese ancorato a una visione tradizionale del ruolo femminile, nonostante un pacchetto di leggi approvate negli ultimi anni miri a un riequilibrio.

Come ministro della famiglia nel primo governo Merkel, Ursula von der Leyen ha introdotto il congedo parentale condiviso di 14 mesi, che si riducono a 12 se il padre non usufruisce di almeno due di essi, e ha sostenuto una legge che garantisce l’asilo nido a tutti i bambini di un anno a partire dal 2013. È inoltre in corso da tempo un dibattito sull’introduzione delle quote rosa nei consigli di amministrazione (leggi Schröder e il Golia della disparità nelle aziende tedesche su Woman’s Journal). Pur in questo contesto, la distanza tarda a colmarsi e la mentalità a cambiare.

Secondo Bennhold, il ritardo tedesco si deve al permanere di una forte eredità culturale, portata all’estremo nel Terzo Reich, che assegna alla donna esclusivamente la cura della famiglia. La stessa cancelliera Angela Merkel incarnerebbe il classico modello femminile di successo: senza figli.

Un sondaggio condotto nel 2009 da Sinus Sociovision su un campione di manager maschi e femmine ha rivelato che gli uomini si approcciano alla questione in tre modi diversi: alcuni pensano che le donne non siano tagliate per posizioni di responsabilità e potere; altri pensano che lo siano ma temono che i loro colleghi non siano d’accordo e che questo possa minare la coesione del gruppo; altri ancora ritengono che in teoria il genere non ha importanza, ma in pratica le donne che occupano posizioni apicali si sforzano troppo e non sono autentiche.

Via The New York Times

“We are still very far from a situation where it’s as normal for women as for men to want both a career and family — even among young women,” said Angelika Dammann, the first and only female board member at software giant SAP. “When you have children, you’re expected to stay home for a significant period; otherwise you are considered a bad mother.”

Nella foto (Süddeutsche Zeitung Photo), una donna del Terzo Reich che ha ricevuto la Croce d’onore per le madri tedesche.

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