WOMAN's JOURNAL

La parità fa bene all’economia: il punto di vista di Daniela Del Boca

Si intitola Valorizzare le donne conviene (il Mulino, 2012) l’ultimo libro di Daniela Del Boca, scritto con Letizia Mencarini e Silvia Pasqua, professoresse rispettivamente di Demografia e di Economia all’Università di Torino. Del Boca avrebbe voluto intitolarlo Una rivoluzione bloccata e con le coautrici ha tentato di convincere l’editore, ma le ragioni commerciali hanno prevalso.

Che cosa intende con “rivoluzione bloccata”? Lo ha spiegato il 27 settembre a Padova, alla conferenza Womenomics: perché valorizzare le donne conviene, del ciclo Segnavie (Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo), per la quale è stata intervistata da Tonia Mastrobuoni, giornalista della Stampa e autrice di Gioventù sprecata. Perché in Italia si fatica a diventare grandi assieme a Marco Iezzi.

Esiste un dato oggettivo: in Italia ci sono poche donne nel mercato del lavoro, il 46,7%, contro una media europea del 58,2%, oltre 13 punti percentuali al di sotto dell’obiettivo di Lisbona. Ed esiste un’ipotesi di studio: se il gap tra livello di occupazione femminile e livello di occupazione maschile fosse colmato, il Pil aumenterebbe dal 7 al 9%. Ecco una notizia che può apprezzare anche chi non si accontenta del puro principio (la garanzia della parità). È la womenomics a studiare le cause del ritardo ed escogitare soluzioni possibili.

Qual è il punto critico del sistema italiano? Il costo della maternità Leggi il seguito di questo post »

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Bambole in carne e ossa

di Luisa Perona

Chi è Natasha Walter? È una giornalista inglese che negli ultimi dieci anni si è occupata di femminismo. Per Virago UK ha pubblicato Bambole viventi. Il ritorno del sessismo, tradotto in Italia da Ghena. Il libro è nato dall’esigenza dell’autrice di

mettere in discussione la promozione dell’esasperata femminilità tra le donne dell’attuale generazione […] la cultura claustrofobica che insegna a molte ragazze che è soltanto attraverso lo sfruttamento della loro attrattiva sessuale che avranno modo di affermarsi”

come si legge su Books Blog.it. Walter aggiunge: “Certamente ogni donna deve poter scegliere se accollarsi ogni aspetto dello stereotipo femminile”. Il suo saggio nasce da conversazioni e interviste con donne di cultura anche diversa, con vite ed esperienze talvolta opposte. Chissà cosa sarebbe stato Bambole viventi se la scrittrice avesse incontrato Anastasiya Shpagina, Dakota Rose, Venus Palermo e Valeria Lukyanova. Leggi il seguito di questo post »

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Le madri italiane ai tempi della crisi

Ecco come la crisi porta a galla un circolo vizioso: aggravandolo. Se in Italia le madri sono duramente colpite dall’attuale congiuntura economica è perché esistono problemi strutturali che riguardano più in generale le donne. Lo conferma il rapporto Mamme nella crisi (è possibile scaricarlo da qui) realizzato da Save the Children e presentato il 18 settembre a Roma nel corso dell’omonima conferenza organizzata da Pari o Dispare, Save the Children e Ingenere, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, la senatrice Emma Bonino, la ministra Elsa Fornero e la direttrice del dipartimento Statistiche sociali e ambientali dell’Istat Linda Laura Sabbadini.

I dati non sono nuovi, sono una conferma. Procediamo per punti, i punti deboli del sistema. Leggi il seguito di questo post »

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Una tv con il velo integrale

di Luisa Perona

Ve lo immaginate un canale tv completamente gestito da donne? In Egitto esiste da poco più di un mese. L’emittente si chiama Maria, lo studio si trova ad Abasya, il quartiere orientale de Il Cairo ed è la prima a permettere alle donne religiose, che indossano il niqab, di accedere al mondo televisivo egiziano. La tv è gestita, si diceva, esclusivamente da donne e, come si legge su Repubblica.it, si propone di

mostrare alla società che ci sono donne in niqab che sono attive, possono avere un ruolo nella società e avere successo, essere medici, ingegneri o personalità dei media” ha dichiarato Abeer Shaheer, la prima presentatrice del programma.

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C’era una volta una bimba curiosa

di Gaia Nina Marano

Una volta Valentina, quando era piccola, si faceva tante domande.

Guardava la vita e cercava di capire come funzionasse: cosa faceva muovere quello e cosa faceva saltare quell’altro, cosa faceva bene e cosa faceva male. Ricorda che andava al cinema la domenica pomeriggio a vedere i film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Erano quei film che avevano il potere di consolare anche il più triste pomeriggio invernale. Tutti nella sala ridevano, tutti tranne lei. Valentina sentiva quel rumore gioioso e si interrogava su come fosse possibile farlo.

Non le veniva naturale, si doveva sforzare. Aveva però imparato diversi tipi ti risata “finta”: urlata, strisciata, timida, prepotente. Poteva utilizzare quella che voleva lei, perché ridere andava a comando. Poi, un giorno, accadde qualcosa di veramente buffo per strada. Non ricorda nemmeno più lei cosa, ma una sana risata le sgorgò con naturalezza dalla gola.

“Io non voglio più farmi domande, non ho tempo, non ne voglio sapere… Ecco sì guarda, preferisco non sapere!” Leggi il seguito di questo post »

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Donne in piazza per difendere l’hijab

di Luisa Perona

Il 4 settembre è stato un martedì alquanto singolare. Un fiume di donne si è riversato nelle strade di tutto il mondo per difendere un diritto: quello di indossare l’hijab, termine che deriva da “nascondere allo sguardo”, “celare”. L’istituzione di questa giornata coincide con la data di entrata in vigore, nel 2004, della legge francese che impone il divieto di entrare a scuola a capo coperto. Dal 2009 la ricorrenza è dedicata a Marwa El Sherbini, considerata “martire dell’hijab”. Leggi il seguito di questo post »

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I sistemi giuridici confessionali: l’Islam

di Gaia Nina Marano

Quando parliamo di Islam siamo soliti pensare ad una religione, una cultura o ad una ideologia. Tale ricostruzione, per quanto non sbagliata, è tuttavia incompleta. L’Islam, infatti, con il suo complesso intreccio di regole spirituali e temporali, ha dato vita ad un vero e proprio ordinamento giuridico.

La Sharia, traducibile come “legge divina” o “via da seguire”, affianca, alle norme teologiche e morali, le norme giuridiche di diritto privato, le norme fiscali, penali, processuali e di diritto bellico.

Il diritto islamico, come ogni diritto confessionale, è volto al raggiungimento di finalità sacre ed ultraterreni. E’ dunque inevitabile che la “morale” si sostituisca alla “legge” e che i concetti di “peccato” e “reato” si confondano. Proprio per questo motivo, tra i reati più gravi, puniti con la flagellazione o la pena di morte, si annoverano anche la bestemmia, l’apostasia e l’adulterio. Leggi il seguito di questo post »

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