WOMAN's JOURNAL

C’era una volta una bimba curiosa

di Gaia Nina Marano

Una volta Valentina, quando era piccola, si faceva tante domande.

Guardava la vita e cercava di capire come funzionasse: cosa faceva muovere quello e cosa faceva saltare quell’altro, cosa faceva bene e cosa faceva male. Ricorda che andava al cinema la domenica pomeriggio a vedere i film di Aldo, Giovanni e Giacomo. Erano quei film che avevano il potere di consolare anche il più triste pomeriggio invernale. Tutti nella sala ridevano, tutti tranne lei. Valentina sentiva quel rumore gioioso e si interrogava su come fosse possibile farlo.

Non le veniva naturale, si doveva sforzare. Aveva però imparato diversi tipi ti risata “finta”: urlata, strisciata, timida, prepotente. Poteva utilizzare quella che voleva lei, perché ridere andava a comando. Poi, un giorno, accadde qualcosa di veramente buffo per strada. Non ricorda nemmeno più lei cosa, ma una sana risata le sgorgò con naturalezza dalla gola.

“Io non voglio più farmi domande, non ho tempo, non ne voglio sapere… Ecco sì guarda, preferisco non sapere!”

“Possibile che non sei neanche un minimo curiosa? Insomma, sei via da un mese, ti ci senti per telefono, ancora non ti è venuto a trovare… Come fai a non farti domande! Io non lo so proprio!”.

Ale la guarda con i suoi occhioni neri attraverso lo schermo del computer.

“Ecco” dice Valentina “meno male che c’è uno schermo, il web ed un oceano che ci separa! Così i tuoi dubbi del cazzo non mi arrivano diretti, ma belli attutiti! Cosa vuoi che ti dica? Non voglio che indaghi su di lui! Per ora va bene così… E poi non so se mi farebbe bene sapere di più…”

“Come vuoi tu Vale, ma non è da te fare così!”

“Molte cose non sono da me! Per esempio stare qui seduta al computer a parlare con te mentre tra mezz’ora devo essere pronta per andare al cinema!”

“E con chi vai?”

“Dei ragazzi conosciuti qui… persone simpatiche, tranquille..”

“Persone uomini o persone donne?”

“Donne Ale, donne… e un paio di uomini! Ti voglio bene, ci sentiamo domani!”

“Ok, voglio sapere tutto, scrivimi appena torni! Bacio.”

Ale le aveva provato a dire che aveva visto Marco molto strano. Ma Valentina quella sera non voleva sapere di più, la sua curiosità era arrivata al fondo già molto tempo fa e ora preferiva navigare nella totale ignoranza.

“Non sapere aiuta a non soffrire”, lo annota sul suo quaderno sottolineandolo tre volte di rosso. “Non fosse mai che me ne dimentico!”.

Uno sguardo allo specchio, un po’ di profumo. Valentina prende le chiavi poggiate sul tavolo, si lega i capelli e corre via chiudendosi la porta alle spalle. Il taxi la sta aspettando sotto casa.

 

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Archiviato in:UNA STANZA TUTTA PER SÉ

One Response

  1. natalia ha detto:

    OGNI GIORNO è UN NUOVO INIZIO

    Sì, è così che voglio aprire questa storia, perché sia veramente una nuova storia…da domani…una storia tutta diversa.
    Oggi è stato un giorno molto difficile, il più difficile, ho sentito di avere toccato il fondo della tristezza e della autocommiserazione…ma a volte si trova la risposta che si cerca dove meno te lo aspetti…e così ho fermato nelle orecchie e nella mente questa frase: ogni giorno è un nuovo inizio…e così il passato è esperienza per il futuro che verrà…non esiste una sola via per arrivare alla felicità, il tuo percorso può prendere mille sentieri ed incrociare tanti altri percorsi …i più inattesi..ma tutti insieme fanno la TUA strada, il tuo unico irripetibile percorso…forse questa notte è un appuntamento che attendevo da tanto…mi sento improvvisamente più leggera, sollevata…sto facendo pace con me stessa…non dimenticherò mai la sensazione che sto provando ora.. un calore dentro, una consapevolezza che non sentivo da tanto, troppo tempo, voglia di vivere che piano piano sta salendo da dentro e arriva al cuore e lo fa battere come non batteva da tanto….C’è una prima volta per tutto anche per una sigaretta e un po’ di wisky…non è mai troppo tardi…finalmente non sto a guardare…domani sarà un nuovo giorno un nuovo inizio e voglio guardare il mondo negli occhi, senza chiedere scusa per ogni mio movimento…io vivo, vivo, vivo, vivo,vivo,vivo,vivo,…sono viva e vera come non sono mai stata. Cosa ho aspettato…ho sensazioni che non mi devono spaventare sono viva, viva , viva come non mai…io vivo e non sto più a guardare gli altri che vivono mentre io sono dietro ad una finestra…ci sono stata troppo a lungo… è ora di uscire fuori e toccare la vita con le mani…sporcarsi le mani e prendere a calci in culo chi mi rompe i coglioni…basta chiedere permesso…voglio finalmente aprire la porta!

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