WOMAN's JOURNAL

La doppia morale

dal blog Ferrodastiro

Pubblico il commento di un giornalista, Giampiero Canneddu a due importanti recenti fatti di cronaca. Uno è l’arresto di Dominique Strauss Kahn, ex capo del Fmi, accusato di stupro a New York, finito in carcere, quindi agli arresti domiciliari e poi, rilasciato in attesa del giudizio. L’altro, è della militante del Pd di una sezione locale, che ha partecipato a un film porno. Riconosciuta su Facebook si è dimessa dal partito (sembra le dimissioni siano volontarie) ed ha deciso di espatriare.

Alice ha 24 anni e una laurea in tasca, conseguita da pochi giorni all’università di Pisa. Nell’altra tasca ha il tagliando del check in dell’aeroporto, da cui si è imbarcata per la Danimarca, con il cellulare spento e un brusio insopportabile di voci dietro le spalle.

Lei, impegnata in politica nel suo paesino toscano, lei che postava interventi e opinioni sul blog del segretario del Pd Bersani, è stata riconosciuta in un film porno. In cui ha recitato. Nuda, se si esclude una mascherina e un copione di scena fatto apposta per criptarla un po’: Marianna, così si chiamava nel videotape, era una commessa di Viareggio, con la passione per l’esibizionismo, da praticare di nascosto da famiglia e fidanzato. Una passione che, evidentemente, non era solo finzione scenica.

Dominique ha 62 anni e ha lasciato da poche settimane una delle poltrone più calde e influenti del mondo, quella di presidente del Fondo Monetario Internazionale. Da pochi giorni invece ha lasciato la casa di Manhattan dove era agli arresti domiciliari, dopo essere passato anche dal carcere, come un qualsiasi cittadino che sbaglia, con l’accusa di aver stuprato la cameriera di un albergo newyorkese. Il suo chiodo fisso per il sesso era noto da anni ed era condito da accuse, mezzi scandali e voci che, fin dal 2006, anno della pubblicazione in Francia del libro Sexus Politicus, lo indicavano perfino come assiduo frequentatore di un club per scambisti di Parigi. Tutto questo non lo ha mai tenuto lontano da una brillante carriera accademica e politica, in patria e all’estero. Fino al giorno in cui sono scattate le manette. E le sue dimissioni.

Che cos’hanno in comune Alice e Dominique? Non molto. Del resto sarebbe mischiare rape e cioccolata il confrontare la storia di un uomo sotto accusa per stupro (accuse che sembrano scemare, ma la giustizia farà il suo corso) e quella di una ragazza sotto il tiro delle comari del paesino (direbbe De André) per aver girato un video hard. Anche nel modo in cui hanno cominciato a pagare il prezzo delle loro scelte non c’è paragone: per Dominique i guai seri sono iniziati solo dopo che gli sono scattate le manette ai polsi. Nessun libro, nessuna accusa, nessuna voce sui club scambisti gli aveva levato da sotto i pantaloni una delle poltrone più influenti del mondo, e nemmeno la possibilità concreta di correre per l’Eliseo. Ad Alice è bastata la copertina del dvd porno “È venuto a saperlo mia madre”, casa di produzione Cento x Cento di Empoli, specializzata in filmati amatoriali, a cui partecipano attori e attrici che si candidano spontaneamente scrivendo mail ai produttori, proprio come sembra abbia fatto Alice. Qualcuno ha messo a confronto quella copertina con la foto del suo profilo Facebook e nonostante la mascherina, è stato l’inizio della fine. Le comari del paesino sono diventate centinaia, grazie al web che moltiplica a dismisura qualsiasi reazione a catena. Perché Warhol aveva ragione, nel dire che nel futuro tutti saremmo diventati famosi per 15 minuti. Ma aveva tralasciato di dire che tutti avremmo rischiato di essere crocifissi in 20. Le web battutine da osteria su Alice si sono sprecate e, mentre nel suo paese di provincia i vicini di casa facevano a gara a dire cose ovvie e solidarietà da microfono, potevano star zitti i politici? Basti ricordare il commento di un consigliere regionale del Pdl: «Venga da noi» e quello del segretario regionale del suo Pd: «Una volta Berlinguer indicava come modello Santa Maria Goretti».

La domanda è, e so di giocare fuori casa su un website dove di mercificazione del corpo si è parlato a lungo: è da questi particolari che si giudica una persona? Basta un video porno girato in piena libertà e in piena coscienza a far partire una ragazza per l’estero lontano da una piccola carriera politica (le sue dimissioni da segretaria di circolo del Pd non sono state respinte) e da un qualsiasi abbozzo di carriera professionale da neolaureata? E ancora è in contraddizione marciare tra le donne di “Se non ora quando?” avendo partecipato a un film hard?

La mia risposta è no, no e ancora no. Esiste una vita pubblica e una vita privata. Ed esiste la libertà, che si ferma solo quando si viola la libertà altrui e, naturalmente, quando si viola la legge (“As long as it’s consensual” dicono gli anglosassoni, e anche gli avvocati difensori di Dominique, che mai hanno negato il rapporto sessuale con la cameriera. O, ancora, Silvio, premier italiano, non è sotto accusa per aver organizzato presunte orge, ma per averci portato, pagandole, ragazze minorenni). Alice non ha oltrepassato nessuno dei due limiti. E se così è accaduto (ed è accaduto), quello che succede nella sua camera da letto non è un nostro problema, e nemmeno un parametro utile per giudicarla o valutarla. E vale anche se la camera da letto è a favore di telecamera: essere esibizioniste (o nudiste, o fanatiche del body building, o scambiste, continuate l’elenco con qualsiasi inclinazione personale che abbia a che fare con il corpo) non è così diverso dall’essere vegetariane o, per assurdo, caste come un’altra toscana più famosa del Pd. Sono, appunto, inclinazioni personali, che si può scegliere di assecondare, secondo l’antica norma femminista “Il corpo è mio”.

E, mentre capisco la battaglia dura delle donne contro il corpo esposto, mercificato, trasformato in carne da business, dall’altro lato penso che se quella di esporsi è una libera scelta, che non nuoce a nessuno, è sacrosanto rispettarla. E difenderla, nel giorno in cui questa scelta finisce per nuocere. Invece le voci per esprimere solidarietà ad Alice sono arrivate che lei era già sull’aereo (eccone una: «Non me la sento di giudicarla» ha detto Marina Sereni, parlamentare Pd, «è adulta quindi consapevole di quello che faceva. Non c’è reato e non vedo quale articolo dello statuto del partito si debba usare per cacciarla»). Avrebbe fatto bene a restare? Forse, per fare di se stessa un simbolo di libertà. Ma si può biasimare chi sente improvvisamente sulle spalle il peso di una pressione indesiderata e fugge lontano?

Il tutto mentre in mezzo mondo, ma non in Italia, impazzano le “Slut Walks”. Sono le marce delle zoccole, per tradurlo in modo brutalmente letterario, in cui ragazze e donne (ma anche uomini) sfilano vestendosi in modo deliberatamente succinto (minigonne, autoreggenti, ma anche reggiseno, tanga e un cappuccio nero, come è accaduto a Cardiff), per rivendicare il diritto di abbigliarsi e truccarsi come meglio credono senza che questo sia interpretato come un messaggio sessuale. Tutto nasce dall’infelice frase di un poliziotto di Toronto: «Le donne potrebbero evitare gli stupri se evitassero di vestirsi da puttane» disse a un incontro pubblico con gli studenti sulla sicurezza personale. Lo slogan delle sluts è la loro risposta al poliziotto: «Yes means yes, no means no». In Italia, come si diceva, niente slut walks, per ora.

Insomma, ci si può scoprire, ballare sul cubo in discoteca, vestirsi provocanti, perfino assecondare il proprio esibizionismo scopando davanti a una telecamera per un dvd porno. E non per questo si è puttane, o mercificate. O, peggio, persone indegne di ricoprire un incarico di partito o, ancora, di vivere nella propria città sperando di costruirci un futuro senza essere assordate dal vociare delle comari del paesino.

Ps: intanto giovedì 7 luglio Maria Laura Rodotà vince la fotonotizia in prima pagina con il suo profilo della sostituta di Dominique al Fondo Monetario Internazionale. Di Christine Lagarde scrive (frase ritenuta chiave, visto che è finita nel richiamo in prima pagina): «Avendo investito parecchio in tailleur Chanel e scarpe Louboutin, ha già dichiarato che non si travestirà da uomo». Sicuri che fosse quello che volevamo sapere su quella donna? Per di più da una donna?

 

Annunci

Archiviato in:FERRO DA STIRO, Politica, , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

RSS Unifem news

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.

RSS Women watch delle Nazioni Unite

  • UN gender equality news feed ottobre 13, 2011
    The Womenwatch RSS feed has moved to UN gender equality news feed. Please update your news reader and bookmarks.

tweets

Scrivici

Segnalaci la tua lettura preferita a tema donne, relazioni e genere redazionewj@gmail.com

Visite

  • 29,815 volte

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere le notifiche dei nuovi articoli

Segui assieme ad altri 14 follower

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: