WOMAN's JOURNAL

Nadoona: salute e ginnastica per le donne musulmane

di Luisa Perona

La parola “dieta” spesso rimanda a sacrifici e rinunce. Tutti, o meglio tutte, sappiamo quanto costi perdere peso e quanto sia importante essere aiutati, almeno moralmente, da chi ci sta vicino.

Nadine Abu Jubara ha provato sulla propria pelle cosa significhi farcela da sola. La storia di Jubara, una ragazza musulmana di origini palestinesi che vive in Florida, è stata raccolta da Radio Free Europe. Anni fa, Jubara decise che era arrivato il momento di tornare in forma, di pensare in primis alla salute trovando, però, pochi alleati nella comunità musulmana dove viveva.

Tuttavia pensò di potercela fare comunque. Iniziò un periodo scandito da frequenti “no” alle varie feste in cui si banchettava a piatti profumatissimi e dolci mediorientali golosissimi; fino a quando, dopo che ebbe perso ben trenta chili, cominciarono ad arrivare le reazioni meravigliate delle stesse persone che avevano visto con scetticismo la sua scelta.

In seguito Jubara ha deciso di creare un sito web che ha chiamato Nadoona per aiutare le donne musulmane a prendersi cura di sé, del proprio corpo e soprattutto della propria salute, realizzando che raramente queste hanno modo di farlo. Leggi il seguito di questo post »

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Il Brunch – Rassegna stampa

Le anti-Minetti (La Stampa, 19 settembre 2011) – Di certo non è un buon momento per Nicole Minetti, consigliere regionale lombardo del Pdl al centro del Rubygate. Non è un buon momento, ma lei non fa certo nulla per provare a migliorare le cose e la sua immagine: indossare una maglietta con su scritto “Senza sono ancora meglio” non l’aiuterà certo a scrollarsi di dosso l’immagine di Papi Girl. Ecco allora che dopo la maglietta della Minetti, da Cortina, dove si è tenuto il congresso del Pdl veneto, arriva la presa di posizione di alcune donne del partito di maggioranza che si sono presentate con un maglietta con scritto sopra “È una questione di stile”.

La giornata doppia delle donne (Corriere della Sera, 19 settembre 2011) – Se Hollywood individua una mamma in carriera come l’eroina giusta per andare alla conquista del box office americano in tempi di crisi. Se Hillary Clinton indica il contributo delle donne come grande risorsa da sbloccare per realizzare una delle più grandi trasformazioni dell’economia mondiale. Se anche la Commissione Europea la considera una delle emergenze per i Paesi membri come potenziale motore dell’economia. Se in tempi di crisi globale anche alcune aziende d’avanguardia iniziano a considerare vantaggioso rimodellare tempi e luoghi del lavoro. Se tutto questo è vero, è evidente che il tema della conciliazione tra casa e lavoro non è più, solo, “roba da donne”. Leggi il seguito di questo post »

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Il Brunch – Rassegna stampa

Donne in pensione a 65 anni (la Repubblica, 16 giugno 2011) – Stop alla scala mobile sulle pensioni più alte o, in alternativa, un contributo di solidarietà sugli assegni d’oro; aumento graduale dell’età pensionabile delle donne a 65 anni anche nel settore privato. La previdenza entra, con queste due ipotesi, nel menù dei tecnici del ministero del Lavoro che stanno preparando le misure per la maxi-manovra da 40 miliardi che servirà, in base ai patti europei, a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2014.

Le donne musulmane e il velo (Corriere della Sera, 11 giugno 2011) – Per molti aspetti la condizione della donna nell’Islam è il più eloquente segnale del ritardo sociale e culturale che affligge il mondo musulmano. Paralizzati dal loro tradizionalismo religioso, i paesi arabi hanno lungamente trascurato una parte considerevole del loro capitale umano. Vi sono alcuni segnali, tuttavia, che non sarebbe giusto sottovalutare. Le immagini più straordinarie sono quelle dello Yemen, dove molte ragazze indossavano il niqab (la veste nera che avvolge tutto il corpo e lascia scoperti soltanto gli occhi), ma gridavano la loro protesta di fronte alle telecamere e mostravano all’obiettivo le loro richieste scritte sul palmo delle mani. Leggi il seguito di questo post »

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