WOMAN's JOURNAL

Amo qualcun altro

Chi aveva scritto: l’amore è un apostrofo rosa tra le parole “ti amo”? Valentina stava percorrendo per l’ennesima volta la strada avvolta dal metallo del tram, che da un po’ di mesi era diventato la sua trappola d’amore. Amore per qualcuno che continuava a sorriderle e che per l’ennesima volta era sceso, l’aveva abbracciata distrattamente e poi lasciata sul marciapiede con il cuore graffiato stretto fra le mani. Oggi era San Valentino. Si era pettinata i capelli con cura, cosparsa il corpo di creme profumate, aveva truccato gli occhi con l’ombretto grigio, indossato il cappottino nero e gli stivaletti con il tacco. Tutto il possibile per essere perfetta in quei cinque minuti di viaggio insieme. Ma niente era successo, niente stava succedendo e niente sarebbe mai stato. Come sempre, camminando soffocava un singhiozzo di delusione, cercando di spingerlo il più in basso possibile, cosicché non potesse uscirle dalla bocca.

“Allora… Prendo un succo alla pesca, un tramezzino cotto e formaggio e… un cappuccino, grazie”.

Sfogliava annoiata le pagine del libro Valentina, alternando un morso ad un sorso.

“Non credo che il cappuccino ti aiuti a studiare…”

Lei alza la testa. Due occhi scuri lentamente si stavano avvicinando, “Che cosa stai leggendo?”

“Sto solo cercando di…” Strano, non le venivano le parole. Era paralizzata da quelle mani bellissime che rapidamente pulivano via le briciole. “Ecco… Sto cercando di leggere degli articoli… per la mia classe…” Sembrava quasi che oltre al tavolo le stesse dando una pulitina anche al cuore. Ma c’era così tanta polvere che quasi si sentiva soffocare.

“Bene, sono contento che tu sia qui. Continua a leggere, non volevo distrarti. Solo che eri buffa mentre bevevi il cappuccino… Ora ti porto un caffè, vedrai che così riuscirai a lavorare meglio!”

“Ok, sei molto gentile. E comunque io sono Valentina”.

“Buon San Valentino Valentina!” aveva risposto da dietro il bancone, continuando a fissarla, come se già avesse capito chi era.

Valentina si gira verso lo specchio appeso alla parete. Controlla di essere veramente lì.

Arrivata a casa apre il quaderno e scrive: “Che strana sensazione. Pensare di essere presa da lui, soffrire per l’amore lontano e, allo stesso tempo, desiderare di rivedere qualcuno che non conosci, non sai chi è, ma che ti ha reso la giornata speciale… Oggi ho ritrovato il mio apostrofo rosa: era disperso tra le parole qualcun altro!”.

 

Foto: Gaia Nina Marano.

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Archiviato in:UNA STANZA TUTTA PER SÉ,

One Response

  1. stefy ha detto:

    semplicemente…fantastico.

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