WOMAN's JOURNAL

Sono piccoli problemi di cuore / BLOG UNA STANZA TUTTA PER SÉ

di Gaia Nina Marano

Il fatto è che in fondo siamo come animali. Ci possiamo abituare a tutto. Il freddo, la fame, il sonno, la paura, la gioia… Sono tutte sensazioni che vanno e vengono, turbano le nostre membra, senza però trapassare il cuore. Eppure c’è qualcosa da cui il nostro istinto animalesco non potrà mai proteggerci… E noi continueremo sempre a cascarci, con tutte le scarpe.

Come il cappotto che lunedì Valentina indossava mentre aspettava il tram sotto la pioggia. Abbandonato di fretta sullo stendi panni dell’ingresso, pesante e impregnato di acqua gelida, continuava a gocciolare sul pavimento. A quel cappotto non importava davvero di essere tornato a casa, sano e salvo dal diluvio universale. Lui continuava a piangere dalle sue maniche infeltrite, compiacendosi della immensa pozza di tristezza che lentamente si stava spargendo a terra.

“Mannaggia… Guarda che disastro, mi tocca asciugare tutto adesso”. Valentina mette un panno bianco sotto lo stendino. Accende il computer e una sigaretta. Apre l’email e scrive: “Mi sembra di essere ritornata al liceo. In quell’epoca delle cose non dette, delle emozioni intrappolate dentro, delle paure e del silenzio… Solo che durante l’adolescenza il tutto era condito anche da una discreta dose di incoscienza, che permetteva di vivere la giornata senza paura, di alzarsi con il sorriso anche se la notte ci si era addormentati tristi. Perché quello che succedeva il giorno prima si dimenticava quello dopo. Adesso invece ho le stesse sensazioni e il triplo della paura. Ma una paura tale da rimanere inchiodata alla sedia, senza poter reagire. Sto seguendo questo corso d’arte, lo sai. L’ho sempre voluto fare. E nonostante la fatica mi sta piacendo tantissimo. Ho iniziato così, senza farmi domande, concentrata solo su me stessa, senza guardarmi attorno, perché l’unico soggetto che volevo mettere a fuoco ero io. Poi piano piano mi sono sciolta, ho incontrato nuove persone e mi sono anche fatta degli amici. In particolare un amico… La verità è che tutto è iniziato come una amicizia, e ancora adesso per lui è così. Ci incontriamo la mattina, scambiamo due chiacchere, ridiamo e scherziamo. Poi ognuno si siede al proprio posto. Non ci vediamo più se non a fine giornata, quando i corsi finiscono e si fa ora di tornare a casa… E io non vedo l’ora di scappare su quel tram con lui. Sì, mi piace, mi piace tantissimo. Mi piace il suo sorriso, i suoi occhi, mi piace quello che dice, la sua voce, mi piace la sua pelle, quel giacchetto blu che indossa. Che dire, mi piace. Non lo avevo capito prima di oggi. Poi mentre tornavo a casa mi è venuto da piangere, perché sapevo che domani non avremmo avuto lezione e quindi non lo avrei visto. Mi è mancata l’aria, ho iniziato a sudare. Avrei voluto trovare un suo messaggio sul telefono, ma non c’era. Perché io per lui non sono nulla, se non una compagna di corso. Niente di più. Mentre per me le cose sono cambiate… Come sia successo io non lo so. Te lo avrei voluto dire prima, ma non sapevo come. Di fatto non c’è niente di cui parlare, è tutto una fantasia. Ma quando l’altra notte ho sognato che mi prendeva fra le sue braccia e mi baciava… Lì ho capito che forse qualcosa c’era, anche se solo da parte mia.”

Suona il telefono. Valentina allunga il braccio e risponde tenendo la sigaretta stretta fra le labbra.

“Mamma sei tu… Ninte, non facevo niente, stavo solo buttando delle cose vecchie!”

Clicca con il mouse sulla pagina, incespica con la freccia e poi preme “delete”.

“Eccomi, sono tutta tua. Allora, come va?”

Nel frattempo apre il suo quaderno e scrive con la penna rossa in maiuscolo: SCRIVERE A MARCO.

 

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One Response

  1. stefy ha detto:

    Quando si è giovani e pieni di vita, il cuore batte al suo ritmo che non sempre puoi controllare. E’la vita che ci scorre intorno e che ci entra dentro con le emozioni che ci provoca. E’ normale ma può confondere e far soffrire…prendere tempo è una difesa…”il vento spegne i fuochi piccoli ma non spegne quelli grandi”…

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