WOMAN's JOURNAL

Frances contro le major / blog Watching a movie

di Valentina Zoccolo

“Frances Farmer will have her revenge on Seattle”, così cantava Kurt Cobain nell’album del 1993 In Utero.

Frances Farmer è stata un’attrice di Hollywood dalla vita, la carriera e la personalità travagliate e anticonformiste. La sua esistenza, oltre ad aver ispirato la canzone dei Nirvana, è finita in un bel film del 1982 diretto da Graeme Clifford e interpretato da una ispirata e bravissima Jessica Lange: Frances (qui il trailer).

Frances Farmer nacque a Seattle nel 1913, e già da ragazzina mostrò di avere molto carattere e un’intelligenza raffinata e pungente che le fecero vincere un premio letterario con un saggio su Dio e la religione, grazie al quale poté visitare l’Unione Sovietica nonostante la ferma opposizione della madre. Una volta rientrata in America, iniziò la sua carriera di attrice, dividendosi tra il teatro e le grandi produzioni hollywoodiane, che videro in lei una nuova stella da lanciare nel loro glorioso firmamento.

Nonostante la sua indubbia bravura, però, la Farmer si conquistò ben presto la fama di attrice scomoda per via della sua forte personalità e per la determinazione a non farsi stritolare dai meccanismi di un sistema che le avrebbe dato fama e successo a patto di diventare una specie di burattino nelle mani di registi e produttori, che avrebbero preso al suo posto ogni tipo di decisione per adeguarla a quello stile di vita che la mecca del cinema voleva dalle sue stelle.

Troppo per una donna assolutamente libera da ogni vincolo e ben decisa a mantenere intatta la propria dignità. La Farmer pagò a caro prezzo la sua indipendenza, la sua vita sregolata – ebbe la sua dose di problemi con droghe e alcol – e il buon uso che faceva della sua intelligenza, che la rendeva una donna colta e pensante, e per questo pericolosa.

Venne tacciata di essere filocomunista, ebbe più volte problemi con la giustizia e finì per cinque anni in manicomio, dal quale uscì stremata per gli elettroshock e una mai confermata lobotomia.

Il film ha il merito di mantenere intatta la memoria di una grande donna che ha scelto di rimanere se stessa senza scendere a compromessi, nonostante le gravi conseguenze che dovette affrontare. Oggi come allora, parliamo della seconda metà degli anni ’30, la donna che pensa, sceglie la sua strada e la percorre a testa alta rischia di essere additata e screditata, sminuita e cancellata, per poi essere dimenticata e prontamente rimpiazzata da chi invece accetta di rimanere nel giusto binario, senza creare problemi.

Forse non era vendetta quella che cercava, ma di sicuro almeno una rivincita l’ha avuta sulla sua città, e non solo, che l’ha prima amata e poi allontanata. Perché cinema e musica oggi la celebrano come esempio di donna emancipata e coraggiosa, che non si è piegata e non si è spezzata.

 

Annunci

Archiviato in:commenti, cultura & scienza, WATCHING A MOVIE, , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

RSS Unifem news

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.

RSS Women watch delle Nazioni Unite

  • UN gender equality news feed ottobre 13, 2011
    The Womenwatch RSS feed has moved to UN gender equality news feed. Please update your news reader and bookmarks.

tweets

Scrivici

Segnalaci la tua lettura preferita a tema donne, relazioni e genere redazionewj@gmail.com

Visite

  • 29,803 volte

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere le notifiche dei nuovi articoli

Segui assieme ad altri 14 follower

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: