WOMAN's JOURNAL

“Quelle grida di notte che non dimentico”

Il racconto del sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura arriva come un pugno. Più di tanti dati (utilissimi e necessari) riesce a descrivere una realtà che è ancora molto diffusa in particolare nell’Africa subsahariana, le mutilazioni genitali femminili. Questo il suo racconto, nel corso della presentazione del rapporto mondiale sulla popolazione di Unfpa insieme ad Aidos.

“Ho vissuto in diciannove zone di conflitto e 21 paesi durante la mia esperienza alle Nazioni Unite. Per due anni ho vissuto in un paese africano, non dirò il nome per rispetto a quel paese. Siamo a metà degli anni Settanta ma non è cambiato molto. Lì fa molto caldo e si dorme fuori la sera. Anche io dormivo su un terrazzino nel mezzo della città. C’era una straordinaria atmosfera, il cielo stellato ma tutte le notti la città pullulava di orribili urla, si sentivano di continuo. Erano le urla delle donne a cui veniva chiesto di rispondere a un dovere coniugale. Erano urla di dolore di donne che avevano subito mutilazioni genitali”.

De Mistura ha chiesto ad Aidos di supportare il governo italiano nella sua campagna per affermare il principio che i soldi della cooperazione internazionale devono essere dati se i paesi che li ricevono rispettano i diritti delle donne. Aidos, impegnata dagli anni Ottanta sul tema delle mutilazioni genitali ha chiesto, come contropartita, che il governo italiano versi, anche una cifra simbolica al fondo creato da Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione), Gran Bretagna, Gates Foundation a sostegno della pianificazione familiare, ovvero controllo delle nascite e contraccezione.

De Mistura ha raccontato anche l’azione del governo italiano a difesa dei diritti delle donne afghane. Infatti per la prima volta è stato posta dall’Italia la “condizionalità” del rispetto dei diritti delle donne per avere gli aiuti alla ripresa del paese dopo il 2014.

“A Tokyo ci fu chiesto di contribuire con 14 miliardi di dollari al processo di transizione per il governo afgano. Ci siamo impegnati insieme ad altri stati ad uscire dal paese ma per il contributo economico (che per noi rappresenta un grande sacrificio) almeno che siano ben usati. Ci sono tanti criteri, ma quello che abbiamo scelto è il diritto delle donne e in particolare sul tema dei matrimoni precoci, ragazzine di 12-13 anni sposate a zii di 64 e se si ribellano vengono incarcerate per abbandono del tetto coniugale. Noi abbiamo insistito sulla condizionalità, il governo afgano si è ribellato in nome della cultura e della religione noi abbiamo risposto che abbiamo il diritto di decidere quali sono le nostre condizioni ed è il rispetto dei diritti delle donne. Quando siamo intervenuti sulla tortura facendo capire che non ci sarebbe più stato il contributo alla stipendio per la polizia locale sono bastate 48 ore per fargli accettare il nostro accordo”.

Annunci

Archiviato in:diritti, esteri, salute, , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

RSS Unifem news

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.

RSS Women watch delle Nazioni Unite

  • UN gender equality news feed ottobre 13, 2011
    The Womenwatch RSS feed has moved to UN gender equality news feed. Please update your news reader and bookmarks.

tweets

Scrivici

Segnalaci la tua lettura preferita a tema donne, relazioni e genere redazionewj@gmail.com

Visite

  • 30,346 volte

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere le notifiche dei nuovi articoli

Segui assieme ad altri 14 follower

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: