WOMAN's JOURNAL

“Non voglio cancellare il porno, ma creare un nuovo genere”, Erika Lust e il suo nuovo film

L’ha rifatto. Erika Lust ha vinto i Feminist Porn Awards che si sono svolti a Toronto (Canada) ad aprile, con il suo nuovo film Cabaret Desire, un’ora e mezza di sesso esplicito, ma anche erotismo, romanticismo, fantasie. Erika è la prima regista di film porno per donne. Il suo vero nome è Ellinor Allqvist, ha 35 anni e vive a Barcellona ma è svedese. Ha una casa di produzione, ma è anche scrittrice e sul suo sito, Erikalust.com vende gadget erotici. Woman’s Journal l’ha intervistata sul suo nuovo film e sul suo lavoro, apprezzato in Europa e negli Stati Uniti ma anche in Italia.

Cabaret desire, il tuo nuovo film, è più erotico che porno, i personaggi e la trama hanno una grossa importanza e la telecamera è meno “curiosa”. Era la tua intenzione e perché?

Considero i miei film più erotici che porno, il mio cinema non è solo sesso ma parla anche di sentimenti, emozioni, passione. Ed è proprio questo che lo differenzia dal porno tradizionale. Mi piace raccontare storie, il “prima” e il “dopo” dell’atto sessuale che di solito non viene rappresentato. Ovviamente tutto ciò senza smettere di mostrare il sesso esplicito.
I miei lavori sono indirizzati prettamente ad un pubblico intelligente, che ha un’intelligenza emozionale, culturale e sessuale. È un pubblico trendy, che vive l’erotismo in maniera diversa, vuole immedesimarsi nella storia, apprezza la fotografia, la buona musica, i costumi dei miei film.

Perché l’immaginazione è importante in come le donne vivono l’erotismo?

Siamo, anche se non mi piace generalizzare, meno semplici degli uomini: a un uomo gli metti davanti una donna nuda e si eccita, noi donne siamo più cerebrali, abbiamo bisogno di essere stimolate non solo visivamente, ma anche mentalmente. Per questo diamo tanta importanza ai sogni e all’immaginazione, oltre a cercare storie nelle quali ci possiamo immedesimare.

Cosa pensano gli uomini dei tuoi film? Li preferiscono al porno tradizionale?

Anche qui, non si può generalizzare. Ci sono uomini di tutti i tipi: raffinati, con buon gusto ai quali piace il mio lavoro, e ci sono i fedeli al porno tradizionale, per niente interessati alle emozioni e ai sentimenti. Non voglio che si scelga il mio lavoro a scapito del porno tradizionale. Ciò che sto facendo è un genere in più, voglio offrire un’alternativa per tutti coloro che sono stanchi del porno così com’è stato inteso finora e vogliono vedere qualcosa di diverso.

E’ come nella musica: non è che un cantautore regionale voglia concorrere con Madonna. Insomma, non si tratta di una competizione ma di due generi distinti.

Hai mai pensato a fare un film per tutti e quali sono i tuoi modelli cinematografici?

Sto lavorando a un progetto che si avvicina piú al cinema convenzionale che al cinema porno. Non ci sarà sesso esplicito, ma molto erotismo suggestivo. Non farò mai un film “ordinario”, i miei lavori sono caratterizzati dalla sensualità e dall’erotismo.

Per quanto riguarda i modelli cinematografici, Sofia Coppola, Susan Bier o Kimberly Pierce hanno un grande ascendente su di me.

Da dove prendi l’ispirazione?

Per le mie storie prendo spunto da ciò che mi raccontano le amiche, cose che succedono a me, oppure dal cinema o dalla letteratura. Poi, mi ispiro a ciò che non voglio fare, alla pornografia tradizionale. Non voglio personaggi femminili stereotipati, come infermiere sexy, ninfomani,prostitute, casalinghe disperate. Allo stesso modo, non voglio uomini palestrati (e diciamo la verità, non sempre belli), superdotati, oppure “belli e impossibili”.

Sei seguita in Italia?

Si, i miei film sono molto apprezzati da voi. Ho un gruppo di fedeli e non sono solo donne. Ne ho avuto prova in varie occasioni, durante le mie due partecipazioni al Circuito Off di Venezia e a un evento organizzato dalla libreria erotica Zouzou di Roma. Tutti hanno avuto molto successo, il pubblico italiano mi ha fatto sentire davvero ben accolta. Suppongo che questo ha a che vedere con il fatto che l’Italia è un paese di grande cultura, con grande sensibilità per l’arte.

Credits – Foto 2 di Mireya de Segarra

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