WOMAN's JOURNAL

Erdogan contro l’aborto, ma le donne turche non mollano

Il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato la settimana scorsa che il suo partito, l’Akp, sta preparando un disegno di legge contro il diritto di aborto, sancito nel 1983. L’annuncio, arrivato pochi giorni dopo una sua invettiva contro l’interruzione di gravidanza, ha provocato una manifestazione di protesta domenica scorsa a Istanbul a cui hanno partecipato migliaia di donne. L’agenzia Reuters racconta:

Women of all ages held aloft banners with slogans including “My body, my choice” and “I am a woman not a mother, don’t touch my body” as they marched to the city’s Kadikoy Square.

Secondo Erdogan l’aborto equivale a un omicidio e, come spiega Daniela Piazzalunga su EaST Journal,

sebbene gli aborti in Turchia siano solo 14 ogni mille donne in gravidanza, a fronte di una media europea di 27 ogni mille donne (dati ONU), Erdogan parla di un “piano segreto” per limitare la crescita demografica del paese, che andrebbe di pari passo con quella economica. Il governo punta a toccare gli 80 milioni di abitanti dagli attuali 75, motivo per cui sprona le famiglie ad avere almeno tre figli.

La legge attuale permette di interrompere la gravidanza entro 10 settimane dal concepimento e anche più tardi se ci sono ragioni mediche. La modifica proposta dall’Akp ridurrebbe a 4 le settimane in cui si può ricorrere all’aborto, ed è stata avanzata la proposta di proibirlo anche in caso di stupro. Erdogan, inoltre, punta il dito contro il parto cesareo, affermando che riduce la possibilità della donna di avere figli, dunque ostacola l’aumento della popolazione.

Tuttavia le donne turche non sembrano disposte a rinunciare a un diritto ormai acquisito: come racconta Sebnem Arsu sul New York Times,

his remarks, which rekindled concerns about the intentions of the Islamic-rooted government, prompted reactions from various rights groups, including the Female Party Initiative […].

Benal Yazgan, the head of the group, said that “it is strictly for the woman to decide how she would give birth, or whether she would give birth at all or not — not the prime minister.”

Guarda il video della protesta su The Guardian.

Foto: Stock.Xchng

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Archiviato in:diritti, esteri, Politica, , , ,

One Response

  1. nina ha detto:

    E’ spaventoso come ancora possano solo pensarsi certe cosa. Una atrocità politica per cui ci si deve mobilitare!

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