WOMAN's JOURNAL

Per la signorina Punk l’omosessualità è un gioco da ragazze

di Gaia Nina Marano

Classe 1986, capelli corti e neri: questa è Punk (come si fa chiamare dagli amici). Non sono riuscita ad incontrarla prima che partisse e dunque abbiamo deciso di avere una conversazione “telematica”. Generalmente le e-mail non sono il miglior mezzo di comunicazione per fare un’intervista, tuttavia, con lei è stato tutto incredibilmente facile e spontaneo. Non ho avuto bisogno di chiedere ulteriori ragguagli, visto che ogni sua risposta era già sufficientemente piena di significato.

Punk mi ha colpito non solo perché con la sua caparbia e tenacia è riuscita a superare brillantemente l’aeronautica militare ed a conseguire una laurea in infermieristica, ma anche perché vive la sua omosessualità con una naturalezza e semplicità tali da essere di ispirazione per chiunque.

Chissà se anche quando si entra nel personale riesce a mantenere il controllo. Meglio iniziare dalle domande classiche.

Di dove sei? Sono pugliese, ho vissuto per 4 anni a Roma ed ora sono stabile a Milano. Vivo da sola, non ho voluto condividere casa o stanze con qualcuno qui per essere libera e indipendente e poi… Vivere a Roma in un collegio durante il periodo universitario mi è bastato.

Lavoro? Lavoro in una nota azienda ospedaliera milanese, sono un’infermiera.

Ora vorrei sapere qualcosa di un po’ più privato… Festa di sconosciuti: una milanese doc e una pugliese doc, con chi attacchi bottone? E con chi finisci a letto? Sicuramente con una milanese! Mi piace parlare con gente che non è della mia regione perché mi piace confrontarmi, e a letto? Finirei con la milanese, perché no.

Sei fidanzata? Sì da cinque anni, pochino vero?

Domenica di relax, cosa fai? Vediamo, direi le seguenti: girovagare per casa in pigiama, shopping, aperitivo, telefonate interminabili, cinema, palestra, ceretta e, per ultimo, sperimentare nuove ricette.

Cosa ti manca di casa? Il mare della puglia e il sole!

Sei più per “i genitori purtroppo non si scelgono ti capitano” o “meno male che mi siete capitati voi”? No, sono più per la prima! I genitori ci capitano, magari si potesse scegliere! Nel mio caso sarebbe tutto più semplice… Il primo passo, il passo più difficile, quando si è omosessuali, è accettarsi e poi farlo capire agli altri! Soprattutto alle persone che ti vogliono bene, quelle che hanno delle aspettative verso di noi e per la nostra vita…

Devi costruirti la ragazza perfetta, come la vuoi? Non ho uno stereotipo fisico, l’importante è che sia una ragazza responsabile e che sia brillante!

Per capire se sei lesbica o etero, andare a letto con un uomo può aiutare? Assolutamente no! L’unica cosa che serve è guardarsi dentro. Basta solo ascoltare il proprio cuore. Io ne sono l’esempio: non sono dovuta andare a letto con un uomo per capire di essere lesbica, l’avevo già capito da tanto e non lo accettavo. Lo rinnegavo. Poi, un giorno, senza sapere come, mi sono innamorata di una ragazza splendida che mi ha insegnato a non avere paura delle mie emozioni.

La cosa che in assoluto ti piace di più di te, fisicamente e caratterialmente? Fisicamente non c’è una parte di me che in assoluto mi piace… Non saprei dirti… Caratterialmente mi piace la mia grinta, la capacità di non arrendermi mai, neanche davanti alle sfide più grandi!

Mai trovata in brutte situazioni? Certo mi è capitato spesso! Una volta, per esempio, un uomo molto benestante ha offerto a me e alla mia fidanzata del denaro per andare a letto con lui! A cercare di metterti in difficoltà sono per lo più i ragazzi, quelli con gli ormoni a mille, a cui basta vedere un abbraccio o un bacio per provocare commenti volgari e battute.

Come hai reagito? Come ho reagito? Con la rabbia, ma credimi, non si arrendono! L’unica cosa che puoi fare è andare via molto velocemente. Agli sguardi, invece, non faccio neanche più caso.

La cosa più difficile da fare quando capisci di essere omosessuale? La cosa più difficile, sicuramente, è accettarsi. Purtroppo per la nostra società essere gay è ancora uno stereotipo e non una scelta.

Ti sei mai sentita sola? Sì, per tanti anni mi sono sentita sola. Soprattutto quando ho scoperto di essere lesbica. Non mi accettavo e non avevo nessuno accanto a me che mi capisse o sapesse come aiutarmi. Per alcuni anni sono stata molto depressa, al punto di vedere la morte come unica via d’uscita. Oggi non mi stupisce sapere che ci sono giovani che si suicidano perché sono gay. Ciò che mi scandalizza, invece, è che ci siano ancora in giro dei genitori incapaci di vedere la sofferenza del proprio figlio! Io sono stata fortunata, una cara amica mi è stata accanto e mi ha fatto capire quanto ancora avevo da vivere. Anche la fede in Dio mi ha aiutato molto.

Ti senti a tuo agio a parlare di queste cose? Non mi piace molto parlare di me e degli aspetti più intimi della mia vita però mi hai spiegato il motivo per cui mi hai chiesto di farlo e lo apprezzo molto!

Ok, ora qualche informazione base: ti piace una ragazza, cosa fai? Ti butti o aspetti che lei si avvicina? Io sembro tanto dura, faccio tanto la tirata, però poi appena vedo una ragazza che mi piace mi blocco. Quindi, essenzialmente, aspetto che si avvicini lei!

Sesso al primo appuntamento? Non sono per niente per il sesso al primo appuntamento, anche perché se una ragazza non mi prende di testa non riesco a farci l’amore.

Quando ti piace una, come fai per capire se anche a lei piacciono le ragazze? Mai capitato di sbagliare? Beh, per capire in genere guardo come è vestita, come parla, come si muove. Poi chiedo se è fidanzata e che tipo di locali frequenta… In genere con questi indizi riesci a restringere il campo! Se poi proprio non riesci a capire, facebook aiuta sempre!

Cosa ti eccita di più del corpo femminile? Quello che mi piace in genere sono gli occhi di una ragazza. Quello che mi eccita, invece, il sedere ( anche se la maggior parte delle ragazze lesbiche ti avrebbe detto il seno). La cosa più bella però, rimane sempre lo sguardo di una donna quando sai di piacerle.

Sex toys o solo voi due? No, assolutamente solo noi due!

La maggior parte di noi ragazze ha provato o vorrebbe provare ad avere una esperienza lesbo, pensi sia giusto trattenere così le proprie fantasie? Io credo che se capita l’occasione sia giusto lasciarsi andare. Se una ragazza ne sente il desiderio, perché non dovrebbe assecondare le proprie fantasie?

Per la tua famiglia chi sei? Per la mia famiglia sono una ragazza di 25 anni, che lavora e aspetta il principe azzurro che la porti all’altare.

Ti sei mai sentita in trappola? No! Nella mia vita sono sempre riuscita a fare quello che volevo e ad ottenere, anche se un passo alla volta, le mie soddisfazioni.

Una persona importante per te? Mia sorella. Anche se non vuole arrendersi all’idea che io sia lesbica lei mi capisce e, silenziosamente, mi resta accanto. Questo penso sia realmente l’amore fraterno.

Tu tra 10 anni: felicemente single o felicemente fidanzata? Mai sposata o perché no? In Italia o all’estero? Mamma perfetta o zia perfetta? Felice ora e per sempre o domani sarò più felice di oggi? Non riesco proprio a vedermi fra 10 anni, è molto lontano nel tempo. Tuttavia, anche se non so cosa succederà, io sogno di avere una famiglia tutta mia, un giorno! Di essere sposata alla donna che amo, con dei bambini e di vivere in Italia. Allora potrò dire di essere più felice di oggi. Perché ciò che più rende gli omosessuali infelici è proprio l’idea di non poter avere una famiglia e dei bambini.

 

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Archiviato in:interviste

5 Responses

  1. angela ha detto:

    Cosa mi piace di questa intervista? Che è stata condotta come se Punk non fosse lesbica. Le domande, fra il serio e il faceto, sono poste con naturalezza e le risposte sono profonde e semplici allo stesso tempo, oneste insomma. Cara Punk, sei giovane ma molto matura, sei in gamba!

    • gaianina ha detto:

      Credo davvvero che ognuno di noi nasca libero e poi si costringa in maledette definizioni: etero, gay, lesbica, bisessuale… Nella realtà noi siamo nati tutti uguali, è solo la definizione che ci cambia. Io mi sento molto simile a Punk, e sono convinta che tantissime altre ragazze e ragazzi lo siano. Mi dicono che sono etero, è vero, sto con un ragazzo, mi piacciono i ragazzi, ma non l’ho scelto io! E’ stata la vita a farmi prendere queste scelte, è stato innato. Quindi, per tornare al complimento, pormi con naturalezza con Punk è davvero la cosa più normale che ci sia! Grazie!

  2. stefy ha detto:

    La libertà di essere se stessi è una grande conquista che passa sempre attraverso qualche forma di sofferenza. La libertà di vivere la propria sessualità secondo le proprie naturali inclinazioni è ancora oggi una delle conquiste più sofferte. La sfera sessuale dell’individuo resta un tema difficile da discutere anche in società emancipate…Ma i tempi sono cambiati e cambiano insieme a noi, ogni generazione affronta in modo nuovo problemi antichi quanto l’uomo. E Punk è l’esempio di come questa nuova generazione viva con consapevolezza positiva e costruttiva la scelta coraggiosa di essere se stessi fino in fondo.

    • gaianina ha detto:

      Quando giro per le strade della mia città , sento che qualcosa è cambiato, io ci credo fortemente in questo! Noi giovani siamo diversi da quello che si pensa molto spesso. Io vedo coppie in cui regna la parità dei sessi, vedo omosessuali perfettamente in sintonia con il resto delle persone che frequentano, vedo uno scambio vero… Sì, quando io sono immersa nella vera realtà, vedo scambio e condivisione. Poi, ovviamente, non è sempre così! Ci sono ancora enormi sacche di ignoranza purtroppo. Ma confido nel tempo e nei tempi che cambiano! 😉

  3. paola ha detto:

    Ognuno nella vita deve essere libero senza ovviamente impedire agli altri di esserlo. Sembra molto semplice, ma in realtà è una delle cose più difficili da attuare. La morale “puritana” che vorrebbe ingabbiare le nostre naturali aspirazioni nasce da una ossessione: che qualcuno da qualche parte possa essere felice nella sua diversità.

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