WOMAN's JOURNAL

Fai la differenza

di Gaia Nina Marano

“Permanent Error “, è il titolo scelto dal fotografo Pieter Hugo per la sua nuova esposizione (al Museo MAXXI di Roma fino al 29 Aprile 2012).

Il senso non è difficile da cogliere per chi abbia la fortuna di vedere il lavoro di questo splendido artista sudafricano che, con le sue 27 opere, riesce a farci riflettere sul presunto “progresso” occidentale.

Pieter Hugo ha seguito per un anno la vita degli abitanti del suburbio Agbogbloshie, in Ghana, noto per ospitare un enorme sito di raccolta per i rifiuti elettronici e digitali.

I Paesi Occidentali producono, all’incirca, 50 tonnellate di rifiuti digitali all’anno (secondo risorse dell’UN Enviroment Programme). Solo il 25% di questi viene effettivamente riciclato, mentre il resto è trasportato su enormi containers ed abbandonato nei Paesi in via di sviluppo, come il Ghana.

Il materiale accumulato nella discarica viene altamente sfruttato dalla popolazione locale, che lo brucia per recuperare rame ed altri materiali. Tuttavia, questa attività comporta enormi problemi sia per la salute delle persone, che per l’ambiente circostante.

Recenti studi del terreno di Agbogbloshie hanno dimostrato, infatti, come il suolo sia inquinato per le altissime concentrazioni di metallo, zinco, mercurio e PVC.

Le fotografie di Pieter Hugo, forti e dirette, non lasciano spazio all’immaginazione: la realtà è l’errore, noi possiamo solo cooperare affinché non sia permanente.



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Archiviato in:UNA STANZA TUTTA PER SÉ

8 Responses

  1. valentina ha detto:

    Grazie per la segnalazione. Questa e’ veramente arte che fa pensare. A questo link fanno vedere una preview della mostra: http://www.fondazionemaxxi.it/2011/12/01/pieter-hugo-permanent-error/?lang=en

  2. alice ha detto:

    Ho visto la mostra fotografica di Pieter Hugo e sono rimasta sconvolta. Quando l’opera di una artista diventa denuncia…arriva dritta al cuore e alla testa…Sono uscita con un senso di vertigine, colpa …cosa facciamo per rendere veramente sostenibile il progresso che rincorriamo e come possiamo restare indifferenti davanti a questa parte di mondo trattata come unagigantesca discarica, un inferno di cui vigliaccamente rimuoviamo la consapevolezza?

    • gaia ha detto:

      Storiella vera e grottesca: Ieri un amico ha lasciato cadere una cartaccia a terra. Pensavo non l’avesse vista e io l’ho raccolta. Lui allora mi ha detto “Ma no, se avessi voluto farlo l’avrei raccolta io!” .
      Ed io allora ho risposto “Ah, quindi la raccogli tu ora?” E lui: “No, la voglio lasciare a terra come segno di protesta per questo mondo che fa schifo”.
      Cosa ne pensate di questo scambio?

  3. stefy ha detto:

    Possiamo, simpaticamente, definire questo “contestatore” un “imbecille”? Quella degli imbecilli è una categoria trasversale che può annidarsi ovunque, parenti, amici, amici degli amici… Tuttavia ecco alcune caratteristiche che ne consentono una più facile identificazione:

    – L’Imbecille, per sua natura, infastidisce e danneggia il prossimo.
    – L’Imbecille non ci ricava niente, anzi ci rimette.
    – Il cattivo a volte si riposa, l’Imbecille mai.
    – L’Imbecille non ha niente da dire e lo ribadisce continuamente.
    – L’Imbecille trasforma l’utile in inutile attraverso il dannoso.
    – Contro gli Imbecilli, anche Dio combatte invano.
    – L’Imbecille non ti abbandona mai soprattutto quando non ne hai bisogno.
    – L’Imbecille è ciò che più si avvicina al concetto di infinito.
    – Più si è Imbecilli e più si sente forte il desiderio di farlo sapere.

    • gaianina ha detto:

      Credo che questo argomento sugli “imbecilli” interessi a parecchi di noi! Potremmo dare il via ad una animata discussione!!!

  4. natalia ha detto:

    Interessanti queste riflessioni sugli imbecilli. Mi rendo conto dalla descrizione delle caratteristiche di conoscerne e poterne individuare veramente tanti.
    Ma per non scendere nel personale mi viene subito da individuare una categoria genericamente, è ovvio, attribuibile alla casistica dell’imbecille. Infatti se tre indizi possono essere una prova, considerando che :
    l’imbecille non ha niente da dire e lo ribadisce continuamente, trasforma l’utile in inutile attraverso il dannoso e più lo è (imbecille) e più sente forte il desiderio di farlo sapere
    è provato che parliamo dei nostri politici. Se servisse la prova del nove, come usa per le moltiplicazioni, eccola:Rutelli/Lusi/Margherita Bossi/Belsito/Lega. Devo continuare? Un bacio a tutti

    • gaianina ha detto:

      Direi che di indizi e prove, con riguardo ai nostri “cari” politici, ne abbiamo raccolte già a sufficienza…. Mi verrebbe da sostenere che, oramai, simao purtroppo, sussumibili nell’ambito delle “presunzioni giuridiche”. La presunzione, infatti, si formula unicamente alla luce di dati “personalizzati o tipizzanti”, in base ai quali, utilizzando criteri di normalità e probabilità, si può presumere un certo risultato.
      Che amarezza pensare che oggi, collegando tutti i dati (indizi) a nostra disposizione, la presunzione “politico”/”mascalzone”, sia il risultato di una associazione immediata e che non offre prove contrarie!!!!

  5. cristina ha detto:

    Brava, Gaia!!! D’accordo al 100%!!!

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