WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa

Elezioni in Kuwait, spariscono le donne (Avvenire, 4 febbraio 2012) – L’opposizione islamista stravince le elezioni per il rinnovo del Parlamento che si sono svolte il 2 febbraio in Kuwait, conquistando 34 seggi su 50, risultato ancora più roseo delle previsioni. Annullata invece la presenza femminile: nessuna delle 23 candidate in lizza è stata eletta. Tra queste anche le quattro deputate uscenti, le prime donne a varcare la soglia dell’Assemblea Nazionale nel 2009 da quando il Kuwait, primo paese tra le monarchie petrolifere del Golfo, ha esteso il diritto di voto alle donne nel 2005.

Verso le elezioni Usa: le mogli di Paul e Romney (Libero, 4 febbraio 2012) – Nella campagna per le presidenziali il ruolo di (asporante) first lady è roba seria, e c’è modo e modo di interpretarlo. Le storie di Carol Paul e Ann Romney raccontate dal corrispondente di Libero da New York.

Niente carcere per il pugile impazzito (la Repubblica, 7 febbraio 2012) – La mattina del 6 agosto 2010 Olef Fedchenko, un ex pugile ucraino allora 25enne, esce da un condominio di viale Abruzzi a Milano e si accaniscea calcie pugni contro la prima persona che incontra in strada: è Emlou Arvesu, una colf filippina di 40 anni che sta tornando a casa. La sbatte contro la vetrina di una banca, la prende per i capelli e la colpisce in faccia. Quando la donna cade a terra è già priva di sensi, ma l’ uomo continua a infierire a calci fino a ucciderla. Per quei pochi attimi di furia omicida, l’ ucraino non passerà nemmeno un giorno in carcere. Il giudice per l’ udienza preliminare Roberta Nunnari lo ha assolto dall’ accusa di omicidio aggravato perché ha ritenuto il giovane incapace, al momento del fatto, di intendere e di volere.

Donne nei board, tra il dire e il fare (Corriere della Sera, 9 febbraio 2012) – Delle 262 società italiane quotate a Piazza Affari, solo 27 hanno già il consiglio in linea con le quota rosa previste in fase di prima applicazione della legge (ovvero un quinto del totale dei consiglieri) e solo 6 sono quelle in linea con il requisito a regime, che prevede che un terzo dei componenti il consiglio sia del genere meno rappresentato e dunque donna. Dei 2.728 consiglieri, 2.546 sono uomini e 182 donne (il 6,7% del totale).

Il rimpasto di Formigoni premia due donne e un giudice (la Repubblica, 9 febbraio 2012) – Era stato propagandato per giorni come un rimpasto “rosa” con tante donne. Alla fine si risolto in un mini rimpasto “rosa” e “azzurro”. Un neoassessore, uno dimezzato, una nuova sottosegretaria e un nuovo delegato, che secondo lo statuto della Regione, però, ha solo i poteri di un consulente del presidente. Si occuperà di trasparenza. Dentro come previsto Valentina Aprea, che si occuperà di Scuola e Cultura, e Ombretta Colli che, come lei stessa ha dichiarato, si lancerà “senza paracadute ma con entusiasmo” nell’ambito della Moda, del design e delle pari opportunità.

Il corpo delle donne, e degli altri (Europa, 4 febbraio 2012) – “Viviamo in un paese dove più di un terzo dei detenuti sono in attesa di giudizio e dove le condizioni di carcerazione sono da tutti definite inumane. Vogliamo davvero che sia obbligatorio per tutti gli imputati di reati sessuali attendere il processo in carcere? Ma, si obietta, non si possono usare due pesi e due misure: se si va in prigione per una qualsiasi rissa fuori da una discoteca, o per qualche grammo di droga, perché dovrebbe beneficiare dei domiciliari chi è accusato di violenza sessuale? Giusto. Ma forse siamo abbastanza forti e mature per chiedere per tutti un uso più saggio del carcere preventivo. Trent’anni fa, quando ci siamo battute perché la violenza sessuale fosse considerato un reato contro la persona e non, come prevedeva la legge di allora, contro la morale, sostenevamo che non era l’entità della pena che ci interessava. Piuttosto l’affermazione di un principio, di un valore. Quello dell’inviolabilità del nostro corpo. E quindi della nostra psiche, della nostra anima.
Perciò, fatte salve le ragioni della sicurezza, soprattutto da noi dovrebbe venire un grande rispetto per il corpo degli altri. Compresi gli imputati”. Il commento di Franca Fossati su Europa.

 

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