WOMAN's JOURNAL

Il “branco” non va in carcere

di Gaia Nina Marano

Nei procedimenti per violenza sessuale di gruppo, il giudice non è più obbligato a disporre o a mantenere la custodia cautelare in carcere dell’indagato, ma potrà scegliere di applicare misura cautelari alternative.

Questo è quanto recentemente stabilito dalla Cassazione che, dopo aver annullato un’ordinanza del Tribunale del riesame di Roma -che confermava il carcere per due giovani accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza-, ha rinviato allo stesso giudice affinché procedesse ad una nuova valutazione.

L’interpretazione della Suprema Corte è, tuttavia, la conseguenza della sentenza n. 265 emessa dalla Corte Costituzionale nel 2010 ad oggetto l’art. 275 del codice di procedura penale.

Nel 2009, infatti, con il decreto legge n. 11 veniva modificato l’art. 275 del c.p.p., stabilendo che la custodia cautelare in carcere era obbligatoria nel caso in cui vi fossero gravi indizi di colpevolezza sulla commissione di reati sessuali (come già, del resto, era previsto anche per altri gravi reati, compresi quelli di mafia). Ciò si era ritenuto necessario perché, invece, nei casi normali la custodia cautelare in carcere era ammissibile solo se il Giudice fosse riuscito a dimostrare che le altre misure meno afflittive (come, ad esempio, gli arresti domiciliari), non erano sufficienti a tutelare le esigenze cautelari.

Con la sentenza n. 265 del 2010 la Corte Costituzionale ha tuttavia dichiarato costituzionalmente illegittima la modifica predetta al c.p.p., sulla base del fatto che non può esservi comparazione tra i reati di mafia, che presuppongono l’inserimento di un soggetto in un contesto criminale organizzato, e i reati sessuali, che di solito vengono eseguiti individualmente o per ragioni non necessariamente ricondotte ad associazioni criminali.

Con la recente pronuncia, la Terza Sezione penale della Corte di Cassazione ha dunque stabilito che i principi interpretativi fissati dalla Consulta per i reati di violenza sessuale e atti sessuali su minorenni (questa, infatti, era la fattispecie cui si riferiva la sent. n. 265/2010) sono “in toto” applicabili anche alla “violenza sessuale di gruppo”, dal momento che quest’ultimo reato presenta caratteristiche essenziali non difformi da quelle che la Corte Costituzionale ha individuato per le altre specie di reati sessuali sottoposti al suo giudizio.

E’ chiaro che la Suprema Corte ha dovuto compiere un notevole sforzo interpretativo per ricostruire il quadro giurisprudenziale di riferimento, tuttavia, non vorremmo mai dover pensare che, nel caos di numeri, articoli di legge, sentenze e dottrina, la Terza Sezione Penale non abbia, anche solo per un attimo, ricordato la vita umiliata, la fiducia straziata e la speranza spezzata della ragazza che è stata violentata dal branco.

 

 

Annunci

Archiviato in:diritti, Politica, società,

14 Responses

  1. Arianna ha detto:

    Già consentire che un accusato di violenza sessuale nei confronti di una donna o di minori possa essere messo agli arresti domiciliari per me è inconcepibile. Pensare ad una violenza di gruppo mi fa apparire il reato ancora più crudele ed osceno. Penso alle vittime che possono anche incontrare i loro aguzzini, perchè si sa che gli arresti domiciliari spesso sono una burla.Penso per contro a quei bastardi che se ne possono stare a casa magari davanti alla tv:in fondo che sarà mai successo? Ancora più gradassi e forti per via del “branco”!!! Ma che messaggio diamo ad una società come la nostra che è ancora così aggressiva contro le donne, maschilista e violenta e distratta nei confronti dei minori?
    Minori, ossia bambini, adolescenti, usati e straziati come fossero bambole da buttare. Ma in fondo tutto tace su questi argomenti, tutti a pensare ad altro, importante sì ma non possiamo dimenticare che esiste anche il rischio di imbarbarimento dell’anima di questa società. Ma di cosa mi stupisco? Nessuno si vergogna, e men che meno lui, per un ex presidente del Consiglio che ci ha rappresentato nel mondo che usava anche ragazze minorenni…ricordiamo Ruby? Ma che sarà mai…e giù, strizzatina d’occhi e pacca sulla spalla.

  2. L. ha detto:

    mi pare che abusare di una ragazza in gruppo significhi ucciderla dentro…
    Mi verrebbe da augurare a queste persone che qualche componente della loro famiglia subisca questa infamia…e poi altro che lassismo…
    Ma nessuna donna merita questo.Percui meglio non dirlo.
    Ad ogni modo,che vergogna!

  3. stefania ha detto:

    Non sono in grado di dare una valutazione della questione in termini tecnici,ma come cittadina trovo incomprensibile che per un reato come questo siano possibili misure detentive alternative. Questo genere di violenza esercitata brutalmente contro un’altra persona, maggiorenne o minorenne, uomo o donna, da parte di singoli o, peggio ancora, di un gruppo produce effetti devastanti oltre in chi la subisce in tutta la sfera sociale. Questa decisione fa passare il messaggio che i reati per cui sono previste misure cautelari alternative, si assomigliano tutti in fatto di gravità. Quindi l’orribile atto di violenza sessuale, addirittura esercitata nell’oscena ferocia di gruppo, produce le conseguenze restrittive ( per i colpevoli) di un episodio di corruzione, ad esempio…Questo è terribilmente pericoloso!
    Condivido la conclusione dell’articolo di Gaia…gli emeriti Giudici non possono, nell’interpretazione della legge e della sua sfera di applicazione, trascurare il messaggio distorto che ne può derivare. Gli avvocati faranno il loro lavoro, tutelando e strappando per i loro clienti le condizione più vantaggiose, le vittime saranno doppiamente umiliate e l’applicazione della Legge ancora una volta non produrrà Giustizia.

  4. A.M. ha detto:

    Senti il vento che cambia…ma decisamente soffia nella direzione sbagliata. Credo che reati di questo tipo meriterebbero punizioni esemplari! Qui i giudici sembrano ragionare con l’algebra piuttosto che con la coscienza e l’intelligenza…ma perchè le associazioni delle donne non gridano allo scandalo?!

  5. irene ha detto:

    “Quello che più mi spaventa è il potere con impunità. Mi fa paura l’abuso di potere ed il potere di abusare. Nella nostra specie, i maschi alpha definiscono la realtà e forzano gli altri ad accettare quella realtà ed a seguire le regole. Le regole cambiano costantemente, ma sono sempre a loro beneficio…L’abuso scende dalla cima della scala…..donne e bambini sono in fondo alla scala…..Anche il più indigente degli uomini ha qualcuno di cui abusare, una donna o un bambino…”

    Isabelle Allende, Monterey, Marzo 2007

    • gaianina ha detto:

      A proposito di citazioni, c’è un film molto interessante che consiglio: “La Papessa” di Sonke Wortmann, merita davvero di essere visto. Un po’ lungo forse, ma sicuramente infonde molta sicurezza e speranza nella possibilità di un reale cambiamento.
      Narra la storia della Papessa Giovanna, una figura leggendaria -forse- di Papa donna che avrebbe regnato tra l’853-835 A.D., riuscendo, attravrso abili travestimenti, a nascondere la sua vera natura … Il resto non ve lo racconto!

  6. Antonio ha detto:

    Un amico mi ha segnalato questa vostra rubrica e devo dire a ragione. Mi pare che gli argomenti trattati e i relativi articoli delucidativi siano frutto di un ottimo lavoro: quindi grazie e auguri per il futuro.
    Nel merito condivido i commenti e penso che troppo spesso i tecnicismi, in questo caso, legali distorcono la realta’ al punto che per un reato cosi’ odioso si trovino delle scappatoie che sono moralmente inaccettabili.
    Comunque: esiste e resiste nel nostro paese un problema culturale/morale e ancora troppo spesso i legislatori, come i politici in generale, sono totalmente lontani dalla vita reale.
    Occorre piu’ impegno da parte di tutti. Grazie per il vostro.

  7. Cristina ha detto:

    Non mi intendo di sentenze, legislatura, carceri (fortunatamente!) E trovo che troppo spesso le persone diano giudizi perentori senza neanche conoscere i fatti da tutti i punti di vista.
    Detto questo, mettendomi nei panni di una ragazza che subisce violenza, minorenne o maggiorenne, da parte di uno o di un gruppo, non posso non pensare che una condanna troppo flessibile del suo stupratore sia per lei una doppia violenza. Come a dire che la violenza subita non è poi così grave… Come si fa poi a non sentirsi sole di fronte al mondo?
    Ho sentito parlare chi è contro alle pene del carcere, che non servono a redimere i colpevoli. Può essere vero… Purtroppo, però, sento sempre più persone che dicono che bisogna pensare per sè e sempre meno che pensano di “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te” (sottolineo che non sono religiosa, ma penso sia un valore fondamentale) Quindi penso che il carcere, se non da redenzione, almeno serva da deterrente a chi non ha una morale per non commettere reati. Ad una società senza carcere non credo siamo ancora pronti…

    • gaianina ha detto:

      Non credo ci siano risposte giuste in assoluto a problemi e questioni come quella di cui stiamo discutando … I filosofi, i politici, la società è da secoli che si pongono le stesse domande che oggi, molto umilmente, stiamo ponendo anche noi. C’è chi professa il perdono, ma dove finirà quella forza stoica di porgere l’altra guancia quando ad essere vittima sarà la persona che amiamo? E, d’altro canto, come si fa a rimanere impassibili quando si ascoltano le storie dei carcerati e si vede in che condizioni vivono, come si fa a non pensare che sia tutto collegato e che il disagio abbia radici lontane? Sono in bilico tra i due pensieri e faccio molta fatica a decidere quale sia quello prevalente.
      Tuttavia, in questo mondo di incertezza, credo che le regole siano fondamentali e che il loro rispetto debba essere imposto, quale monito per tutti. Se si sbaglia, si deve pagare prima di tutto, poi si dovrà seguire un percorso di recupero. Ma la “punizione” se così possiamo chiamarla, è il fondamento della riflessione. Se non si prova sofferenza per il male cagionato ingiustamente agli altri, non potremo mai comprendere l’entità del male.
      Quindi, credo assolutamente e fermamente in un sistema detentivo formativo e di recupero, come cura costante, ma credo, alterttanto fermamente, che nell’immediato si debba far comprendere l’errore e mettere l’autore del reato nelle condizione di temere un suo successivo sbaglio.

  8. michela ha detto:

    ho poche certezze nella vita ma una sì… quasiasi reato se commesso in branco deve avere una pena piu’ grave che se commesso singolarmente e va egualmente punito, nel senso che c’è nel branco è l’istigatore e chi segue ma dal mio punto di vista la pena deve essere uguale. Serve a mio avviso per responsabilizzare le persone, Non c’è nulla di più grave per me del gruppo che commette un crimine esaltandosi e sentendosi forte… sia che si tratti di violenza sessuale vs donne uomini o bambini … o di aggressione ….

  9. c. ha detto:

    Cara Gaianina, anche questa volta ci hai proposto un tema che ci coinvolge e ci fa discutere. Penso che chi partecipa a questo confronto sulla tua rubrica abbia un sentire comune e ho apprezzato che ci sia almeno un commento maschile. Credo che tutti noi abbiamo la sensazione di un arretramento nella coscienza della nostra società, uno svilimento di temi tanto delicati trattati con una superficialità che mi sconvolge. Mi riconosco in tutti i commenti che sono stati inviati e quindi sottolineo la mia assoluta contrarietà e rabbia per questa decisione della Cassazione. Domanda:ci sono associazioni femminili che hanno contestato questa sentenza?

  10. Elena ha detto:

    Comincio un po’ da lontano, ma non tanto, ricordando l’appello che WJ invita a firmare contro lo svilimento dell’immagine femminile da parte dei media, la RAI in questo caso.Lo condivido e sottoscrivo e ritengo molto importante questa presa di posizione: quello inviato dalla RAI e’ un messaggio che arriva a milioni di persone…lavora in modo anche subliminale ed ha una forza che va oltre alle apparenze. Perche’ ricordo questo? Perche’ secondo me il modo in cui si sta trattando il problema millenario della violenza contro le donne nel nostro paese risente della stessa mentalita’ che ha prodotto quell’apparente innocuo servizio televisivo. L’approccio maschilista e’ lo stesso…e “maschilista” non e’ un aggettivo archiviato, anche se qualcuno fa ironia quando lo sente usare, possiamo usare dei sinonimi, ma siamo certamente d’accordo sul suo contenuto.

  11. Valentina ha detto:

    Grazie per aver scritto di un tema cosi’ importante, che ha anche stimolato un bel dibattito. Come un altro commentatore ha giustamente notato, sembra proprio che questa decisione segnali un cambiamento nella direzione sbagliata!

    • gaianina ha detto:

      Stavo rileggendo i commenti postati… Siamo tante (o meglio, tanti) ad aver commentato e abbiamo dato vita ad un dibattito estremamente interessante. Ognuno di noi ha evidenziato una prospettiva differente, pur avendo dei punti in comune. Sono contenta del risultato e spero che il dialogo possa proseguire in questo modo. Estremamente stimolante! Grazie.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

RSS Unifem news

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.

RSS Women watch delle Nazioni Unite

  • UN gender equality news feed ottobre 13, 2011
    The Womenwatch RSS feed has moved to UN gender equality news feed. Please update your news reader and bookmarks.

tweets

Scrivici

Segnalaci la tua lettura preferita a tema donne, relazioni e genere redazionewj@gmail.com

Visite

  • 29,540 volte

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere le notifiche dei nuovi articoli

Segui assieme ad altri 14 follower

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: