WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa

La tratta delle donne di Al-Qāʿida (La Stampa, 14 gennaio 2012) – Nelle mani di Al-Qāʿida ci sono attualmente cinque francesi, tre spagnoli, un olandese, uno svedese e la cooperante italiana Rossella Urru, rapita in Algeria il 23 ottobre. In Niger il sequestro è diventato un’industria con un suo tariffario. Al-Qāʿida compra gli ostaggi dai sequestratori: i più cari sono i francesi il popolo più odiato.

Le donne all’angolo (l’Unità, 18 gennaio 2012) – Secondo i dati Censis, annotati nel rapporto, il 53% delle donne che appaiono in tv non proferiscono parola, nel 43% dei casi sono associate ad argomenti che riguardano sesso, moda, bellezza, spettacolo, e solo nel 2% dei casi sono interpellate in merito al loro impegno sociale o professionale.

Le priorità (l’Unità, 17 gennaio 2012) – “Il Forum Lavoro del Pd ha voluto nei giorni scorsi puntualizzare i suoi orientamenti e lo ha fatto con il duplice obiettivo di creare nuova occupazione specie per i giovani e le donne (sono noti in proposito i nostri differenziali con le medie europee) e di rendere il mercato del lavoro italiano certo più dinamico e meno diseguale ma allo stesso tempo più sicuro. Obiettivi questi che si intrecciano tra loro e che vanno sicuramente perseguiti nell’ottica della flexicurity europea avendo ben presente però che nel nostro paese la flessibilità si è tradotta fin qui in una insopportabile precarizzazione dei rapporti di lavoro, in particolare per le giovani generazioni, e che quindi un riequilibrio è necessario innanzitutto sul versante della security“. L’opinione di Emilio Gabaglio.

Piemonte, donne in piazza contro Cota (Quotidiano Piemontese, 20 gennaio 2012) – Un volantinaggio e un presidio contro la delibera Cota sui consultori: l’appuntamento è stato fissato per sabato 21 dal collettivo “Donne di Torino per l’Autodeterminazione”, in piazza Castello dalle 15 alle 17.30. ”Cota impazza? Le donne rilanciano!”: secondo le organizzatrici gli interessi e i diritti delle donne “sono calpestati e travolti dalle leggi e dalle decisioni di spesa che la Giunta regionale sta portando avanti, ormai da oltre un anno e mezzo, con un pesante attacco alla libera scelta delle donne e con la negazione della loro consapevole maturità”.

Aborti in aumento (TMNews, 20 gennaio 2012) – E’ in aumento nel mondo il numero degli aborti condotti in condizioni rischiose, talvolta letali, per le donne. Lo rivelano gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenziando una drammatica inversione di tendenza, sottolinea la rivista The Lancet nel riportare le conclusioni dello studio. Resta stabile invece il dato sulle interruzioni di gravidanze, una percentuale pari a 28 l’anno ogni mille donne. Gli aborti praticati all’esterno di ospedali o strutture sanitarie o in assenza di personale medico salgono dal 44% nel 1995 al 49% nel 2008. Gli aborti in condizioni rischiose costituiscono una delle principali cause di mortalità materna “uno ogni sette-otto decessi materni”.

“E ora dove andiamo?” (Radio Vaticana, 20 gennaio 2012) – Tra commedia e tragedia, la libanese Nadine Labaki ha girato un film in cui protagoniste sono un gruppo di donne cristiane e musulmane, che in un villaggio tentano con ogni mezzo di salvare la pace nella loro comunità. “E ora dove andiamo?” – questo il film da oggi nelle sale italiane dopo il grande successo in Libano – con ironia e leggerezza denuncia la follia della guerra e dell’intolleranza religiosa.

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