WOMAN's JOURNAL

Amore malato: la responsabilità penale e civile per contagio da Aids

di Gaia Marano

Il nostro ordinamento per prevenire e reprimere i reati che possono derivare dal contagio o dal rischio di contagio da HIV, ha scelto  di utilizzare fattispecie già codificate, senza creare norme incriminatrici speciali.  Le figure delittuose più attinenti al tema in questione sono i delitti di lesioni gravissime, di omicidio e di tentato omicidio.

Data la differenza, nel caso in cui la vittima del contagio si trovi nella fase di latenza clinica che caratterizza lo stato di sieropositività, la fattispecie delittuosa ravvisabile sarà quella della lesione personale (non potendo essere ravvisata nel comportamento del colpevole una condotta idonea a cagionare la morte della vittima). Laddove invece,  la vittima del contagio abbia già sviluppato l’AIDS -dalla quale discende in modo sostanzialmente inevitabile la morte-, troverà riscontro il delitto di omicidio.

In quest’ultima ipotesi, dall’analisi dell’elemento psicologico del soggetto agente dipenderà il carattere doloso o colposo del delitto  commesso e, conseguentemente, la gravità della condanna reclusiva.

Generalmente,  nelle relazioni sessuali protratte nel tempo, connotate sia dall’assenza di precauzioni tese a ridurre il rischio, sia dalla mancata comunicazione al partner sessuale dello stato di sieropositività, in caso di morte di quest’ultimo, l’ipotesi delittuosa è caratterizzata dal dolo eventuale (l’agente ha accettato il  rischio di contagiare il partner, tuttavia non voleva cagionarne la morte). Nonostante questo sia l’orientamento giurisprudenziale prevalente, non sono mancate sentenze in cui la fattispecie delittuosa è stata individuata nell’omicidio colposo aggravato –determinando una sensibile riduzione della pena-, come diretta conseguenza di una diversa valutazione dell’elemento psicologico.

In altre parole, l’attività sessuale del soggetto sieropositivo o ammalato di AIDS, sebbene di per sé lecita quale manifestazione della personalità ed espressione della libertà di autodeterminazione, subisce delle limitazioni a tutela del diritto alla salute e alla vita del partner sano che sia esposto, consapevolmente o meno, al rischio di contagio. Infatti, in alcuni casi, è stato deciso che neppure il consenso del partner contagiato dal virus sia sufficiente ad escludere la responsabilità penale del soggetto portatore del contagio, poiché il diritto alla salute è ritenuto irrinunciabile. L’accertamento del consenso e della consapevolezza della persona contagiata, pertanto,  può influire sulla valutazione della gravità della condotta e sulla concessione di eventuali  circostanze attenuanti, ma non può escludere a priori l’esistenza di un reato.

Unitamente alla responsabilità penale, si può configurare anche una responsabilità civile: il soggetto leso o i suoi eredi possono, infatti, richiedere al responsabile del contagio il risarcimento di tutti i danni patrimoniali e non subiti in seguito al contagio.

E’ bene, in fine, concludere ricordando che, anche se l’eventualità di contagio per AIDS appare maggiormente legata ad una reiterazione dei rapporti sessuali non protetti e con soggetti a rischio, può essere anche legata ad un singolo rapporto occasionale!

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Archiviato in:diritti, salute, società,

One Response

  1. Arianna ha detto:

    La tutela giuridica della salute è fondamentale.Almeno viene riconosciuto il danno che si produce a chi ci sta vicino.Ma il problema sta nell’egoismo e nella leggerezza degli individui verso gli altri, addirittura verso il partner.La legge impone il rispetto e l’onestà…ma quanti lo capiscono? Almeno esiste la possibilità di veder riconosciuta la lesione di un diritto inviolabile; la Salute!

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