WOMAN's JOURNAL

Nasce Giulia, giornaliste unite per il cambiamento, leggi il manifesto

Nasce Giulia, una rete composta da giornaliste italiane che ha la mission di ripulire la stampa dal linguaggio sessista, violento e dagli stereotipi

Il manifesto:

Giornaliste unite per il cambiamento

GI.U.LI.A, la rete nazionale delle giornaliste unite libere autonome, nasce in unmomento di grave crisi del Paese e di attacco alla dignità della donna, ai dirittidel lavoro e dell’informazione.

GIULIA si impegna per la difesa della democrazia e della Costituzione, nata dallaResistenza, dalla quale discendono le nostre libertà e i nostri diritti fondamentalidi cittadine italiane. E per la difesa dell’Unità d’Italia, da Nord a Sud, e delvincolo di solidarietà che ci rende Paese.

GIULIA è contro i bavagli. Per questo è in prima fila nella battaglia per la libertà dell’informazione e del web.

GIULIA dice basta all’uso della donna come corpo, oggetto, merce e tangente; abuso cui corrisponde una speculare sottovalutazione delle sue capacità ecompetenze. Serve una svolta culturale. Una rigenerazione della politica. La discriminazione delle donne nel mondo del lavoro, l’emarginazione dalla vita pubblica, sono ostruzioni che vanno rimosse: uno spreco enorme di intelligenzeche indebolisce il Paese e lo spinge al declino. Vogliamo una società migliore checresce perché riesce a dare spazio e sostegno alle proprie figlie e ai propri figlimigliori, senza trascurare le persone in difficoltà. Perché una società più giustafa bene a tutte e tutti, donne e uomini. Fa bene all’Italia.

GIULIA vuole riportare al centro dell’informazione la vita reale; il sapere, la fatica, il coraggio, le competenze, i talenti e la creatività delle donne italiane e ditutta quella gran parte di società che oggi non ha rappresentanza sui media.

GIULIA crede che l’informazione, come l’acqua, sia un bene comune che appartiene a tutti i cittadini. Serve un lavoro di “disinquinamento”dell’informazione a tutto tondo: delle agenzie, della carta stampata masoprattutto televisiva, veicolo di stereotipi offensivi per l’umanità e l’intelligenzadelle donne, come per le speranze dei giovani e dei nuovi italiani.

GIULIA aderisce alla campagna “Riprendiamoci la Rai”. Il servizio pubblico non può più mancare al dovere di una informazione corretta, completa, rispettosa delle persone, che racconti il Paese e non solo i Palazzi, che dia voce a chi voce non ha e che non sia solo megafono dei potenti.

GIULIA vuole un cambiamento radicale nel giornalismo italiano: basta conl’informazione ad effetto, con l’uso della cronaca-spettacolo, con lamanipolazione delle notizie, le censure.

GIULIA auspica un cambiamento anche nella vita delle redazioni, piene digiornaliste ma ancora dominate da logiche e interessi maschili. E’ ora che i puntidi vista delle donne, attraverso le giornaliste e le loro sensibilità, sianoadeguatamente espressi.

GIULIA agisce per ottenere l’equa rappresentanza delle donne nelle istituzioni e l’equa rappresentanza delle giornaliste in tutti i nostri enti (sindacato, Ordine,Inpgi, Casagit, Fondo complementare) al fine di incidere nei contratti,nell’organizzazione del lavoro e nelle priorità di welfare. Vuole che alle donne siariconosciuto quello che spetta loro: dignità, diritti, lavoro, parità nelle retribuzionie nelle carriere. Soprattutto rispetto.

GIULIA vuole dare voce e protagonismo a tutte le giornaliste che si riconosconoin questi valori e nell’urgenza di queste battaglie. Freelance e precarie,sottopagate e private della dignità e della libertà indispensabile per assicurarequalità e indipendenza. Giornaliste “garantite” ma discriminate, ancor più semadri, con retribuzioni più basse e carriere bloccate, emarginate se nonrinunciano a esercitare un pensiero libero, critico, autonomo.

GIULIA sa quanto le giornaliste, contro ogni ostacolo, vogliano essere le piùtenaci narratrici dei fatti che accadono e quanto si impegnino nella vita pubblica.Ma non basta, bisogna avere forte voce in capitolo. Per questo, se necessario, GIULIA è pronta alla disubbidienza civile.

Giornaliste unite per il cambiamento. E’ questo il tempo.

Per approfondire: la notizia sul sito dell’FNSI

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