WOMAN's JOURNAL

La signora del té

Valentina gira la chiave e da un colpo alla porta … “Si incastra sempre”…

 

Lancia le scarpe, butta la sciarpa di lana per terra, si sfila le calze e mette la felpa.

Accende il pc sul tavolo, la lampada rossa, si infila i calzettoni di lana e mette l’acqua per il tè a riscaldare. I suoi movimenti sono automatici e sicuri. E’ sola nella penombra della sua stanzetta, si sente il ronzio del computer e le parole bisbigliate dal vicino di stanza che deve aver bevuto troppo, come al solito.

Valentina si guarda allo specchio … I capelli lunghi, le ginocchia che si toccano, le mani rosse per il freddo… Non c’è nessuna ora a dirle cosa deve o non deve fare, tocca a lei scegliere.

Il tè è pronto. Se ne versa una generosa tazza anche se non le va di berlo. Le piace l’idea di essere sola con il fumo dell’acqua che sale verso l’alto.

Una controllatina al profilo fb… In Italia sembra non esserci nessuna novità, tutto scorre tranquillo, ma perché lei tranquilla non è?

Si lascia scivolare nel letto sotto la montagna di coperte e chiude gli occhi…

Una volta si volevano bene lei e Luigi. Avevano fatto una sacco di cose insieme … Lui le voleva bene, almeno così credeva, e a suo modo aveva fatto dei sacrifici per starle vicino. E allora, che cosa aveva rovinato tutto? Perché lei era arrivata al punto di volerlo lasciare e perché non lo aveva fatto prima e perché ora pensava a lui e le veniva da piangere?

Valentina aveva conosciuto Luigi ad una festa. Avevano ballato e lui le aveva inviato un sms tenerissimo: “Vorrei essere steso al tuo fianco e guardarti dormire… Mi manchi, buonanotte”.

Lei, nel frattempo, si era definitivamente lasciata con il suo ex… Un ragazzo tormentato e pieno di problemi che la stava consumando lentamente.

Aveva visto in quel messaggio la via di uscita, la luce dopo le tenebre, la voglia di vivere una storia spensierata e da ventenne.

E così era stato per un po’ di tempo. Valentina e Luigi erano sempre in giro, in viaggio, a cena fuori, ad una mostra ad una cerimonia… Lui era così educato… e voleva una famiglia…Lei amava che lui fosse così diverso da tutti, da lei soprattutto. Voleva qualcuno di migliore al suo fianco, qualcuno che la sorreggesse nella vita, senza affondarla con i propri problemi personali.

Luigi non si drogava, non beveva e aveva uno stile di vita esemplare. Valentina ne era assolutamente rapita!

Poi, un giorno, lui le fece fare una gita in campagna. Andarono con la macchina di lui, più bella e più veloce della sua. Luigi accostò in una stradina sterrata, con degli ulivi : “Scendi, ti voglio far vedere una cosa…”

Valentina obbedì senza domandarsi altro.

“Lo vedi quel condominio in costruzione? Dicono che sarà terminato per il prossimo inverno. Sì, sarà già pronto a dicembre e apriranno anche un supermercato ed una farmacia al piano terra. ..”

Valentina non capiva, pensava a cosa avrebbe indossato quella sera visto che andavano ad una festa di compleanno… “Nero o marrone? Non riesco a scegliere se mettere i pantaloni o la gonna…” Pensava.

“I miei mi hanno regalato dei soldi ed io ne avevo altri da parte … Allora ho pensato di investirli e ho comprato questa casetta… possiamo entrarci dentro già dal natale prossimo, cosa ne dici amore?”

Valentina non ebbe nemmeno il tempo di riflettere su quello che era appena accaduto. Si trovò stratta tra le sue braccia. Disse che era la cosa che più desiderava al mondo.

Quella notte Valentina non riusciva a dormire. “Ma Cri, mi dici io come faccio adesso? E l’ha presa senza dirmi nulla, doveva essere una sorpresa… ma io cosa dico ai miei? E all’università come ci arrivo??? Io sto bene qui, nella mia camera in affitto, non voglio altro che vivere questi ultimi anni di università in questo modo….se vado laggiù non ci vedremo più… Già ci vediamo poco ora che c’è lui, io non so se riesco a farlo… Oddio Cri, la cosa mi è davvero sfuggita di mano, io ho bisogno di te, mi devi aiutare, io non voglio stare sola con lui….”

“Vale…. Ma lo ami?”

“Cri, io ho vent’anni… cosa faccio in campagna?????”

“Amore… ciao, a che ora mi passi a prendere?”

“Pensavo alle 8 e poi mi sono già fatto la valigia perché rimango a dormire da te così domani ci svegliamo e andiamo a pranzo con i miei! Tu preparati che non voglio fare tardi ok? Ah, non ti mettere per favore i soliti pantaloni neri … magari metti una gonna che è più femminile!”

“Che significa più femminile?”

“Sì dai,ti vesti come una bimba, è ora di mettere qualcosa di più elegante. Anzi, sai che ti dico? Che usciamo a prenderne una nuova gonna, ti aiuto io a sceglierla! Sto arrivando, preparati!”

Valentina spense i telefoni. Quella sera Luigi la passò a prendere ma lei fece dire dalle sue coinquiline che era uscita senza dire dove andava.

Quello che si sarebbe inventata lo avrebbe pensato un’altra volta, adesso voleva solo dormire e stare sola.

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Archiviato in:UNA STANZA TUTTA PER SÉ

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