WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa

Tre donne nel nuovo governo (Corriere della Sera, 17 novembre 2011) – Come ha detto Mario Monti nel presentarle ieri mattina, le tre neoministre sono “personalità femminili”. Non veline, né pasionarie. Semplicemente “personalità”, cioè professioniste di tutto rispetto, classe dirigente. Si potrebbe dire: donne di potere. Che hanno molto studiato e faticato, che hanno un curriculum eccellente nel loro settore e che la loro carriera l’hanno fortemente voluta e sudata. Sono anche mamme e nonne, e dunque non hanno rinunciato alla propria vita personale. Per chi sostiene le “quote”, un buon precedente. Ma anche per chi è contrario sono la dimostrazione che anche il mondo femminile è pieno di “personalità” e che dunque coinvolgerle è questione di volontà.

Il nuovo Guardasigilli (Il Messaggero, 17 novembre 2011) – La prima donna ministro della Giustizia nella storia della Repubblica italiana è uno dei più noti avvocati penalisti. Sessantatrè anni, napoletana, Paola Severino arriva al dicastero di Via Arenula con un curriculum di peso: prorettore vicario dell’Università Luiss Guido Carli, professore ordinario di diritto penale presso la stessa Università della Confindustria e, soprattutto, avvocato di clienti ‘illustrì. Ha difeso, tra gli altri, Romando Prodi nel processo sulla vendita della Cirio, il legale della Fininvest Giovanni Acampora nel processo Imi-Sir, Francesco Gaetano Caltagirone nell’inchiesta di Perugia su Enimont, Cesare Geronzi per il crac della Cirio, l’ex segretario generale del Quirinale Gaetano Gifuni nell’indagine sui fondi per la gestione della tenuta di Castelporziano.

Le donne restano donne (Il Fatto Quotidiano, 16 novembre 2011) – Non è ridicolo che nelle consultazioni si sia incontrata “una rappresentante delle donne”? Siccome fino a stamattina era circolato solo un nome femminile nel totoministri, e i mugugni stavano montando e già in molti condividevano un pensiero semplice ma chiaro, che cioè un governo post Berlusconi senza donne non è una vera rottura ma una sua prosecuzione mascherata, e le donne di Snoq (Se non ora quando?, quelle che avevano portato in piazza un milione di persone il 13 febbraio) protestavano e altre associazioni avanzavano la richiesta di un governo al 50 per cento femminile, allora si è deciso che era nel Monti style consultare anche le donne. Che non si capisce bene cosa significhi, ma tant’è. Come se non si sapesse di cosa hanno bisogno le donne.

L’Europa e le donne afghane (Libero, 17 novembre 2011) – Ogni anno l’Unione europea spende milioni per sponsorizzare progetti di sviluppo nei Paesi africani e asiatici. Fiumi di soldi che finiscono spesso in iniziative inutili e di dubbio valore. Tranne in questo caso, in cui Bruxelles ha finanziato ma non distribuito un film sulla terribile condizione delle donne afgane imprigionate per i cosiddetti “crimini morali”, come ad esempio l’adulterio o l’abban – dono del tetto coniugale. Non molto è cambiato infatti dai tempi dei talebani. Ma all’Ue, che si definisce difensore dei diritti umani in tutto il mondo, questo non importa molto. Per evitare ogni tipo di conseguenza col governo di Hamid Karzai, che continua da anni a guidare l’Afghanistan, ha preferito liberarsi del documentario, adducendo una serie di scuse. Il film in questione si chiama “In-Justice: The Story of Afghan Women in Jail”, ed era stato espressamente commissionato dai burocrati di Bruxelles, che però quando hanno ascoltato le terribili esperienze delle due donne intervistate hanno preferito fare marcia indietro.

Iran, stop alle donne sciatrici (La Stampa, 14 novembre 2011) – Forse non tutti sanno che in Iran si scia e diverse sono le località sciistiche. Shemshak e Dizin sono le più famose. Nulla di strano per un paese con varie vette che superano i 4000 metri. Di certo non tutti sanno che in Iran le donne per sciare devono essere accompagnate da un uomo, sia esso il padre, il marito, il fratello o comunque un uomo che si prenda la resposabilità della sciatrice. Un “ghayem”, ovvero uno che, secondo quanto è riportato dalla tradizione e il diritto islamico, faccia loro da guardiano o tutore.

I satrapi e le donne (la Repubblica, 15 novembre 2011) – “Che fine ha fatto l’ eroina romantica, da Claretta a Eva Braun, dalla Krupskaja alla Balabanov, la donna tutta passione che perdeva se stessa accanto ai grandi dittatori del Novecento, al duce, al führer, al piccolo padre, al grande timoniere, all’ imperatore, domatori domati e persino dominati da giovani e ardenti innamorate? Chiudo il libro di Diane Ducret, un bestseller francese pubblicato da Garzanti e penso che un italiano non può leggere Femmes de dictateur senza che gli venga continuamente in mente Berlusconi che è il leader democraticamente eletto che più si è comportato da satrapo, al punto da somigliare persino al vecchio Mao, per esempio, che voleva solo ballerine minorenni e ogni sera organizzava feste nella grande Sala del Popolo con un centinaio di invitati finché veniva comunicato ad alcune ragazze di essere state scelte”. La recensione di Francesco Merlo.

Annunci

Archiviato in:rassegna stampa, , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

RSS Unifem news

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.

RSS Women watch delle Nazioni Unite

  • UN gender equality news feed ottobre 13, 2011
    The Womenwatch RSS feed has moved to UN gender equality news feed. Please update your news reader and bookmarks.

tweets

Scrivici

Segnalaci la tua lettura preferita a tema donne, relazioni e genere redazionewj@gmail.com

Visite

  • 30,493 volte

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere le notifiche dei nuovi articoli

Segui assieme ad altri 14 follower

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: