WOMAN's JOURNAL

Oui c’est vrai

Valentina ha sempre amato. Non una, ma due, tre, dieci, venti, cento volte ha pensato “Sono innamorata!” … Salvo doversi bruscamente ricredere, allorquando si risvegliava dal torpore cupideo.

Possiamo quasi dire che non sia mai stata sola o senza fidanzato, almeno fino a quella volta…

Beh, dopo quella volta era stato davvero difficile riprendersi, per due anni e mezzo non è stata in grado di legarsi a nessuno e tale era la sua voglia di solitudine che aveva fatto le valige e si era trasferita.

Destinazione Parigi.

Chi la chiamava le diceva “Quanto ti invidio, chissà quanto ti stai divertendo là eh???”

“E’ sì, non puoi immaginare… Feste, cene, mostre.. qui si vive molto in mezzo alla gente…”

Eppure, per un certo periodo, diciamo i primi due mesi, Valentina aveva vissuto in pieno la città. Ogni sera conosceva nuove persone e diventava subito amica con tutti. Lì bastava poco, un sorriso, una mano fra i capelli, un caffè, una sigaretta … e già si volava da un locale all’altro fino alle prime luci del mattino.

Sì, i primi due mesi le erano sfuggiti di mano, poi, una sera, Valentina si era data appuntamento alle Marais con dei ragazzi italiani conosciuti la sera prima ad un bar. Lei si veste con cura, insiste col trucco (da quando era a Parigi stava sperimentando i look più estremi) e prende la metro.

Quando arriva erano già tutti ubriachi, la abbracciano e la trascinano fino alla fine della strada.

Entrano tutti, tra il chiasso della musica e il fumo delle sigarette, fino a che Valentina sente una mano spingerla sul petto: “The club is full right now, come back later”.

“Ma i miei amici sono tutti dentro … IO SONO ITALIANA, do you understand? I’m Italian… Filippo…. Anna …. Sono rimasta fuori!!!”

Uno dei ragazzi italiani sembrava si fosse accorto che Valentina era stata bloccata all’ingresso.

Esce, si accende una sigaretta.

“Meno male che mi hai visto tu! Questo scemo non mi fa entrare, dice che il locale è completo … Che facciamo?”

“Beh… Vale, Valentina ti chiami vero?”

“Sì, sì, Valentina… Vale comunque va benissimo! Che memoria! Senti, che facciamo? Proviamo a entrare in un altro posto?”

“Guarda, gli altri sono già tutti dentro. Vedi, Luisa ha anche già preso da bere..”

Valentina guarda all’interno e vede Luisa sbracciarsi verso di loro. Leggendo il labiale sembrava proprio che stesse dicendo “Che – cazzo – fai – là – fuori? – Vieni – che – ti – ho – preso – da – bere! – Dai- cazzo -sbrigati!”.

Il ragazzo sembrava imbarazzato, poi spegne la sigaretta a terra calpestando col piede.

“Dai Vale, io entro che gli altri mi aspettano … Cerca di entrare, è una serata bellissima dentro, musica che spacca…”

Era rimasta fuori da quel locale di merda, proprio lei che li aveva portati lì, proprio a loro che non ne sapevano niente di Parigi… Ma che modi sono?

Valentina si era sentita improvvisamente sola, in una città fredda, piena di sconosciuti… Le facevano male i piedi, le scarpe le stringevano, il naso le colava… Improvvisamente incominciava anche a nevicare…

“Ma che ho fatto di male per essere così sola??? Ma perché io???”

Valentina avrebbe voluto chiamare qualcuno, ma le sembrava che nessuno le fosse vicino… aveva nostalgia del passato… aveva paura che non ce l’avrebbe mai fatta da sola…

Intanto, da sola, prendeva il tram e tornava a casa!

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Archiviato in:UNA STANZA TUTTA PER SÉ,

3 Responses

  1. L. ha detto:

    Come minimo gli altri avrebbero dovuto uscire…

    In ogni caso, spesso si è più soli di quanto non lo si creda, come tante volte ci si reputa soli quando non lo si è affatto…un bilanciamento è la chiave di tutto, ma capita che non riusciamo a trovare quel punto di equilibrio che faccia conciliare la voglia di stare soli (ogni tanto ci va,ma senza esagerare dico io!) e le conoscenze, ma quelle vere, autentiche.
    Conosco una persona che in pochi mesi si è fidanzata tante di quelle volte da andare a convivere quasi sempre…e non parliamo di 1-2 persone,ma almeno 6-7 negli ultimi 2 anni…bene, ora dice che si sposerà…me lo auguro con il cuore, perchè dopo queste esperienze è più facile che abbia l’ennesima illusione e crolli tutto!

  2. gaia ha detto:

    L’istintività alle volte è difficile da controllare! Crescendo però le persone dovrebbero diventare un po’ più accorte … alcune ci riescono in fretta… altre ci mettono più tempo … La cosa importante, comunque, ritengo sia sempre credere -quando si fa qualcosa, come amare qualcuno- che sia la cosa più bella e giusta del mondo! Se ci si crede allora non si avranno rimpianti ma ricordi!

  3. michela ha detto:

    brava …. escendo puoi diventare piu’ accorta … ma l’emotività e la passione non si spegne … è genetica … posso assicuratelo.

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