WOMAN's JOURNAL

Le testimoni della campagna europea contro le mutilazioni genitali femminili

di Piera Mastantuono
End Fgm è la campagna europea promossa da Amnesty International Irlanda, in collaborazione con altre Ong dell’Unione Europea e lanciata il 6 febbraio 2010 in occasione della Giornata internazionale per l’abbandono delle Mutilazioni Genitali Femminili . A ottobre, nel chiostro della Casa Internazionale delle Donne, si sono ritrovate le associazioni che promuovono la campagna, come Aidos e alcune testimonial che hanno raccontato la propria esperienza diretta.

Tra le associazioni che sostengono l’appello ci sono persone delle più diverse provenienze e professioni, con un comune obiettivo: essere contro l’MGF. C’è chi trova strade originali come Ifrah Ahmed, giovane rifugiata somala, la quale ha organizzato una sfilata di moda in Irlanda, per sensibilizzare sulla questione dell’Mgf: “Noi coinvolgiamo persone giovani in modo che si possa parlare con loro delle mutilazioni. In questo modo, molto spesso, i ragazzi che scoprono cosa siano le mutilazioni genitali femminili cercano di parlarne con le madri per proteggere le sorelle più piccole affinché non subiscano la pratica.”

Basato sul coinvolgimento delle donne anche il progetto portato avanti da Leyla Hussein la quale lavora in Inghilterra affinché “Si riescano a coinvolgere le donne per parlare di salute, sessualità, educazione delle figlie. Il problema scaturisce anche dal fatto che queste madri, avendo subito la mutilazione dei propri genitali, si ritrovano a non avere lo stesso corpo delle figlie, poiché queste ultime non hanno subito alcuna mutilazione.”

Donne a sostegno della campagna ma anche uomini come Abdi-Noor Mohamed regista, scrittore e poeta di origine somala rifugiato in Svezia: “Vorrei raccontarvi la storia di una donna somala rifugiata in Svezia come me: le ho chiesto se fosse mutilata e lei mi ha risposto di sì, le ho chiesto come si sentisse e lei mi ha risposto che era piena di dolore, perché il ricordo che aveva di sua madre era legato a quell’evento doloroso. Mi disse che non avrebbe mutilato sua figlia perché desiderava che si ricordasse di lei con amore. A qual punto è stata lei che mi ha chiesto perché me ne interessassi, visto che non ho una vagina! Ed io ho risposto che, venendo dalla cultura somala, me ne interesso perché gli uomini sono stati parte del problema, ed io ora voglio essere parte della soluzione.”

In Italia, tra le tante adesioni famose, vi sono quelle istituzionali del Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna e della Vice presidente del Senato Emma Bonino, le quali hanno firmato congiuntamente i primi due petali di rosa, rappresentazione del clitoride femminile, così brutalmente reciso e simbolo della campagna. Per Emma Bonino, “è un segnale positivo il sostegno dell’Italia al Fondo speciale Unfpa-Unicef sulle mutilazioni dei genitali femminili, e il fatto che le battaglie iniziate quasi trent’anni fa dalle attiviste e organizzazioni della società civile come Aidos vedano oggi impegnate fianco a fianco rappresentanti delle istituzioni, dei parlamenti, del mondo delle cultura, dello spettacolo e dello sport”.

La tappa finale nel percorso di questi petali sarà il 6 febbraio 2012, Giornata internazionale per l’abolizione delle mutilazioni genitali femminili, durante la quale saranno presentati i petali e la campagna al Parlamento ed alla Commissione Europea. La richiesta che arriva dalle attiviste riguarda un impegno delle Istituzioni Europee finalizzato all’adozione di una direttiva europea sulle mutilazioni dei genitali femminili. Come ribadito dalla dottoressa Christine Loudes, che dirige la campagna: “Non abbiamo un numero esatto di quante siano le donne che hanno subito una mutilazione ai genitali”. Si stima che siano circa 130 milioni le donne nel mondo con questo tipo di mutilazione e 180mila le bambine residenti in Europa che rischiano di subire la pratica.

In Italia, è in vigore una legge considerata tra le migliori al mondo, la n. 7 del 2006.

Art.7 Programmi di cooperazione internazionale

  1. Nell’ambito dei programmi di cooperazione allo sviluppo condotti dal Ministero degli affari esteri e in particolare nei programmi finalizzati alla promozione dei diritti delle donne, in Paesi dove, anche in presenza di norme nazionali di divieto, continuano ad essere praticate mutilazioni genitali femminili, e comunque senza nuovi o maggiori oneri per lo Stato, sono previsti, in accordo con i Governi interessati, presso le popolazioni locali, progetti di formazione e informazione diretti a scoraggiare tali pratiche nonchè a creare centri antiviolenza che possano eventualmente dare accoglienza alle giovani che intendano sottrarsi a tali pratiche ovvero alle donne che intendano sottrarvi le proprie figlie o le proprie parenti in età minore.

VAI ALLA GALLERY FOTOGRAFICA (foto di Valeria Floris)

Annunci

Archiviato in:diritti, esteri, Politica, , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

RSS Unifem news

  • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.

RSS Women watch delle Nazioni Unite

  • UN gender equality news feed ottobre 13, 2011
    The Womenwatch RSS feed has moved to UN gender equality news feed. Please update your news reader and bookmarks.

tweets

Scrivici

Segnalaci la tua lettura preferita a tema donne, relazioni e genere redazionewj@gmail.com

Visite

  • 29,357 volte

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per ricevere le notifiche dei nuovi articoli

Segui assieme ad altri 14 follower

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: