WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa

Tunisia al voto/1 (Corriere della Sera, 24 ottobre 2011) – La cosa non ha sconvolto le centinaia di osservatori internazionali, arrivati da tutto il mondo, ma per molti tunisini è stato un insulto, uno scandalo: in alcuni seggi del Paese, nella capitale e nelle altre città, le lunghe code degli elettori erano separate tra uomini e donne. “Ma come? Dove mettiamo la parità, le affermazioni che niente e nessun partito toccherà il nostro statuto personale che da anni garantisce alle donne diritti che in altri Paesi musulmani non hanno?”, s’ indigna in una sezione della cittadina di Sidi Bouzid una ragazza, velata e combattiva.

Tunisia al voto/2 (l’Unità, 24 ottobre 2011) – Il racconto dell’eurodeputato del Pd, Antonio Panzeri: “Mentre proseguiamo da una sezione elettorale a un’altra, incontriamo persone che, riconoscendoci come osservatori internazionali, alzano con felicità e orgoglio l’indice della mano sinistra colorata di inchiostro, che attesta di aver votato. Una donna ci dice, mostrandoci la mano, che quella era la sua henné per la democrazia (nella tradizione, si colora la mano con l’henné per festeggiare rilevanti avvenimenti familiari come nozze e fidanzamenti). Questo è ciò che si respirava ieri, durante il voto e camminando per strada. L’atmosfera, indescrivibile, è quella di un appuntamento con la storia a cui in tanti non vogliono mancare, dai giovani diciottenni fino al novantenne che si presenta, un po’ spaesato, al seggio elettorale”.

Tunisia al voto/3 (il manifesto, 23 ottobre 2011) – Khadija ben Hassine, 59 anni, sposata con due figli, insegna antropologia filosofica all’università di Tunisi e fa parte della direzione di Ettajdid, l’ex partito comunista tunisino. Ha preso molto sul serio la sua candidatura ed è diventata una esperta di agricoltura. Anche perché, non avendo soldi per la pubblicità, ha fatto tutta la campagna elettorale porta a porta oppure organizzando piccoli incontri nei bar dei vari quartieri. “Qui non sanno nemmeno cosa sia un comizio, invece se andiamo in un bar la gente si avvicina, ma è convinta che saremo noi a governare e ci presenta la lista dei problemi da risolvere. Noi dobbiamo spiegare che non andremo al governo ma i loro suggerimenti sono utili per elaborare la nuova costituzione”.

No Tav, donne in prima fila (Corriere della Sera, 24 ottobre 2011) – Poco prima della partenza dal campo sportivo di Giaglione è stato il leader dei No Tav Alberto Perino a chiamarle: “Tutte le donne in testa al corteo”. E così è stato. Le donne hanno portato gli striscioni e poi si sono date da fare con tronchesi e tenaglie per tagliare la rete che in un solo punto del bosco sbarrava il sentiero prima della “zona rossa”. Una rete non troppo spessa, messa lì dalla polizia d’ accordo con i leader del movimento.

Donne e anzianità (Libero, 25 ottobre 2011) – I veri problemi di finanza pubblica e il differenziale con l’Unione europea vengono da due dossier: pensioni femminili e pensioni di anzianità. In tutta Europa l’età pensionabile è identica per uomini e donne sia nel settore pubblico che in quello privato. Solo in due paesi non è così: Inghilterra e Italia. Entrambi hanno messo mano all’età pensionabile delle donne. L’Inghilterra nel 2010, l’Italia questa estate per due volte. Ma il percorso italiano sulla parità è ancora troppo lento: si raggiungerà otto anni dopo gli inglesi, e deve essere ulteriormente accelerato.

Donne nei cda, Italia al palo (Il Sole 24 Ore, 25 ottobre 2011) – La media europea della presenza femminile nei consigli di amministrazione nel 2010 risultava dell’11,7% contro l’8% nel 2004. In Italia siamo fermi al 7%. In Norvegia, dove la donna è diventata sempre più centrale nella vita economica e politica del paese, in otto anni, a partire dal 2003, si è balzati dal 7 al 40%. Questi dati nudi e crudi ma molto eloquenti li ha forniti Silvia Costa, l’eurodeputata che a Bruxelles ha patrocinato il convegno “Dalle quote alla valorizzazione del talento femminile nelle imprese europee”.

Kandahar, muore la prima soldatessa Usa (La Stampa, 27 ottobre 2011) – La prima donna commando è stata uccisa in Afghanistan nella notte fra sabato e domenica, durante un raid delle truppe speciali americane contro i taleban nei pressi di Kandahar. Ashley White aveva 24 anni e la sua morte alza il velo su un segreto che il Pentagono ha gelosamente custodito per quasi un anno. Risale infatti al novembre 2010 l’inizio dell’addestramento del primo gruppo di donne soldato assegnate alle truppe speciali: Delta Force, Rangers, Berretti Verdi e Navy Seals.

Rogo dei veli, donne in piazza (Corriere della Sera, 27 ottobre 2011) – Migliaia di donne yemenite sono scese in piazza mercoledì a Sanaa, hanno ammucchiato i propri veli e poi gli hanno dato fuoco: è il primo rogo di protesta contro il presidente Saleh in nove mesi di lotte anti-governative. “Saleh il macellaio, uccide le donne e ne va fiero”, “le donne non hanno valore ai suoi occhi”, recitavano gli striscioni delle manifestanti.

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