WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa

Con le donne nei cda va peggio” (La Stampa, 18 ottobre 2011) – Le quote rosa? In Italia rischiano di annacquare i loro effetti positivi nel gran calderone del capitalismo familiare, dove proprietà e gestione tendono a confondersi. Uno studio appena pubblicato nei quaderni di finanza della Consob mostra infatti a sorpresa come nelle società quotate a piazza Affari “in termini di buona governance gli effetti della diversità di genere sembrino essere negativi”. “Il numero di riunioni del consiglio d’amministrazione e la presenza media ai consigli”, considerate generalmente dagli studiosi un indice di buona governance delle aziende, “sono più basse nelle società in cui almeno una donna siede nel cda”.

Le donne valgono 7 punti di Pil (Corriere della Sera, 19 ottobre 2011) – Nel confronto internazionale la donna italiana, quanto a parità con gli uomini, non fa una bella figura. “L’ Italia nel divario di genere è tra i Paesi più arretrati”. Nelle classifiche mondiali è al 74° posto su 134, “fanno meglio di noi tutti i Paesi europei, peggio solo il Giappone tra le maggiori economie industrializzate”. Esordisce così Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d’ Italia aprendo i lavori del convegno su “Crescita economica, equità, uguaglianza: il ruolo delle donne” organizzato dalla Banca, prendendo spunto dal Rapporto 2012 “sull’ uguaglianza di genere e sviluppo” elaborato dalla Banca Mondiale e da una serie di studi e ricerche condotti dagli economisti dell’ Istituto. Se si guarda ad altre voci del confronto col resto del mondo l’ Italia, osserva ancora Saccomanni, “ha una posizione un poco migliore per quanto riguarda l’ istruzione – 49° posto – e decisamente peggiore se si guarda alla partecipazione della donna all’ economia”.

Elezioni in Molise, donne Pd all’attacco (l’Unità, 19 ottobre 2011) –  “E’ grave che il Partito democratico abbia presentato una lista di soli uomini alle elezioni regionali in Molise”. Lo dichiarano le deputate del Partito Democratico Anna Paola Concia e Barbara Pollastrini. ”Si è trattato di una scelta miope, distante dalla società e offensiva persino del buon senso. Avere proposto una classe dirigente “dimezzata” nella sua autorevolezza, non ha portato buoni risultati e ha infranto le regole del nostro partito”, proseguono. ”Per poter vincere i democratici e le democratiche devono presentarsi con il profilo dell’innovazione, un profilo in cui la democrazia paritaria è il discrimine di un progetto di governo alternativo al centrodestra. Alla luce di quanto accaduto in Molise è dunque necessaria una riflessione che porti a misure opportune”.

Il Nobel, un faro per le donne (Secolo d’Italia, 16 ottobre 2011) – AD 2011: nel mondo le donne continuano a reclamare i loro spazi. Oggi protagoniste, ieri soldati di seconda o terza linea. In centonove anni, cioè fino al 2010, le donne premiate con il Nobel per la Pace sono state soltanto quindici. Si parte dal 1905, dal presidente onorario dell’ufficio internazionale per la pace, l’austriaca Bertha von Suttner e si arriva al 2004 alla Maathai. La media generale è di una donna Nobel ogni sette-otto anni, un valore che negli ultimi anni si è abbassato sempre di più. Leggi anche l’articolo dell’ultimo premio Nobel Ellen Johnson-Sirleaf uscito su Panorama.

La donna che sfidò Fidel Castro (Il Messaggero, 16 ottobre 2011) – La leader delle Damas de Blanco, Laura Pollán Toledo, è morta il 16 ottobre alle 19 e 50, all’Avana, per un arresto cardiaco, come riferiscono fonti della dissidenza interna e blogger indipendenti. Aveva 63 anni. era moglie del’ex prigioniero politico Héctor Maseda, uno dei 75 dissidenti condannati nella Primavera Nera del 2003. Dopo quella ondata repressiva, lei e altre donne familiari di oppositori incarcerati fondarono le Damas de Blanco, che negli ultimi otto anni si sono dedicate a denunciare la situazione dei prigionieri politici e a pretendere la loro liberazione. Nel 2005 il Parlamento Europeo le ha insignite del Premio Sacharov per la libertà di coscienza.

Intervista a Shirin Ebadi (Il Messaggero, 18 ottobre 2011) – Da Nobel a Nobel, l’esordio è gioioso. Dice Shirin Ebadi, che il premio lo ha ricevuto nel 2003, prima musulmana a ottenerlo: “Sono molto felice per i tre Nobel per la pace assegnati quest’anno a tre donne. Significa che la democrazia senza il rispetto dei diritti delle donne non è democrazia. Non è possibile”.

Le donne che s’inventano un lavoro (Sette, 20 ottobre 2011) – Incredibile ma vero: l’Italia è il paese delle donne imprenditrici. Proprio laddove è più difficile per una donna trovare un impiego, sono tante quelle che non si arrendono e un lavoro se lo inventano. Sono 1 milione e 400 mila le attività fondate o guidate da donne. Un boom di piccole e piccolissime imprese femminili che non riguarda specifiche realtà territoriali, ma accomuna l’intera penisola, da Nord a Sud. Angela Padrone ha analizzato da vicino il fenomeno, incontrando molte di queste donne e raccogliendo le loro storie.

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