WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa

Tre donne per un Nobel (Il Sole 24 Ore, 8 ottobre 2011) – Il Nobel per la pace negli ultimi anni non porta molta fortuna a chi lo riceve: il cinese Liu Xiaobo fa avanti e indietro dal carcere, l’iraniana Shirin Ebadi vive in esilio all’estero, il presidente Obama passa da una crisi all’altra e teme di non essere rieletto. Quest’anno, scegliendo tre donne, due liberiane e una yemenita, il comitato premia una categoria intera: la metà del mondo che lotta “in maniera non violenta per la sicurezza e la partecipazione delle donne ai processi di pace”, questa la motivazione del premio assegnato a Oslo.

Donne e lavoro (la Discussione, 9 ottobre 2011) – Gli stipendi delle donne sono inferiori fino al 18% rispetto a quelli dei loro colleghi maschi. Anche se qualificate, anche se la stagione del femminismo le ha aiutate nel loro percorso di emancipazione, guadagnano meno degli uomini perchè, in Italia, ma non solo nel nostro Paese, il lavoro è ancora gravemente sessista.

Uomini che non formano le donne (Corriere della Sera, 14 ottobre 2011) – Il talento femminile? Non è ancora abbastanza valorizzato. Lo afferma una ricerca di McKinsey per la Fondazione ValoreD, per cui solo il 25% degli amministratori delegati, il 18% delle loro prime linee e l’11% delle seconde linee si impegna significativamente nella promozione del talento femminile in azienda, mentre quasi il 70% delle società non offre programmi di formazione dedicati alle donne. E per aiutare le diverse realtà a colmare questo gap, la fondazione ha preparato un kit dedicato alla sensibilizzazione del management e alla formazione della leadership femminile.

Schiave in riva al mare (Internazionale, 13 ottobre 2011) – Secondo l’organizzazione mondiale delle migrazioni, circa centomila donne, molte delle quali minorenni, arrivano in Europa ogni anno per lavorare come prostitute. Il fotografo Pablo Balbontín ha percorso la costa della Spagna fotografando i bordelli dove queste ragazze, in maggioranza sudamericane, sono costrette a vivere dai loro sfruttatori, che pretendono di essere ripagati per averle portate in Europa. Al momento della partenza, molte di loro ignorano che saranno costrette a prostituirsi.

Barbe, veli e fumetti vietati (Corriere della Sera, 13 ottobre 2011) – Nella nuova Tunisia molto dipenderà dal voto delle donne. Nelle liste sono il 5o per cento, come vuole la legge sulla parità, ma poche saranno elette, dal momento che nessuna è testa di lista e molti partiti otterranno al massimo un seggio. “La tentazione oscurantista è il grande paradosso della rivoluzione. C’è una Tunisia maschilista e patriarcale che associa la dittatura alla modernità. Il voto dividerà le famiglie. Ci sono forze estremiste che non vogliono che la Tunisia sia un simbolo di progresso e libertà per tutto il mondo arabo. Ma sono ottimista: siamo il Paese arabo che ha fatto molte cose prima di tutti: l’abolizione della schiavitù e della pena di morte, la prima costituzione con Annibale. Le donne sono inserite nella società e nel mondo del lavoro, non si lasceranno trascinare indietro”, afferma Bochra Belhaj Hmida, attivista per i diritti umani dal tempo di Bourghiba.

“E’ mamma, lavori vicino casa” (Il Gazzettino, 12 ottobre 2011) –  Ha una figlia piccola, di età inferiore ai tre anni: per questo motivo il ministero della Giustizia deve assegnarle temporaneamente un posto di lavoro vicino a casa. Lo ha stabilito la sezione lavoro del Tribunale di Venezia, accogliendo il ricorso presentato d’urgenza da una giovane madre.

Arriva la pillola dei 5 giorni dopo (la Repubblica, 12 ottobre 2011) – Più che di pillola del giorno dopo si dovrebbe parlare di pillola del dopodomani: l’ulipristal, il contraccettivo di emergenza di ultima generazione, funziona fino al quinto giorno successivo a un rapporto sessuale non protetto (e non solo entro il terzo, come la pillola tradizionale). Lo dimostra un ultimo studio americano, appena pubblicato sul Journal of Obstetrics and Ginecologics, che prelude alla vendita del farmaco negli Stati Uniti. In Europa la nuova pillola è già stata approvata dall’Emea, l’ente europeo per il controllo dei farmaci, e dovrebbe essere commercializzata nei prossimi mesi anche in Italia, ma si può già ipotizzare che non mancherà di suscitare polemiche.

Donne in cda, numeri in arrivo (Il Sole 24 Ore, 11 ottobre 2011) – Ancora non è operativa la legge Golfo-Mosca sulle “quote rosa” per le società quotate e partecipate (per la sua entrata in vigore bisognerà aspettare il 12 luglio 2012, un anno dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale). Ma i primi effetti sono già arrivati. Nei board italiani, a partire da gennaio 2011, sono entrate 26 donne: curricula eccellenti, con percorsi formativi forti, esperienze professionali all’estero, carriere universitarie, “skill” specifiche, soprattutto sulla finanza. Donne portatrici di diversità.

Da donna delle pulizie a soprano (la Repubblica, 10 ottobre 2011) – Manhattan la coccola. Il Metropolitan, dopo il trionfo con Anna Bolena, l’ha adottata. La Grande Mela è già tappezzata di gigantografie di Anna Netrebko in formato Manon, l’opera con cui tornerà al Met il 26 marzo 2012, dopo l’atteso debutto alla Scala il 7 dicembre, dove sarà Donna Anna nel Don Giovanni. “Altro che ritirarmi, come hanno scritto. Ah il gossip…”, sospira il soprano russo che ha appena compiuto quarant’anni. La generosità, la convinzione e l’agilità con cui interpreta le arie di Donizetti commuovono la platea. Le gridano in italiano: “La bellissima!”, come il titolo che le ha dedicato “Newsweek”. Fuori dalla libreria in cui firma autografi sul cd appena pubblicato ( Live at the Met, Deutsche Grammophon) c’è una fila da far invidia a Lady GaGa. “Anna, come il tenore italiano Vittorio Grigolo, affronta l’opera con una marcia in più”, ci ha detto David Gelb, il dinamico manager che sta rilanciando la prestigiosa opera newyorkese. “Netrebko è attrice e cantante, diva a tutto tondo”.

Il rosa-thriller trionfa alla Buchmesse (La Stampa, 12 ottobre 2011) – La Buchmesse, in un anno in cui non tutti i mercati editoriali godono di buona salute (a un lieve calo di quello italiano corrisponde per esempio un crollo drammatico in Spagna) apre i battenti all’insegna come al solito del gigantismo, ma da quello da quello che si può capire all’inizio, anche e soprattutto al femminile. I titoli caldi, possibili best seller della prossima stagione, inclinano al rosa-thriller. Un esempio tipico è Aftermath di Koethi Zan, responsabile dell’ufficio legale dell’emittente Mtv, molto contesa alla sua prima prova narrativa. In America Viking Press avrebbe pagato un anticipo di 700 mila dollari, in Italia se l’è aggiudicata Longanesi.

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