WOMAN's JOURNAL

Mestruazioni: una mooncup per vincere il tabù

Se vi fa impressione il sangue leggete altrove. Se non riuscite a pronunciare la parola “mestruazioni” questo articolo non fa per voi. O forse vi servirà per superare questo tabù linguistico. Sara Magrini ha 42 anni e da sette è alla guida insieme a un’amica e alla mamma della Bottega della Luna, società nata nel 2003 e che vende prodotti per donne. Ma non qualsiasi. Sono state le prime a lanciare in Italia la Mooncup, una coppetta in silicone anallergico da usare al posto degli assorbenti.

Riciclabile, facile da inserire (diversamente da quanto dice Luciano Littizzetto nel video sotto, ed è stata inventata da una donna), è salutare per l’ambiente, oltre che per se stesse e il proprio portafoglio. È anallergica, non permette la proliferazione batterica, e mantiene intatto il ph vaginale. Inoltre, diversamente dagli assorbenti interni non stimola il collo dell’utero e, quindi, diminuisce il dolore.


“Ne avevamo sentito parlare – spiega Sara – ma non era possibile acquistarla né in Italia né in Europa. Mia mamma, allora ha proposto che la vendessimo noi”. Hanno incominciato così. Prima ne hanno vendute cento, poi grazie al costante lavoro d’informazione, soprattutto nelle fiere, al passaparola e con un pizzico di fortuna le cose hanno cominciato a cambiare. Poi è arrivata la svolta, quando Beppe Grillo ha deciso di parlare della Mooncup nel suo spettacolo dedicato all’ecologia, “Reset”.

“Ne vendiamo circa 10mila all’anno. All’inizio – prosegue Sara – più che un lavoro era una specie di volontariato, lo facevamo perché credevamo nel prodotto, per passione”.

Oggi nella Bottega della luna ci lavorano in quattro, in diverse città e tutte con un part-time di sei ore. “Siamo tutte donne, tre di noi con bambini piccoli, quindi abbiamo costruito una società a misura di famiglia e ciò ci ha consentito di andare avanti, nonostante le nostre scelte personali. Da due anni abbiamo cominciato la distribuzione nei negozi biologici e da quest’anno nelle farmacie”.

No “mestruazioni” in fascia protetta

Come superare la difficoltà di pronunciare la parola “mestruazione”, e andare oltre il tabù associato al sangue e al ciclo femminile? Nemmeno la Littizzetto ci prova e, alle stesse donne, pronunciare tale parola non viene naturale. “Quando dicevamo mestruazioni, alcune sbiancavano, non ci credevano che la potessimo pronunciare. Molte ridevano, si vergognavano. La nostra esperienza nel campo della comunicazione ci ha aiutato a descrivere il prodotto nel modo giusto”.

“Abbiamo cercato di superare il sentimento di disagio e schifo, non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di qualcosa di molto intimo. Ma con gli anni le cose sono cambiate, ora se ne parla con  più naturalezza”. Qualche anno fa,  intervistate dalla Rai hanno dovuto omettere sempre la “parolina magica”, e “ciclo”: “La spiegazione – racconta Sara – è stata che l’intervista sarebbe andata in onda in fascia protetta”. Quest’anno ne ha parlato la Littizzetto a Che tempo che fa? ma il suo intervento è stato criticato da chi usa il prodotto e si trova benissimo (leggi i commenti sul blog di Beppe Grillo, leggi i commenti sul sito Bottega della luna) . E poi, ancora una volta, è stato un comico a parlarne.

Usando la Mooncup, si impara a conoscere il proprio corpo e il suo funzionamento (si può misurare quanto sangue si perde e in che ore del giorno). È come riappropriarsi di qualcosa che ci è stato sottratto: “Sono figlia di una femminista e sono cresciuta come un maschio. Mi sono abituata a pensare al ciclo come a un segno di debolezza, qualcosa che mi differenzia. Ma il femminile, e il ciclo mestruale possono diventare un punto di forza, riconoscendo le proprie debolezze e i propri ritmi. In quei giorni, non ho paura di fermarmi e farmi aiutare da mio marito e i miei figli”.

È più facile, quasi naturale, mantenere un simile atteggiamento, e rallentare quando si vive in campagna, come nel caso di Sara. Ma in città? Da ex milanese, risponde: “Un piccolo rallentamento è sempre possibile. Se si è abituate a organizzare tutto, nei giorni delle mestruazioni bisogna chiedere un aiuto. È utile informare le proprie amiche in modo che siano loro a prendere i bambini a scuola durante il ciclo, o a fare la spesa. E poi, bisogna respirare di più. Anche l’essere particolarmente nervose prima o durante il ciclo ci rende più sensibili verso ciò che ci dà normalmente fastidio. In questo modo ce ne rendiamo più facilmente conto e abbiamo la possibilità di apportare dei cambiamenti positivi e duraturi nella nostra vita”.

Punto G e dintorni

Al catalogo della Bottega della Luna nel corso degli anni si sono aggiunti altri prodotti, come attrezzi per l’esercizio del perineo, vibratori e contraccettivi naturali.  “Tutto ciò che vendiamo parte dall’idea di aiutare le donne ad avere maggior consapevolezza del proprio corpo. Il vibratore Delight, per esempio,  aiuta a trovare il punto G”.

Basta comprare un vibratore, quindi? “Il punto G non è il bottoncino da schiacciare, quello mitico delle riviste femminili. No, quel pulsante non c’è. È un luogo fisico, diverso da persona a persona e che con pazienza va scoperto. Volevamo, quindi,offrire alle donne oggetti belli e sicuri senza dover entrare nei sexy shop, che non sono luoghi pensati per le donne. Vogliamo dare dignità al piacere”.

Altro “sconosciuto” è il perineo, il pavimento pelvico, una parte del corpo nascosta ma molto importante: “Le donne asiatiche insegnano alle figlie a utilizzare questo muscolo,  che da noi è associato all’immagine volgare delle donne che stappano le bottiglie con la vagina. È importante allenare il perineo con appositi esercizi per evitare l’insorgere, con gli anni, di problemi come l’incontinenza e la perdita di piacere sessuale, in particolare dopo il parto”.

E le novità non finiscono qui. A settembre uscirà per Macroedizioni un libro della specialista in fertilità Jane Bennett e della psicoterapeuta Alexandra Pope e sulla pillola anticoncezionale. Il titolo in inglese è The pill: are you sure it’s for you? (sei sicura che la pillola sia per il tuo bene) che indaga i danni che possono derivare dall’evitare le mestruazioni per molti anni. In Italia dal 2007 si può tornare a utilizzare il diaframma prima improponibile perché la crema spermicida che va associata al suo utilizzo, era stata messa fuori commercio. Ora è stata reintrodotta, con una formulazione chimica modificata. Ma per chi non vuole usare la pillola c’è anche la possibilità di strumenti di misurazione elettronica della fertilità che hanno una sicurezza superiore al 99, 5%, come per i contraccettivi ormonali (vai ai prodotti).

Nella foto: Franca, Laura e Sara, le tre socie fondatrici della Bottega della Luna

 

 

 

 

 

Per approfondire: consigli di lettura

 

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