WOMAN's JOURNAL

A caccia di notizie armate di spray urticante

Il giornalismo non è per donne. O meglio, se sei una donna e fai la giornalista devi proteggerti molto di più perché il rischio di un’aggressione, fisica e in particolare, sessuale, è molto più elevato rispetto ai colleghi maschi. C’è il caso clamoroso della corrispondente della Cbs Lara Logan, violentata da un gruppo di manifestanti durante le manifestazioni in piazza Tahir, al Cairo lo scorso febbraio.

Ma ci sono molti altri episodi, che spesso non vengono nemmeno denunciati dalle giornaliste ai loro superiori perché temono di non essere considerate alla pari dei colleghi maschi quando si tratta di lavorare in uno scenario di guerra o in un paese straniero.

L’International Safety Institute, che raggruppa reporter e organizzazioni impegnati a migliorare la sicurezza in situazioni particolarmente pericolose, sta preparando un libro che raccoglie esperienze personali e aneddoti. Sarà una guida destinata in particolare alle donne, come racconta Hanna Storm, coordinatrice del progetto.

“Stiamo raccogliendo testimonianze e consigli dalle croniste, episodi in cui si sono sentite in pericolo, ostacolate o aggredite solo perché donne. Inoltre, il libro includerà una serie di consigli da giornalista a giornalista”. Alcuni tips sono già stati raccolti e pubblicati sul sito, insieme a quelli  del Committee to protect journalism, un’altra ong che promuove la libertà di stampa.

Tra le raccomandazioni c’è evitare di girare da sole in paesi e regioni che non si conoscono o con culture diverse, in particolare nei paesi islamici dove la donna è considerata inferiore e non gode dello stesso rispetto degli uomini. Avere sempre con sé copia dei documenti d’identità, mentire sulla propria professione quando si parla con estranei.  Ma non basta. È importante indossare vestiti difficili da sfilare, non salire su taxi abusivi e alloggiare in hotel che hanno guardie di sicurezza.

“Sia gli uomini che le donne sono esposti al rischio di aggressioni fisiche in quanto giornalisti – spiega Storm -. All’Insi abbiamo raccolto diverse storie di donne aggredite sessualmente o abusate. La ragione può essere che vengono considerate più vulnerabili. Noi cerchiamo di aiutarle a essere più consapevoli della propria sicurezza quando lavorano, o sono a casa o in ufficio. Poi, le donne croniste devono capire cosa è culturalmente accettabile e cosa no, in alcuni casi vestendosi in un modo più conservatore di quello a cui sono abituate”. E conclude: “Quando si sentono minacciate, devono evitare di rester da sole e lavorare insieme ad altri colleghi“.

Non tutti questi accorgimenti sono sempre applicabili. Rimane il rischio che fa parte del mestiere, che può comportare avventurarsi da sole perché non si può fare altrimenti o cambiare i propri piani all’ultimo momento. Proprio ciò che si dovrebbe evitare.

Foto Flickr by dryfish

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