WOMAN's JOURNAL

L’accusatrice di Strauss-Kahn racconta la sua versione

Per la prima volta Nafissatou Diallo, la cameriera trentaduenne originaria della Nuova Guinea, che ha accusato l’ex capo del Fmi Dominique Strauss Kahn di stupro, rilascia un’intervista al settimanale americano Newsweek. Seguirà anche un’intervista alla CBS. A Newsweek racconta di quella mattina, nella stanza d’albergo numero 2806 del Sofitel hotel di New York, lo spavento, la paura di perdere il lavoro, e per sua figlia, adolescente che l’aspetta a casa, nel Bronx.

“C’è qualcuno? È il servizio di pulizia”. Diallo si guarda attorno. È ancora sull’ingresso quando appare un uomo nudo con i capelli bianchi. “Oh mio dio, mi spiace” dice dillo e si gira per andarsene. “Non devi essere dispiaciuta” gli risponde lui. Le sembra un uomo strano. Le strizza i seni e chiude la porta della suite.

“Mi ha spinto sul letto” racconta, poi lui cerca di mettergli il pene in bocca e stringe la bocca e muove la testa a destra e a sinistra mostrando com’è andata e il suo tentativo di divincolarsi. “L’ho spinto e mi sono alzata. Volevo spaventarlo e gli ho detto che c’era il mio supervisore fuori dalla porta” continua. Ma l’uomo le dice che non c’è nessuno fuori dalla porta e nessuno che la possa sentire. Diallo continua a spingerlo via: “non volevo fargli del male e non volevo perdere il lavoro”. Lui la prende e la trascina verso il bagno.  Le alza il grembiule e le strizza il pube così forte che sarà ancora rosso quando la visiterà l’ospedale ore dopo. Quindi la costringe a stare in ginocchio, con le spalle al muro e la obbliga a un rapporto orale, tenendole ferma la testa.

Poi Dillo esce dalla stanza sputando: “Sono corsa via senza girarmi. Sono corsa in corridoio. Ero così nervosa, spaventata, non volevo perde il lavoro”. Molti sospetti sono stati sollevati sulla credibilità della donna. Per la difesa di Strauss Kahn, che ha visto sfumare – almeno per il momento-  la possibilità di essere il candidato socialista alle prossime elezioni presidenziali francesi, la donna ha avuto un rapporto sessuale consenziente in cambio di soldi, che poi non le sono arrivati. Il New York Post ha pubblicato storie da una fonte segreta che racconta che la donna faceva la prostituta come secondo lavoro. Poi, c’è la telefonata a un conoscente in cui la Dillo direbbe una frase che suona come: “Non ti preoccupare, quest’uomo ha molti soldi, so cosa sto facendo”. Ma secondo la donna, quella frase è stata usata fuori contesto.  E poi c’è la richiesta di asilo negli Stati Uniti falsata. Nessuno stupro è mai avvenuto nel suo paese d’origine come ha raccontato la giovane che ha subito da piccola mutilazioni genitali (confermate da una visita medica). Rimangono le evidenze del rapporto sessuale, le testimonianze di due supervisori della cameriera, di due guardie di sicurezza dell’hotel, i referti dell’ospedale e dei detective nelle prime 24 ore.

Newsweek così conclude:

È possibile che la Dillo sia una donna che ha vissuto per diversi anni ai margini della comunità di immigrati quasi illegale del Bronx, girando con piccoli ladri, e persone di dubbia origine pur di cercare un modo per vivere. Ma ciò non preclude che possa essere vittima di un uomo potente e predatore. Nemmeno che si faccia scappare la possibilità di guadagnare del denaro dalla vicenda.

La prossima udienza del processo è fissata per l’1 agosto.

 

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