WOMAN's JOURNAL

Il Brunch – Rassegna stampa

Lo scippo (Radio Radicale, 14 luglio 2011) – Continua lo sforzo delle parlamentari supportato dalle associazioni femminili, per provare a recuperare i soldi del tesoretto rosa, “scippato” dall’ultima finanziaria. Le immagini della manifestazione del 14 luglio davanti a Montecitorio.

Nasce la Rete delle Donne (la Repubblica, 11 luglio 2011) – “A Siena è nato un nuovo movimento delle donne”, assicura Francesca Comencini, regista, autrice teatrale. Un risveglio. “Non è un partito, ma una rete organizzata fatta di tante voci anche diverse e dissonanti che camminano nella stessa direzione”, aggiunge Serena Sapegno, docente di Letteratura italiana e di Studi di genere alla Sapienza. Ultima a parlare dal palco, Carla Fronteddu, 26enne dottoranda in Filosofia politica: “Io non sapevo cosa significava stare dentro un movimento, ma è bellissimo. Al contrario delle donne che hanno vissuto il femminismo degli anni Settanta, io e le mie coetanee siamo cresciute nel vuoto dei movimenti, dentro una società fortemente individualista che non ci ha insegnato a declinare il senso della parola noi“.

Donne “contro”, un film vecchio (Secolo d’Italia, 13 luglio 2011) – “Susanna Camusso, leader della Cgil, è stata l’unica a cui le duemila donne di Siena non hanno rimproverato il tentativo di mettere cappello su un movimento che dei partiti non vuol neanche sentir parlare. Al punto che a Siena perfino la recentissima legge sulle quote rosa – rigorosamente bipartisan – è stata dimenticata, silenziata, nascosta, provocando la reazione irritata delle firmatarie. Le neofemministe non vogliono sponde, nè maschili, né partitiche: aspirano solo alla trincea, allo steccato, alla definizione di un mondo a parte dal quale combattere, oltre al solito Berlusconi, tutto ciò che non riconosca la loro diversità”. L’opinione di Luca Maurelli su Siena, il nuovo movimento, le donne italiane.

La crescita della violenza di genere (Terra, 12 luglio 2011) – Le donne sono bersaglio delle violenze sessuali in nove casi su dieci; sono vittime di omicidio una volta su quattro. Secondo il “Rapporto sulla criminalità e la sicurezza in Italia” presentato ieri dal ministero dell’Interno, in un’Italia sempre più sicura a lievitare “in modo straordinario è proprio la quota delle donne uccise: mentre gli omicidi di criminalità organizzata diminuiscono, quelli in famiglia sono stabili nel tempo e nello spazio”. Nel 1991 erano l’11 per cento delle vittime, oggi sono oltre il 25 per cento.

Potere alle donne, “non sempre un passo avanti” (Corriere della Sera, 9 luglio 2011) – Figlie di potere, come Marine Le Pen candidata alla presidenza francese; vedove di, come Cristina Fernandez de Kirchner che ha sostituito il marito alla presidenza dell’ Argentina; sorelle di, come Yingluck Shinawatra che ha riconquistato il potere in Thailandia in nome del fratello deposto; nipoti di, come Alessandra Mussolini. La successione dinastica in politica è femmina: l’Economist, giudicando il fenomeno piuttosto intrigante, ha fatto il conto e conclude che mai come in questo periodo ci sono tante donne al comando che sono parenti di precedenti leader, venti nel mondo, da Sonia Gandhi a Hillary Clinton.

Quando la tv tradisce le donne (la Repubblica, 9 luglio 2011) – “Le reti televisive statunitensi hanno scelto un gran numero di serie di cui sono autrici, registe o protagoniste donne forti, moderne – programmi che hanno lanciato Christina Applegate, Zooey Deschanel, Debra Messing, Katharine McPhee, Maria Bello, Chelsea Handler, Ginnifer Goodwin, Kristin Chenoweth e Whitney Cummings. Inoltre la Abc ha in cantiere una nuova sit-com di Tim Allen, Last Man Standing, su un uomo che si sente minacciato in un mondo in cui comandano le donne e un programma dal titolo Work It su due uomini costretti a vestire abiti femminili per ottenere un lavoro come rappresentanti farmaceutici. Ma a Hollywood comandano gli uomini e quest’ anno, afflitti da preoccupazioni economiche, quegli uomini vogliono abbandonarsi a certe fantasie retrò che hanno come protagoniste bamboline sexy e sottomesse”. L’articolo su Repubblica della columnist del New York Times Maureen Dowd.

Leila e lo sciopero negli occhi (Italianieuropei, 12 luglio 2011) – Vedendo il nuovo film di Radu Mihăileanu “La Source des Femmes” (ambientato in Marocco) si ha la sensazione che Pasolini sarebbe rimasto affascinato da quei luoghi e da quella realtà arcaica in ebollizione, prossima a quella che sarebbe diventata, nella scorsa primavera, la rivoluzione araba. Il regista franco rumeno ha tuttavia scelto un approccio poco pasoliniano per descrivere tale mutazione. Sempre in bilico tra riflessione storica e trovate d’intrattenimento, Mihăileanu ha optato per una chiave molto europea, francese si potrebbe dire. Gli uomini del villaggio non vogliono canalizzare l’acqua della fonte? Per quale motivo le donne devono mettere a repentaglio la propria salute sotto il sole cocente e tra rocce instabili andando a prenderla ogni giorno? Sciopero! Meglio fermarsi e contrapporre un’unica e semplice forma di ricatto alla protervia degli uomini.

Mara e Nancy per la salute delle donne (il Giornale, 14 luglio 2011) – Una volta la scambiavano per isteria e anche ora è spesso difficile per una donna riconoscerla e affrontarla, come per un medico diagnosticarla. Ma l’endometriosi colpisce in Italia ben 3 milioni di donne e in molti casi, se trascurata, diventa invalidante e porta all’infertilità. In Europa sono 14 milioni e 150 nel mondo le donne che ne soffrono. Il problema, dice il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna, è stato “troppo a lungo sottovalutato”. Per invertire la tendenza arriva una campagna istituzionale informativa nazionale sull’endometriosi, il cui primo passo è lo spot che partirà martedì 19 luglio sulle reti Rai. Protagonista Nancy Brilli: “Sono anni in cui dobbiamo essere tutti belli, sani e fortissimi. E nessuna “défaillance” è ammessa soprattutto sul lavoro. Nel mio campo, in particolare, l’immagine è tutto: ci vuole coraggio per uscire allo scoperto”.

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