WOMAN's JOURNAL

Su “you’re right” l’odissea della procreazione assistita

La nostra Gaia Marano, nella rubrica You’re right fa il punto sulla fecondazione artificiale (leggi l’articolo), consentita in Italia dalla legge la n.40 del 2004 . La norma è entrata in vigore in Italia tra le polemiche, durante il secondo governo Berlusconi (2001-2005) quando ministro della Salute era Girolamo Sirchia.

Da una parte era schierato il fronte cattolico, ispiratore della legge, dall’altra i liberali che ne criticavano le forti limitazioni (come la diagnosi reimpianto degli embrioni e il divieto di crioconservazione) perché contrari ai principi costituzionali di libertà e protezione della salute della donna.

A distanza di sette anni, quella legge è smontata pezzo dopo pezzo, perché contraddice i principi costituzionali. Bisognerà attendere settembre e la sentenza della Corte Costituzionale per capire se viola anche l’impianto comunitario. Già in Austria il divieto della fecondazione eterologa è stato considerato contrario ai principi di “rispetto della vita privata e familiare” e “divieto di discriminazione” dell’Unione europea.

Via Il Sole 24 Ore

Un terzo delle coppie italiane va all’estero per avere un figlio. Solo in Europa, secondo i dati pubblicati oggi dalla Società europea di riproduzione umana ed embriologia (Eshre), sono circa 30mila le coppie coinvolte ogni anno in questo turismo della provetta, di cui un terzo, il 32% circa, è rappresentato da italiani, che cercano così di aggirare, nel 40% dei casi, le limitazioni imposte dalla legge 40. I Paesi destinatari di questi viaggi della provetta sono Spagna, Svizzera, Belgio, Slovenia, Repubblica Ceca e Danimarca, mentre dopo quelle italiane, le coppie che viaggiano di più sono quelle di Germania (14,5%), Olanda (12,1%) e Francia (8,7%). I dati raccolti dall’Eshre mostrano inoltre che le coppie italiane generalmente non vanno all’estero per effettuare trattamenti ‘estremi’, ma per cercare di avere un figlio all’interno di una coppia stabile, eterosessuale ed in normale età riproduttiva. È nel 40% dei casi che le coppie escono dall’Italia per eseguire trattamenti illegali in Italia (donazione di gameti e embrioni), mentre il 60% si rivolge a centri stranieri per eseguire trattamenti leciti in Italia, ma che crede essere più efficaci in Paesi dove esiste una legge più liberale.

 

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