WOMAN's JOURNAL

30 anni di Cedaw: Rapporto ombra sui diritti delle donne in Italia


Il 13 luglio, la piattaforma 30 anni di Cedaw – Lavori in corsa, che riunisce numerose donne e associazioni impegnate sul fronte dei diritti femminili, ha presentato il proprio Rapporto ombra alla quarantanovesima sessione plenaria della Cedaw, che si tiene a New York dall’11 al 29 luglio.

La Cedaw, la Convenzione per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne, è stata adottata dalle Nazioni Unite nel 1979, è entrata in vigore nel 1981 ed è stata ratificata dall’Italia nel 1985 (mai dagli Stati Uniti, che ospitano il convegno). Considerata il trattato internazionale più completo sui diritti delle donne, prevede che ogni quattro anni i governi forniscano un rapporto sui provvedimenti adottati per raggiungere gli obiettivi che hanno sottoscritto. Il sesto rapporto del governo italiano, presentato nel dicembre 2009, viene discusso oggi.

Ieri, spiegando i contenuti del Rapporto ombra, le rappresentanti di 30 anni di Cedaw hanno sottolineato le carenze dell’azione governativa del nostro paese su sei fronti: quelli della promozione dei diritti delle donne sanciti dalla Cedaw, del lavoro e del welfare, della partecipazione politica delle donne, dei diritti sessuali e riproduttivi, della protezione di chi ha subito violenza di genere, del traffico di esseri umani e della prostituzione.

Via 30 Years Cedaw

Italian Government has not fulfilled its obligations under the Convention: no action was taken to disseminate the Convention, OP, and Concluding observation. Civil society consultations in the reporting process was unclear in its objectives, actors involved, and was not transparent. No discussion of the concluding observations was done in the National Parliament, regional Legislative Assemblies and in local administrations. No progress was made in the establishing of an independent human rights institution that can protect and promote women rights. Although there is a draft bill for a NHRI, it is inadequate as it does not conform to the Paris Principles and is in fact a regression when compared to a former draft bill which received technical advice from the UN High Commissioner for Human Rights.

Guarda l’intervista del 31 maggio a Claudia Signoretti (Fondazione PANGEA Onlus) e Barbara Spinelli (Giuristi Democratici).

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