WOMAN's JOURNAL

Se non ora quando e i giornali/2- la protesta delle blogger

C’è la festa e ci sono le polemiche. La rete si è scatenata contro il movimento Se non ora quando perché non è stata abbastanza  coinvolta. Infatti, dal palco, molte blogger famose come Lorella Zanardo, Giorgia Vezzoli, di Vita da streghe, le donne di Femminismo a sud, la giornalista Loredana Lipperini non c’erano.

Da anni si occupano di innalzare la consapevolezza e combattere contro la discriminazione di genere ma a Siena, mancavano. Dicono di non essere state coinvolte e di non condividere l’approccio politico del movimento. Ecco stralci della polemica dai rispettivi blog.

Dal sito della Zanardo (nei commenti) in risposta al resoconto di Marina Terragni sulla due giorni senese:

Interessante cio’ che ci riferisci sia avvenuto a Siena. Ritengo sia mio compito dire che quanto hai visto e ascoltato è quanto in molte vediamo e ascoltiamo da anni sul territorio: e non parlo solo di me, anzi non parlo proprio di me. Parlo di Monica Lanfranco e di PuntoG a genova. Parlo delle decine di dibatitti nelle scuole, parlo degli incontri con le blogger, parlo delle reti dell UDi nazionale. L’unica grande differenza Marina è che Siena ha goduto di una visibilità imbarazzante, 2000 persone in piazza e decine di inviate di tg e giornali. Penso alle donne che si fanno in dieci per organizzare convegni spesso interessantissimi a cui i giornalisti non vanno.
Ecco Siena per me è il conformismo delle giornaliste, e non mi rifersico a te ma alle tante che hanno detto: oh, guarda cosa fanno le donne! ignorando tutto cio che accade in Italia negli ultimi anni. (…)

E l’invito ad inviare i soldi scusa, proprio no. Mi pare che le organizzatrici siano ben fornite. In giro ci sono ragazze che guadagnano 800 euro al mese e duecento li mettono in progetti per le donne. Io compresa.

La risposta della Terragni (nei commenti)

Cara Lorella, il tuo lavoro -e se posso anche il mio- dura da anni e anni ed è prezioso, certamente non è cancellato da quello di SNOQ. Le ragazze di punto G c’erano, e ce n’erano anche tante altre: noi dobbiamo tantissimo a loro, ma loro devono tantissimo a noi. In questi due giorni non ho sentito l’alternativa tra il nostro lavoro e quello di SNOQ, ho sentito che il lavoro e il pensiero di tutte può confluire in questo grande bacino che si è creato quasi spontaneamente il 13 febbraio -naturalmente per iniziativa di alcune, ma con le modalità di una catastrofe non prevista, e intendo catastrofe come “liberazione di energie”- il 13 febbraio.

La copertura giornalistica è giustificata dal fatto che il 13 febbraio si è svolta la manifestazione più grande nella storia del nostro paese, e non è strano che si cerchi di capire quella forza dove va a finire. Sul fatto che poi i media non vedano la cose finché non diventano macroscopiche, ti do ragione. Noi le vediamo, però, e siamo media pure noi. Insomma, il mio bilancio è positivo, per noi, per loro e per tutte. Il clima era ottimo, e ho cercato di renderlo, perché dalla gran parte dei giornali non si capisce. Non ho capito com’è andato il fatto che il tuo intervento fosse tra i pochi previsti e tu non c’eri: forse c’è stato casino organizzativo.

Di nuovo la Zanardo

A Siena io e tutte le donne che operano per l’innalzamento del livello di consapevolezza in rete , non siamo state invitate. Marina abbiamo 50 anni, l’ingenuità non si confà a qs età: nessuna difficoltà organizzativa ma una precisa scelta. Chiedete a loro perché, non chiedere a me perché non sono andata.
Ma non parlo del mio caso, visto che nonostante l’opposizione di certe frange radical chic, il mio lavoro ha avuto ampia diffusione. Parlo per le decine di giovani donne che da anni lavorano online per l’innalzmanto del livello di consapevolezza delle donne e che non hanno mai goduto dell’attenzione della stampa. (…)

Sono aperta a tutte le iniziative, se hanno rispetto del nostro lavoro.

Ricevo decine di richieste di comitati locali di se non ora quando, mi chiedono di andare da loro perché “ lei zanardo è così disponibile”; risponderò che prima si chiariscano con la loro direzione. E vi assicuro che non ne ho viste molte di qs donne in giro per l’Italia sui treni in seconda a dormire in giro dove capita per due lire o gratis. ho alcuni inviti intorno a ferragosto, interessa a qualcuno?

E ricordo che stiamo scrivendo OT perché qs post è dedicato alla cedaw di cui si discute tra 3 gg a new york, che riguarda il ns futuro ma, che non è di interesse dei ns media. Ripeto che sono aperta a tutte le proposte oneste e serie. Ma non si abbatte la casa del padrone con gli strumenti del padrone.

Ecco, quindi, come ribatte Francesca Comencini, tra le ispiratrici di Se non ora quando alle accuse della Zanardo

Cara Lorella,
sono stupita e dispiaciuta da quanto leggo. Tatiana Campioni, direttrice del Santa Maria della Scala e organizzatrice insieme noi e al comitato di Siena dell’incontro, ti ha telefonato il 27 giugno, a nome di tutte noi, per invitarti a parlare a Siena, perché, anche se l’incontro non era a inviti, ci tenevamo ad avere una tua testimonianza. Infatti la tua presenza era annunciata in tutti i comunicati stampa. Pochi giorni prima dell’incontro hai detto di non poter venire per motivi personali. Per quanto riguarda Loredana Lipperini so che ha parlato con mia sorella Cristina, che ha ricevuto personalmente i nostri comunicati, che ha fatto servizi sull’incontro per radio 3, e mi pare abbia avuto sempre un dialogo stretto con lei. Scusa se mi sono permessa di riaprire il tema. Ti aspettiamo a ogni iniziativa futura, che sarà, come sempre, aperta a tutte e tutti. Buone vacanze.

Ecco la risposta della Zanardo

grazie della tua riposta. Non è andata così e lo sappiamo. Però magari ci sentiamo, non era mai successo che qs blog assumesse qs toni, e me ne dispiaccio.

E ancora:

Nessuno era obbligato ad invitarmi/ci: ci mancherebbe! Ma il non avermi invitato ha un significato. Di questo non mi offendo ma ritengo di poterne discutere all’interno del mio blog, questa è rete e democrazia, sono certa saremo d’accordo.
Sono disponibilissima al dilaogo, come sempre.
Sento come mio dovere affermare come ho già fatto in passato più volte, il blog è qui a conferma, che i media sono vergognosamente conformisti e la copertura di snoq lo ha dimostrato ancora una volta. Con questo voglio significare solo che non è giusto non raccontare MAI di cosa fanno le tante migliaia di donne giovani attive sul territorio anche con azioni importanti.

Quindi la Lipperini

Non così. Scusatemi, non voglio essere quella che fa la terzista a tutti i costi, ma non mi sembra opportuno dividerci ora. Ci sono miliardi di cose da fare e vanno fatte, e bene, e subito. Ognuna (e ognuno) per quello che può dare e fare. (…)

Ho già assistito al crollo di un movimento per motivi molto simili. Non ho intenzione di assistere al secondo.

Il movimento crollato è Usciamo dal silenzio, sceso in piazza nel 2006,  a Milano e in altre città, per difendere la legge 194 sull’aborto.

Leggi l’intervento di Femminismo a sud

Leggi l’articolo di Vita da streghe

LEGGI ANCHE:

Il resoconto della Stampa

La rassegna stampa dell’evento

L’articolo di Marina Terragni

Siena e i fischi a Rosy Bindi, dal blog Ferrodastiro

 

 

 

 

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One Response

  1. Clarissa Monnati ha detto:

    Credo di capire le ragioni della polemica. Non riesco però a capire se siano del tutto fondate. Forse, se le manifestazioni di Se non ora quando? hanno avuto così ampia visibilità mediatica, dipende in parte dalla notorietà di alcune delle sue fondatrici e dalla loro rete di conoscenze. Ma sono convinta che senza il lavoro di anni fatto da blogger, scrittrici e associazioni femminili non sarebbe stato possibile attirare tanto interesse da parte dei media e delle persone.
    Non conosco i retroscena dell’organizzazione dell’incontro di Siena, ma quello che ho visto nei giorni che lo hanno preceduto è stato un ripetuto invito rivolto a tutte – donne note e non, impegnate da anni o no – a iscriversi per poter parlare. Era l’occasione per incontrarsi, esprimere obiettivi e perplessità, lanciare proposte, per avere ampia visibilità e quindi far arrivare il proprio messaggio a un numero vasto di persone, l’occasione per conoscersi, stringere legami, elaborare insieme e proporre iniziative. E magari anche per dirne quattro alle politiche presenti, metterle di fronte ai limiti della loro azione (e mancata azione) e alle loro responsabilità.
    Non sono sicura che polemizzare invece di tentare con tenacia di trovare un punto di incontro sia utile a raggiungere obiettivi concreti. A meno che la polemica non serva a chiarirsi e sgomberare il campo da equivoci. Allora sì, ma più che polemica deve essere confronto.
    Quanto ai media, sono tra le cose che vorremmo diverse. Ci vorranno tempo e impegno, e parlarne è giustissimo.

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