WOMAN's JOURNAL

Torino è baby friendly

Un circuito di negozi dove poter serenamente allattare al seno o trovare giochi per bambini, fasciatoii, seggioloni e scalda biberon. E’ l’obiettivo di “Baby Friendly”, il progetto senza scopo di lucro, partito il 18 giugno scorso durante la manifestazione Vanchiglia Love, ideato da 6 coppie (italiane e straniere) –rigorosamente con figli – che vivono a Torino.
Ne abbiamo parlato con Carlo Boccazzi Varotto uno dei creatori di questa iniziativa.

“L’idea è nata circa un anno fa insieme ad un gruppo di amici. Eravamo a cena e si ragionava di come in Italia ci sia poca cultura sull’allattamento al seno. Spesso le donne che decidono di allattare vivono questa scelta, quando sono in pubblico, con imbarazzo e difficoltà. Oltre a questo sono anche pochi i locali che forniscono servizi come un fasciatoio o seggioloni. Abbiamo quindi pensato che sarebbe stato bello avere un circuito di locali “amici dei bimbi”. Le mamme possono sentirsi a loro agio nell’allattare al seno senza chiedere ogni volta un’autorizzazione e allo stesso tempo sono “avvisati” coloro che ritengono fastidioso essere nello stesso luogo dove un bambino viene allattato”.

Come si è sviluppato il progetto?
“Abbiamo deciso di mettere a disposizione le nostre competenze. Nel gruppo c’è chi fa siti web, chi grafica e video. E’ un progetto che parte dal basso, da noi, il Comune di Torino ci ha dato il patrocinio ma  la fase di ricerca dei commercianti e di comunicazione dell’iniziativa è a “nostro carico”.  Molto tempo è stato dedicato per realizzare il logo, era per noi  importante trovare il modo corretto per iconizzare i concetti che volevamo trasmettere. Abbiamo visto cosa era già stato realizzato in Italia e all’estero, noi abbiamo cercato di fare qualcosa di diverso”.

In che senso diverso?
“Molti progetti Italiani richiedono degli standard rigidi, il nostro permette a più locali partecipare perché dà diverse possibilità: un negozio, un locale o anche un laboratorio di un professionista  può segnalare con l’adesivo  “Siamo amici dell’allattamento al seno” la propria disponibilità. E’ una dichiarazione di principio che dice: in questo luogo siamo contenti se vieni con un bebè. Non abbiamo strumenti particolari, ma puoi allattare e ci daremmo da fare perché tu sia a tuo agio.
Gli stessi negozianti possono eventualmente aggiungere altri adesivi con servizi accessori che vogliono dire: in questo luogo siamo contenti se vieni con un bebè, puoi allattare e abbiamo qualche strumento, come un seggiolone, un fasciatoio, la possibilità di scaldare e dare pappe, abbiamo giocattoli, libri o oggetti per intrattenere i bimbi“.

Quanti sono i negozi che hanno aderito?
“Al momento 50 e sono in crescita. Non è semplice trovarli perché utilizziamo il nostro tempo libero per andare a proporre l’iniziativa. Diversi negozianti hanno ancora una concezione vecchia della famiglia e della donna. Per alcuni la mammaper il primo anno di vita del bambino sta a casa con la nonna che le dà una mano. Ma è una idea anacronistica”.

Quali sono gli sviluppi futuri?
L’obiettivo è avere un circuito più esteso. Utilizzeremo la pagina di facebook per chiedere una mano a tutti. Se ciascuno segnala 4-5 locali riusciremo in breve tempo a ampliare la cartina. Poi faremo un sito, plurilingue, dove con la mappa dei negozi, locali, musei ecc…
E’ importante anche dal punto di vista turistico. Per gli stranieri sapere che con tranquillità si possono trovare posti baby friendly è una cosa molto importante. E poi costa poco: per il 90% è una questione culturale e di atteggiamento, l’altro 10% è legato ad aspetti strutturali (scalda biberon, fasciatori ecc) che hanno un costo irrisorio. Inoltre, come dice il mantra dell’iniziativa, Una città a misura di bambino, una città che piace a tutti”.

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