WOMAN's JOURNAL

Attente ragazze ai romanzi rosa

Qual è il confine tra immedesimazione e vita reale? Telenovele, serie tv, romanzi rosa stile Harmony fanno sognare ma a che costo?

Ad accusare questi ultimi di agire negativamente sulle scelte di vita delle proprie lettrici è un articolo del britannico Guardian in cui la psicologa Susan Quilliam afferma: “ciò che osserviamo nei nostri pazienti è più probabile che sia stato influenzato dalle letture dei romanzi Mills & Boon che dai consultori familiari“. Nessuna nozione della vita reale, ma solo fiction, invenzione (troppa), rosa dappertutto.

Ma cosa c’è di così negativo in questo tipo di letture? Intanto la frequenza. Quilliam che ha pubblicato un articolo sul tema nel Journal of family planning riporta che nei paesi occidentali quasi metà dei libri venduti appartiene al filone dei romanzi rosa, con alcune donne che ne leggono anche 30 al mese (sono corti e con un lessico semplice). Poi, le storie, che seguono sempre lo stesso schema: la donna si imbatte nell’ “eroe salvatore”, un uomo di cui si innamora perdutamente, scoprendo il piacere (e sperimendo spesso orgasmi multipli) per poi rimanere incinta e affrontare, senza problemi, diverse gravidanze che cementeranno l’amore della coppia.

“Vogliamo che le donne, nostre clienti, siano consapevoli dei propri desideri, piuttosto che aspettare un uomo che venga a risvegliarle – spiega Quilliam che continua -vogliamo rassicurarle del fatto che la prima volta può non essere molto piacevole o che l’orgasmo non arriva necessariamente con la penetrazione”.

Via Guardian

We don’t condone non-consensual sex. We want women to be aware of their own desires rather than be ‘awakened’. We aim to reassure our female clients that their first time may not be utterly joyful and that they may not gain reliable orgasms through penetration, but that they themselves are nonetheless existentially valid and that with affection and good humour things can improve immensely,” writes Quilliam.

E poi c’è il tema gravidanza: “Scoraggiamo di fare figli come prova che la relazione è forte”, e incoraggiamo l’uso del preservativo che per le pazienti “rompe la magia del momento”. La psicologa cita un dato: solo l’11,5 % di coloro che leggono romanzi rosa considera positivamente l’uso del preservativo, che è anche molto poco citato in queste storie.

La casa editrice si difende:”i romanzi rosa fanno parte del genere “evasione” e non insegnano ad affrontare il mondo. I nostri lettori sono intelligenti abbastanza da comprenderne la differenza, così come le fans della chick lit (come I love shopping, ndr) o delle commedie romantiche che non si aspettano di vivere per davvero quello che vedono al cinema”.

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